ADDIO A VARENNE, IL “CAPITANO” DEL TROTTO ITALIANO: 62 VITTORIE, OLTRE 6 MILIONI DI EURO DI PREMI E UNA DINASTIA DI CAMPIONI

È morto a 31 anni uno dei più grandi trottatori della storia. Dopo il ritiro dalle corse Varenne ha trascorso gran parte della carriera riproduttiva tra gli allevamenti italiani, con un legame particolarmente lungo con Il Grifone di Vigone, in Piemonte. Cinque suoi figli hanno vinto il Derby italiano del trotto. Una linea genetica che continua a incidere sull’allevamento nazionale.


L’ippica italiana perde il suo campione più conosciuto. Varenne, il trottatore soprannominato “Il Capitano”, è morto nella notte tra il 17 e il 18 agosto 2026 all’età di 31 anni. Si trovava all’allevamento LJ di Eboli, in provincia di Salerno, dove era arrivato nel marzo 2025. Secondo quanto comunicato attraverso il profilo ufficiale del cavallo, il veterinario ha attribuito il decesso a un infarto fulminante.

La scomparsa di Varenne interessa da vicino anche il mondo allevatoriale piemontese. Per molti anni Varenne ha vissuto all’Allevamento Il Grifone di Vigone, nel Torinese, dove ha iniziato la sua carriera di stallone dopo il ritiro dalle competizioni. La sua presenza ha dato ulteriore impulso a un territorio già fortemente legato all’ippica e all’allevamento equino, richiamando appassionati, operatori e professionisti del settore.


Una carriera da record: 62 vittorie e oltre 6 milioni di euro


Nato il 19 maggio 1995 nell’allevamento di Zenzalino, a Copparo, in provincia di Ferrara, Varenne era figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz. La sua carriera agonistica lo ha portato ai vertici del trotto internazionale e ne ha fatto il cavallo italiano più conosciuto della sua generazione. Il bilancio sportivo comprende 73 corse disputate, 62 vittorie e 6.035.665 euro di premi. Al momento del ritiro, il totale delle somme vinte lo collocava al vertice mondiale tra i trottatori. Una carriera caratterizzata non soltanto dal numero dei successi, ma soprattutto dalla capacità di vincere sulle principali piste europee e nordamericane.


Dopo un esordio concluso con una squalifica per rottura, Varenne fu acquistato dall’imprenditore napoletano Enzo Giordano. Al fianco di Varenne si legarono soprattutto il driver Giampaolo Minnucci e l’allenatore finlandese Jori Turja. Il palmarès comprende alcune delle prove più prestigiose del trotto mondiale: il Derby italiano del trotto, due Prix d’Amérique a Parigi, tre Gran Premi Lotteria di Agnano, due Elitloppet a Stoccolma e la Breeders Crown negli Stati Uniti. La stagione 2001 rimane il vertice della sua attività agonistica. Varenne riuscì a imporsi nelle grandi prove internazionali europee e successivamente negli Stati Uniti, dimostrando una capacità di adattamento alle diverse piste e modalità di gara che contribuì in maniera decisiva alla sua reputazione internazionale.

Il ritiro arrivò nel 2002, al termine di una carriera che aveva trasformato un trottatore allevato in Italia in un protagonista dell’ippica mondiale.


Il legame con Vigone e con l’allevamento piemontese


Conclusa l’attività agonistica, per Varenne iniziò una seconda carriera, quella di riproduttore. Una parte determinante di questa fase si svolse all’Allevamento Il Grifone di Vigone, in provincia di Torino, dove il campione rimase per molti anni. Successivamente Varenne fu trasferito in Lombardia. Nel marzo 2025 lasciò Villanterio, in provincia di Pavia, per raggiungere l’allevamento LJ di Dario De Angelis a Eboli. Il trasferimento avvenne poche settimane prima del trentesimo compleanno del campione e anche nella nuova struttura era previsto il proseguimento dell’attività riproduttiva.


