SICUREZZA ALIMENTARE UE, A NICOSIA L'ALLARME DI COPA-COGECA SUL RISCHIO SHOCK
La sicurezza alimentare europea torna al centro dell'agenda politica dell'Unione con toni di urgenza crescente. Ieri i ministri dell'Agricoltura dell'UE si sono riuniti in sessione informale a Nicosia, sotto la presidenza cipriota della ministra Maria Panayiotou, per discutere le strategie di gestione del rischio agro-climatico. Ma è proprio in questo contesto che i presidenti di Copa e Cogeca, Massimiliano Giansanti e Lennart Nilsson, hanno lanciato un monito urgente: la sicurezza alimentare e la resilienza del settore agricolo europeo sono minacciate e richiedono un'azione immediata e decisa da parte dell'UE.
Doppio fronte di crisi
Con le persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente agricoltori e cooperative agricole di tutta l'UE si trovano ad affrontare una crescente pressione sui costi, sui mercati e sulle catene di approvvigionamento, aggravando una situazione già fragile. Per Copa-Cogeca il dibattito sulla gestione del rischio climatico non può essere scorporato dalla dimensione geopolitica. Le due crisi si sovrappongono e si moltiplicano.
Dall'invasione russa dell'Ucraina i prezzi dei fertilizzanti sono rimasti strutturalmente elevati. La crisi mediorientale sta ora causando nuovi aumenti dei costi di energia, carburante, mangimi, imballaggi e logistica, compromettendo ulteriormente la redditività delle aziende agricole. A questo quadro si aggiunge una grave e crescente crisi dei fertilizzanti in Asia e nel Sud del mondo, con forti carenze provocate dalle interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Tensioni che, sebbene con intensità diversa, si riflettono anche sui mercati europei delle commodities agricole.
I problemi CBAM e dipendenza dagli input
Tra i fattori che aggravano la situazione delle imprese agricole europee spicca l'entrata in vigore del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM). I prezzi dei fertilizzanti sono aumentati complessivamente del 60% negli ultimi sei anni, con un'ulteriore accelerazione legata alla guerra in Medio. Quando i costi superano i livelli sostenibili - spiegano le organizzazioni agricole europee - la redditività delle aziende viene gravemente compromessa, mettendo a rischio la sovranità alimentare europea. Per questo, nel documento presentato a Nicosia, Copa e Cogeca chiedono misure immediate che includono la sospensione del CBAM per i fertilizzanti e la sospensione dei dazi NPF e delle misure antidumping sulle importazioni di fertilizzanti.
Le posizioni di Copa e Cogeca
Giansanti, presidente di Copa e di Confagricoltura, ha puntato il dito sulla fragilità strutturale del settore primario in questa fase. Ha avvertito che “senza agricoltura non c'è stabilità”, ribadendo che la pressione simultanea su costi, mercati e catene di fornitura rischia di tradursi in conseguenze che vanno ben oltre il campo. Nilsson, presidente di Cogeca, ha invece insistito sulla necessità di strumenti adeguati: “Prevenire una crisi alimentare richiede azioni decisive oggi, ingenti investimenti a lungo termine e un quadro normativo che rafforzi, e non indebolisca, la competitività e la resilienza del settore agricolo dell'UE. L'Europa deve agire con vigore, ambizione e unità, altrimenti rischia di pagare un prezzo ben più alto domani”.
Il Piano fertilizzanti del 19 maggio: appuntamento cruciale
Il commissario europeo all'Agricoltura Christophe Hansen ha annunciato un piano d'azione sui fertilizzanti che dovrebbe essere adottato il 19 maggio. Hansen ha precisato che gli obiettivi sono garantire il sostegno alla produzione interna di fertilizzanti per ridurre le dipendenze esterne, aiutare gli agricoltori a un uso più efficiente degli input e favorire la sostituzione dei fertilizzanti minerali con alternative biologiche e a basse emissioni di carbonio. Il piano, stando alle anticipazioni, includerà sia misure nuove a breve termine, sia misure strutturali.
Copa e Cogeca sottolineano che il Piano d'azione deve essere “audace e completo, fornendo soluzioni immediate, a medio e lungo termine”. Le organizzazioni chiedono anche che vengano rafforzati il monitoraggio del mercato dei fertilizzanti e le regole sulla concorrenza, e che la Direttiva Nitrati venga rivista per consentire una maggiore flessibilità nell'impiego del letame e del digestato, con ricadute dirette sulla riduzione della dipendenza dagli input sintetici.
Nel lungo periodo l'autonomia strategica europea sul piano alimentare non può fermarsi alle aziende agricole o alla distribuzione, ma deve includere i fattori produttivi a monte che rendono possibile la produzione di cibo, ha sottolineato Fertilisers Europe a margine del dibattito europeo.
Il tema della competitività
Il fil rouge che attraversa il confronto di Nicosia è la tenuta competitiva dell'agricoltura europea in un contesto globale instabile. I ministri dell'Agricoltura europei chiedono interventi urgenti per evitare una prolungata crisi dei prezzi alimentari e per tutelare i raccolti della prossima stagione. Nonostante l'Europa stia affrontando meglio di altre regioni del mondo l'attuale crisi, la preoccupazione per i raccolti futuri è reale.
Il 19 maggio rappresenta dunque un banco di prova per l'intera governance agroalimentare europea. La risposta della Commissione al Piano fertilizzanti non sarà solo un atto tecnico, ma il segnale politico con cui l'UE definirà le proprie priorità strategiche in un settore che, come ha ricordato Copa-Cogeca a Nicosia, è un pilastro della sicurezza dell'Unione.