SICCITÀ E TEMPORALI, NEGLI ALPEGGI CUNEESI MANDRIE A VALLE IN ANTICIPO

La stagione dell’alpeggio si accorcia sulle montagne cuneesi. A Prazzo, il 9 settembre, la mandria del malgaro Luigi Rinaudi scenderà dall’alpeggio Grange Piscivo, in borgata Ussolo, in occasione della nona edizione di “Caluma el vache. Il ritorno della mandria a valle”. Il rientro anticipato è stato deciso per le condizioni dei pascoli, dove la disponibilità di foraggio si è ridotta dopo una lunga fase asciutta.

 

L’iniziativa è organizzata da Confagricoltura Cuneo con il sostegno del Consiglio regionale del Piemonte, il patrocinio della Provincia di Cuneo e del Comune di Prazzo e la collaborazione dell’ATL del Cuneese. La manifestazione accompagnerà la discesa della mandria e sarà dedicata alle difficoltà dell’allevamento nelle Terre Alte.

 

“Quest’anno ‘Caluma el vache’ arriva prima del solito e non è una scelta casuale”, dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo. “La disponibilità di foraggio si è ridotta, il cotico erboso è secco e, in alcune aree, i terreni presentano maggiori rischi di scivolamento”.

 

Il quadro meteorologico delle ultime settimane aiuta a leggere la decisione degli allevatori. A luglio il Piemonte ha registrato temperature elevate e precipitazioni inferiori alla norma. ARPA Piemonte indica una temperatura media regionale di 22,31 °C, con un’anomalia positiva di circa 3 °C; luglio è risultato il secondo mese di luglio più caldo della serie storica regionale. Nel corso di agosto il tempo è cambiato più volte. Tra il 20 e il 21 agosto si sono verificati temporali localmente intensi, seguiti da un nuovo peggioramento tra il 24 e il 25 agosto. Le precipitazioni hanno attenuato localmente la secchezza dei terreni, ma non hanno ricostituito la produzione foraggera persa durante la fase più asciutta della stagione. Il pascolo di montagna risponde infatti alla quantità e alla distribuzione delle piogge nel tempo: un temporale intenso può aumentare l’umidità del suolo, ma non garantisce il recupero della biomassa necessaria a prolungare l’alpeggio.

 

Per gli allevatori, una discesa anticipata significa sostituire una parte dell’alimentazione ottenuta direttamente dal pascolo con fieno, insilati o mangimi. L’incidenza sui costi dipende dalla consistenza della mandria, dalla disponibilità di scorte e dalla capacità dell’azienda di produrre foraggi al proprio interno. Dopo una stagione con pascoli meno produttivi, il ricorso al mercato può diventare più oneroso. Secondo i dati riportati da Confagricoltura Cuneo in Piemonte sono attivi circa 1.350 alpeggi, 400 dei quali nella provincia di Cuneo. Durante la stagione estiva, sulle montagne cuneesi vengono monticati tra 80.000 e 90.000 bovini e ovini.

 

La riduzione della permanenza in quota ha quindi un effetto economico diretto sulle aziende, ma incide anche sulla gestione del territorio. Il pascolamento contribuisce alla conservazione dei prati, al contenimento della vegetazione arbustiva e al presidio delle aree montane. Quando la stagione si interrompe prima, aumenta il ricorso all’alimentazione in stalla e si riduce il periodo nel quale gli animali contribuiscono alla manutenzione naturale dei pascoli. Il tema dell’acqua entra nella programmazione degli alpeggi. Punti di abbeverata, raccolta e distribuzione della risorsa, adeguamento del carico animale alla capacità effettiva del pascolo e costituzione di scorte foraggere sono strumenti necessari per ridurre l’esposizione delle aziende alle variazioni del tempo.

 

La questione è distinta da quella del cambiamento climatico. Le condizioni meteorologiche dell’estate 2026 descrivono la successione concreta di caldo, fasi asciutte e temporali; la maggiore frequenza di annate difficili appartiene invece alla valutazione climatica di medio e lungo periodo. Per gli allevatori, entrambe le dimensioni producono effetti sulla programmazione dell’alpeggio, ma richiedono analisi differenti. Il programma di “Caluma el vache” prenderà il via alle 11 con il ritrovo per l’aperitivo “Aspettando la mandria”, nei pressi del piazzale Maddalena, al bivio per Ussolo. Intorno alle 13.30 è previsto il tratto finale della discesa fino a Prazzo Inferiore, seguito dai saluti istituzionali, dal confronto sulle difficoltà dell’alpeggio e dalla consegna dei riconoscimenti “Cioca d’Or 2026