Migliaia di discendenti e cinque vincitori del Derby


È proprio come stallone che Varenne ha lasciato l’eredità più direttamente collegata all’allevamento del cavallo trottatore. Le fonti disponibili parlano di migliaia di figli allevati in Italia e all’esteroPiù significativo, sotto il profilo selettivo, è il livello raggiunto dalla progenie. Varenne ha generato cinque vincitori del Derby italiano del trotto: Lana del Rio nel 2008, Nadir Kronos nel 2010, Olona Ok nel 2011, Pascià Lest nel 2012 e Testimonial Ok nel 2015. La ricostruzione specialistica dell’Ippodromo del Visarno attribuisce alla sua produzione cinque “Nastri Azzurri” e documenta una lunga serie di vincitori di Gran Premi. Tra i prodotti più importanti figurano Vernissage Grif, Pascià Lest, Lisa America, Lana del Rio, Napoleon Bar, Lord Capar, Zarenne Fas, Twister Bi, Princess Grif e Tony Gio.


Secondo le statistiche pubblicate dall’Ippodromo del Visarno, Vernissage Grif ha superato 1,564 milioni di euro di premi, Pascià Lest ha raggiunto circa 1,541 milioni e Lisa America circa 1,447 milioniAnche il numero delle vittorie classiche conferma la qualità della progenie. Lisa America ha totalizzato 15 successi in Gran Premi, mentre Pascià Lest e Vernissage Grif ne hanno ottenuti 14 ciascuno. Seguono Lana del Rio con 12, Napoleon Bar con 11, Lord Capar con 10, Zarenne Fas con 9 e Twister Bi con 8.

Particolarmente significativo è il caso di Vernissage Grif, allevato proprio dal Grifone di Vigone. Il figlio di Varenne ha costruito una carriera di primo piano, contribuendo a mantenere la linea paterna ai vertici del trotto italiano anche molti anni dopo il ritiro del Capitano. La continuità genetica ha superato inoltre la prima generazione. Napoleon Bar, figlio di Varenne, ha generato Zlatan, vincitore del Derby italiano nel 2018: un risultato che ha portato la linea di Varenne al successo nella principale classica nazionale anche attraverso un nipote.


Un’eredità ancora presente nell’allevamento italiano


La consistenza dell’eredità genetica di Varenne emerge anche dalle statistiche più recenti dell’Associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore. Nei dati ANACT relativi alle corse di Gruppo del 2024, Varenne risultava ancora tra gli stalloni di vertice in Italia: i suoi prodotti avevano totalizzato 439.320 euro nelle corse di Gruppo I, II e III considerate dalla statistica, alle spalle di Face Time Bourbon, Maharajah e Nad Al Sheba. Nelle classifiche allevatoriali complessive della stessa stagione ANACT collocava Varenne al terzo posto tra gli stalloni per somme vinte dai prodotti in pista, dietro Maharajah e Face Time Bourbon. Un risultato particolarmente significativo considerando l’età dello stallone e la presenza sul mercato riproduttivo di generazioni molto più giovani.

È questo il dato che meglio collega la storia sportiva di Varenne all’economia dell’allevamento. Il valore di uno stallone non si esaurisce nei risultati ottenuti direttamente in pista: comprende la capacità di produrre soggetti competitivi, trasmettere caratteri atletici utili alla selezione e costruire linee genealogiche capaci di mantenere valore nelle generazioni successive. Nel caso di Varenne, i cinque Derby vinti dai figli, i numerosi successi nelle corse di Gruppo e la presenza di suoi discendenti ai vertici delle classifiche hanno trasformato il campione sportivo in uno degli stalloni di riferimento dell’allevamento italiano del trotto negli anni Duemila.


La sua morte chiude una storia iniziata nel 1995 nell’allevamento ferrarese di Zenzalino e proseguita sulle grandi piste di Europa e Nord America, quindi negli allevamenti italiani. La parte più duratura di quella storia resta però nelle genealogie: figli e nipoti di Varenne continuano a essere presenti nell’allevamento e nelle competizioni, mantenendo la linea del “Capitano” nel patrimonio genetico del trotto contemporaneo.