TRE ANNI DI PREZZI IN CALO: I RISICOLTORI SCENDONO IN PIAZZA A VERCELLI

Domani a Vercelli i risicoltori scenderanno in piazza per far sentire le loro ragioni alle istituzioni. La manifestazione, promossa dalla Confagricoltura di Vercelli e Biella presieduta da Benedetto Coppo, si svolgerà in piazza Zumaglini, luogo simbolico per la risicoltura vercellese e nazionale. Sulla piazza si affaccia infatti la storica Borsa Risi, edificio che ha rappresentato per decenni il cuore delle contrattazioni e del confronto tra produzione e commercio e che ancora oggi richiama il ruolo centrale di Vercelli nei mercati risicoli italiani. Non a caso il presidio è previsto di martedì, giorno tradizionalmente dedicato alle rilevazioni di mercato e alla formazione delle quotazioni della Borsa Merci di Vercelli. Una scelta che rafforza il valore simbolico e politico dell’iniziativa, portando la protesta dei risicoltori esattamente nel luogo e nel momento in cui, ogni settimana, si misura lo stato di salute economica del comparto.

 

Prezzi insoddisfacenti

 

La giornata arriva al termine di un triennio complesso per il mercato del riso, caratterizzato da una fase iniziale di forte tensione sui prezzi e da una successiva, progressiva perdita di valore che ha inciso in modo significativo sulla redditività aziendale. Le richieste che verranno portate in piazza trovano riscontro diretto nell’andamento dei mercati e nei dati ufficiali delle borse merci. Limitando l’attenzione agli ultimi tre anni rileviamo che nel 2024 il comparto risicolo ha beneficiato degli effetti della campagna produttiva 2023 particolarmente scarsa, che aveva determinato un’impennata delle quotazioni, soprattutto per le varietà da interno. Carnaroli, Baldo e Arborio avevano raggiunto livelli storicamente elevati, sostenuti da un’offerta ridotta e da scorte limitate. Già nel corso del 2025, però, la situazione si è progressivamente normalizzata, con una ripresa produttiva che ha riportato equilibrio tra domanda e offerta e avviato una fase di correzione dei prezzi.

 

Il triennio 2024-2026: dalla tensione al minimo ciclico

 

Il 2026 rappresenta il punto di arrivo di questa dinamica. Il listino settimanale di martedì scorso 27 gennaio della Borsa Merci di Vercelli, pubblicato dalla Camera di Commercio Monte Rosa Laghi, certifica l’ingresso del mercato in una fase di minimo ciclico, con quotazioni nettamente inferiori rispetto ai valori del biennio precedente. Il Baldo e i similari si collocano tra 440 e 508 €/t, il Carnaroli tra 584 e 673 €/t e l’Arborio tra 530 e 577 €/t, mentre il Lungo B scende su valori compresi tra 337 e 365 €/t. Il confronto con il 2024 evidenzia inoltre come, nell’arco di tre anni, il Carnaroli abbia perso circa un terzo del proprio valore sui massimi, il Baldo abbia registrato una contrazione analoga e il Lungo B si sia stabilizzato su quotazioni che comprimono fortemente i margini delle aziende.

 

Importazioni e squilibri competitivi

 

L’area risicola di Vercelli e Novara, con oltre 100.000 ettari coltivati a riso, rappresenta il cuore produttivo della risicoltura italiana, contribuendo da sola a oltre la metà della produzione nazionale di risone e costituendo, insieme alla provincia di Pavia, il principale distretto risicolo del Paese. Il segmento del Lungo B è al centro delle maggiori criticità. Il valore medio, inferiore a 340 €/t, risente della concorrenza delle importazioni extra-UE, in particolare dai Paesi beneficiari del regime europeo “Tutto tranne le armi” (EBA). Secondo Confagricoltura l’attuale meccanismo di salvaguardia non è in grado di tutelare il mercato interno, poiché il limite minimo di 562 mila tonnellate di riso importato risulta di fatto inoperante nelle attuali condizioni di mercato.

 

La richiesta di una rivalutazione delle tariffe doganali, ferme da oltre vent’anni a 175 €/t, nasce proprio dall’evidenza di un mercato che, negli ultimi tre anni, ha visto ridursi drasticamente il differenziale di competitività tra prodotto nazionale e riso importato, a fronte di regole produttive e costi non comparabili.

 

Costi elevati e redditività in calo

 

La discesa dei prezzi non è stata accompagnata da una riduzione analoga dei costi di produzione. Energia, irrigazione e mezzi tecnici continuano a pesare sui bilanci aziendali, determinando una compressione dei margini. In questo contesto Confagricoltura sollecita interventi strutturali, dalla reciprocità delle regole produttive in ambito UE all’obbligatorietà dell’origine in etichetta, fino a un riordino varietale e a un maggiore impulso all’innovazione.

 

Una crisi che parte dai numeri

 

L’andamento degli ultimi tre anni mostra come l’attuale protesta non sia legata a una contingenza isolata, ma rappresenti il punto di emersione di un disagio economico ormai consolidato. Il listino di gennaio 2026 non è l’eccezione, ma la fotografia finale di un ciclo che ha riportato il mercato su livelli incompatibili con la sostenibilità di molte aziende. In questo scenario, la mobilitazione di Vercelli assume un valore che va oltre il territorio, ponendo il tema del futuro del riso italiano al centro del confronto politico e istituzionale.