SICUREZZA SUL LAVORO IN AGRICOLTURA: MENO INFORTUNI, CRESCONO LE MALATTIE PROFESSIONALI

Ieri 28 aprile si è celebrata la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), con un focus sulla prevenzione degli infortuni e sul benessere nei luoghi di lavoro. Nel settore agricolo a livello nazionale emergono segnali contrastanti: calano gli incidenti, anche mortali, ma aumentano in modo significativo le patologie professionali. Un quadro che spinge istituzioni, organizzazioni agricole e sindacati a rafforzare le strategie di prevenzione, tra innovazione tecnologica, formazione e legalità.

 

Secondo le elaborazioni su dati Inail, richiamate da Coldiretti e Confagricoltura, il settore agricolo ha registrato negli ultimi decenni un miglioramento strutturale: gli infortuni sono scesi da circa 140.000 nel 1994 a 26.000 nel 2024, con una riduzione dell’80%. Anche nel periodo più recente il trend è confermato: tra il 2018 e il 2022 gli incidenti ai lavoratori dipendenti agricoli sono diminuiti del 21,5% a parità di occupati.

 

Un’ulteriore conferma arriva dal report FAI-CISL pubblicato il 24 aprile 2026: nei primi due mesi dell’anno gli infortuni denunciati in agricoltura sono scesi da 3.529 a 3.245, mentre i casi mortali sono passati da 16 a 5. Tuttavia, lo stesso report evidenzia una criticità crescente: le malattie professionali sono aumentate del 104,1% dal 2020, segnalando una pressione sanitaria legata a esposizioni prolungate, ergonomia e organizzazione del lavoro.

 

Il comparto è classificato “ad alto rischio”, con una dinamica che si sta spostando dagli eventi traumatici acuti alle patologie croniche. Questo elemento modifica l’approccio alla sicurezza, che non può più limitarsi alla prevenzione degli incidenti ma deve integrare la tutela della salute nel medio-lungo periodo.

 

Sul piano sindacale la FLAI-CGIL richiama la necessità di intervenire sulle cause strutturali. Per l’organizzazione gli infortuni non sono fatalità, ma il risultato di un sistema che include precarietà, appalti irregolari e insufficiente investimento in sicurezza.

 

La UILA UIL integra questo approccio con una visione più ampia della filiera. Il progetto “La Campagna dei diritti”, sviluppato con Ital-UIL e Inail, sottolinea che la qualità del cibo è strettamente connessa alla qualità del lavoro: sicurezza dei lavoratori, tutela ambientale e protezione dei consumatori diventano elementi interdipendenti. Il programma prevede attività di ricerca sui rischi emergenti, formazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e diffusione dei risultati alle imprese.

 

Dal lato delle organizzazioni datoriali emerge una convergenza sulla centralità della prevenzione, ma con un forte accento su innovazione e cultura del rischio. Confagricoltura evidenzia come gli investimenti sostenuti anche dai bandi Inail, in particolare sulla meccanizzazione e l’agricoltura 4.0, abbiano contribuito alla riduzione degli infortuni. L’obiettivo dichiarato del direttore generale di Confagricoltura Roberto Caponi  è “infortuni zero”, ritenuto raggiungibile attraverso un impegno sistemico che coinvolga imprese, lavoratori e istituzioni.

 

Coldiretti insiste sulla dimensione culturale: la sicurezza nasce dalla consapevolezza del rischio e deve essere costruita attraverso formazione continua, a partire dalla scuola e dai percorsi professionali. L’organizzazione ha sviluppato programmi specifici per la formazione su macchinari agricoli, valutazione dei rischi e aggiornamento dei responsabili della sicurezza.

 

Anche CIA-Agricoltori Italiani punta su formazione e trasferimento dell’innovazione, promuovendo iniziative territoriali e dimostrazioni pratiche sull’uso dei dispositivi di sicurezza. Centrale il sostegno al bando ISI Inail 2025-2026, che mette a disposizione 600 milioni di euro per il rinnovo del parco macchine e l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate. Il quadro che emerge è caratterizzato da una forte convergenza sugli strumenti: formazione, innovazione e prevenzione. Le differenze riguardano l’enfasi sulle cause: i sindacati richiamano la necessità di rafforzare controlli e legalità, mentre le organizzazioni agricole puntano su investimenti e crescita della professionalità.

 

Per il sistema agroalimentare italiano la sicurezza sul lavoro si conferma un fattore competitivo oltre che etico. La riduzione degli infortuni dimostra l’efficacia delle politiche adottate, ma l’aumento delle malattie professionali segnala la necessità di un salto di qualità nelle strategie di prevenzione, con un approccio integrato che includa salute, organizzazione del lavoro e sostenibilità delle filiere.