USA, nuove linee guida alimentari 2025 - 2030

Il 7 gennaio 2026 il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) e il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) hanno pubblicato le nuove Dietary Guidelines for Americans (DGA) 2025-2030, che orienteranno per il prossimo quinquennio le politiche nutrizionali federali, i programmi alimentari pubblici e le attività di educazione alla salute. Il testo ufficiale è disponibile sul portale istituzionale .

Pur non essendo uno strumento di politica agricola, le DGA influenzano in modo significativo la domanda alimentare e, di conseguenza, le filiere agroalimentari.

 

Dal controllo dei nutrienti alla qualità degli alimenti

 

Rispetto all’edizione 2020-2025 le nuove linee guida non modificano in modo sostanziale i parametri quantitativi, ma introducono un cambiamento rilevante nell’impostazione. L’attenzione si sposta dai singoli nutrienti alla qualità complessiva degli alimenti, con un richiamo esplicito al consumo di prodotti ricchi di nutrienti e a basso livello di trasformazione. Le DGA 2025-2030 collegano in modo più diretto il profilo nutrizionale delle diete alla diffusione degli alimenti ultra-processati, considerati uno dei principali fattori di squilibrio dell’alimentazione statunitense.

 

Proteine: più peso ai fabbisogni reali

 

Un elemento di novità riguarda il ruolo attribuito alle proteine. Il valore di riferimento di 0,8 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno resta il livello minimo indicativo per la popolazione adulta, ma il documento chiarisce che per diversi gruppi – in particolare anziani, adulti fisicamente attivi e alcune fasi del ciclo di vita – possono essere appropriati apporti più elevati, purché inseriti in modelli alimentari equilibrati. Cambia quindi l’enfasi: le proteine diventano un asse portante della dieta, con potenziali effetti sulla domanda di prodotti zootecnici, lattiero-caseari e di proteine vegetali.

 

Grassi, zuccheri e sodio: continuità nei parametri

 

Le DGA 2025-2030 confermano i limiti già presenti nella precedente edizione. I grassi saturi devono fornire meno del 10% dell’energia totale giornaliera, gli zuccheri aggiunti meno del 10% delle calorie complessive e il sodio non deve superare i 2.300 milligrammi al giorno per gli adulti. La novità è nel collegamento più esplicito tra il superamento di queste soglie e il consumo abituale di alimenti ad elevato grado di trasformazione, piuttosto che nel singolo comportamento individuale.

 

Alcol: un approccio più prudente

 

Cambia anche l’impostazione sul consumo di alcol. Se le precedenti linee guida indicavano limiti numerici precisi, le DGA 2025-2030 sottolineano che minore è il consumo di alcol, minori sono i rischi per la salute, senza presentare il consumo moderato come neutro o benefico. Rimane il riferimento tecnico all’unità alcolica standard statunitense, pari a circa 14 grammi di alcol etilico puro, corrispondenti approssimativamente a 355 ml di birra al 5% vol., 150 ml di vino al 12% vol. oppure 45 ml di distillati al 40% vol. La definizione ufficiale è riportata nella documentazione governativa

 

Implicazioni per il settore agroalimentare

 

Nel loro insieme, le Dietary Guidelines for Americans 2025-2030 confermano una traiettoria già avviata, ma la rendono più esplicita: la salute nutrizionale non dipende solo dalle scelte individuali, bensì dalla struttura dell’offerta alimentare e dal grado di trasformazione dei prodotti. Un’impostazione che richiama direttamente il ruolo delle filiere agricole e agroalimentari e che rende le nuove linee guida statunitensi un osservatorio privilegiato delle tendenze che stanno ridefinendo, su scala globale, il rapporto tra alimentazione, produzione e sostenibilità