SICCITÀ IN FRANCIA, MAIS -35%: LA FNSEA INCALZA IL GOVERNO
Siccità e ripetute ondate di calore stanno lasciando un segno pesante sull’agricoltura francese. Secondo le stime presentate il 2 settembre dalla Direction générale du Trésor, che fa capo al ministero francese dell’Economia e delle Finanze, nel 2026 l’attività agricola dovrebbe registrare una contrazione dell’8%, con un impatto stimato di 0,1 punti percentuali sulla crescita del PIL nazionale.
Le valutazioni sono state illustrate nel corso di un’audizione parlamentare dedicata agli effetti economici delle ondate di calore. Come termine di confronto, il ministero richiama il 2003, anno della grande canicola europea, quando il valore aggiunto agricolo francese diminuì di circa il 15%. La flessione stimata per il 2026 sarebbe quindi meno accentuata, ma conferma la rilevanza economica dei danni provocati dagli eventi climatici estremi al settore primario.
Mais e foraggi tra i comparti più colpiti
Le conseguenze più evidenti riguardano le colture particolarmente sensibili alla disponibilità idrica durante i mesi estivi. Per il mais il ministero francese dell’Economia e delle Finanze prevede una produzione inferiore del 35% rispetto allo scorso anno. La situazione delle superfici foraggere è altrettanto delicata: Al 10 agosto, la produzione foraggera cumulata dei prati e pascoli risultava inferiore di circa un terzo rispetto alla norma, con una conseguente riduzione delle disponibilità di foraggio per gli allevamenti. La dimensione territoriale dell’emergenza era già emersa all’inizio di agosto. Il ministero francese dell’Agricoltura segnalava 98 dipartimenti interessati dalla siccità, 57 dei quali classificati in situazione di crisi, con restrizioni significative nell’utilizzo dell’acqua. Il governo aveva quindi avviato il dispositivo “Canicule – Sécheresse – Incendies”, finalizzato ad affrontare le conseguenze produttive e finanziarie degli eventi climatici e a favorire la rimessa in produzione delle aziende maggiormente danneggiate. Il peggioramento dei conti aziendali deriva dalla combinazione tra minori rese e aumento di alcune voci di costo. Alla necessità di acquistare foraggi nelle aree maggiormente colpite si aggiunge il rincaro dei fertilizzanti azotati. Secondo il ministero dell’Economia e delle Finanze le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno contribuito all’aumento del prezzo del gas e alle difficoltà del commercio internazionale dei fertilizzanti, aggravando la situazione delle aziende agricole.
FNSEA: «Le decisioni servono adesso»
Su questo scenario si è concentrata la conferenza stampa di rentrée della FNSEA, principale organizzazione professionale agricola francese, che si è tenuta ieri 2 settembre. Il presidente Arnaud Rousseau ha sollecitato una risposta rapida e di dimensioni adeguate alla crisi, richiamando soprattutto le esigenze di liquidità delle imprese. La pressione della FNSEA arriva mentre il governo ha rinviato di alcuni giorni la presentazione del nuovo piano d’urgenza per l’agricoltura, inizialmente atteso per oggi 3 settembre. Parigi sta lavorando a un pacchetto che dovrebbe intervenire sulla liquidità aziendale e sui contributi sociali, affiancando questi strumenti a semplificazioni e deroghe per le imprese maggiormente colpite. Per Rousseau i tempi sono determinanti: le aziende devono programmare le prossime semine, che per il grano sono già programmate per fine mese, e gli allevatori devono approvvigionarsi di foraggi. La richiesta della FNSEA coinvolge inoltre l’intera catena economica, chiamando in causa Stato, banche, assicurazioni e operatori delle filiere. Il sistema assicurativo è già stato interessato dalle misure adottate durante l’estate. A fine luglio il governo ha autorizzato gli assicuratori a versare agli agricoltori assicurati anticipi fino all’80% delle indennità relative ai danni provocati da siccità e ondate di calore.
Attenzione al mercato europeo del mais
Per il resto d’Europa il dato da seguire nelle prossime settimane sarà soprattutto quello del mais. Una riduzione del 35% del raccolto francese modifica il bilancio di disponibilità di uno dei principali produttori dell’Unione, ma l’effetto sui prezzi dipenderà anche dai raccolti negli altri Paesi UE, dalle importazioni e dall’andamento dell’offerta mondiale. Per gli allevamenti assume invece particolare rilievo il deficit foraggero. Un aumento degli acquisti di foraggi e mangimi può comprimere ulteriormente i margini aziendali, soprattutto nelle aree nelle quali la siccità ha compromesso pascoli e produzioni aziendali destinate all’alimentazione animale.
La crisi francese assume così una dimensione che va oltre il danno produttivo provocato dal meteo. Nelle prossime settimane sarà decisiva la capacità finanziaria delle aziende di sostenere contemporaneamente l’acquisto di foraggi e mezzi tecnici e l’avvio della nuova campagna agraria. È su questo terreno che la FNSEA sta chiedendo a Parigi di accelerare.