BANDO ISMEA SICUREZZA TRATTORI: 10 MILIONI, CONTRIBUTI FINO A 2.000 EURO E PRIORITÀ ALL’ORDINE DI DOMANDA

La velocità conta, ma solo se la pratica è completa e corretta. Il Bando ISMEA per l’ammodernamento e il miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli e forestali dispone di 10 milioni di euro e assegna i contributi secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse. Il termine per accreditamento, compilazione, preconvalida e presentazione delle domande è stato prorogato alle ore 12 del 15 settembre 2026.

 

Un intervento sui trattori già in azienda


La misura deriva dall’Accordo di cooperazione firmato il 9 dicembre 2025 tra Ministero dell’Agricoltura, INAIL, ISMEA e CREA e punta a ridurre i rischi connessi all’impiego di trattori già presenti in azienda. Non finanzia quindi l’acquisto di macchine nuove, ma interventi di adeguamento tecnico e miglioramento della sicurezza.

 

Secondo INAIL, nel quinquennio 2019-2023 gli infortuni denunciati nella gestione Agricoltura sono diminuiti da 33.070 a 26.546, pari a -19,7%, mentre il tasso degli infortuni riconosciuti sul lavoro è sceso da 22,5 a 18,5 casi ogni mille unità lavorative annue. I casi mortali restano tuttavia significativi e il rovesciamento laterale o il capovolgimento del trattore continua a rappresentare una delle dinamiche più critiche, soprattutto su terreni in pendenza, in presenza di carichi sbilanciati o in combinazione con attrezzature portate e trainate.

 

Contributo all’80%, massimo 2.000 euro

 

Il contributo è a fondo perduto ed è pari all’80% della spesa ammissibile, fino a un massimo di 2.000 euro per impresa. Ogni beneficiario può presentare una sola domanda, riferita a un solo trattore, sul quale possono essere realizzati uno o più interventi ammessi.

 

Gli interventi tecnici finanziabili

 

Le tipologie finanziabili comprendono il sistema agevolatore per il riposizionamento in configurazione di sicurezza delle strutture ROPS abbattibili a due montanti, gli avvisatori acustici o luminosi per il mancato uso della cintura di sicurezza e per il freno di stazionamento, i sistemi con telecamera e segnalazione di persone o ostacoli e gli indicatori di pendenza o inclinometri. L’Appendice tecnica del bando disciplina inoltre alcune combinazioni con strutture ROPS, cinture di sicurezza e sedili, così da consentire interventi più articolati in funzione delle caratteristiche del mezzo.

 

Chi può accedere alla misura

Possono accedere le micro, piccole e medie imprese agricole e agromeccaniche in possesso dei requisiti previsti dal bando e regolarmente iscritte agli enti previdenziali e assicurativi. Il trattore deve essere nella disponibilità proprietaria dell’impresa e identificato attraverso targa, se presente, numero di telaio o matricola e relativa documentazione.

 

L’officina presenta la domanda

 

Un elemento peculiare riguarda la procedura. La domanda viene trasmessa tramite un’officina di autoriparazione, qualificata come soggetto proponente, che esegue l’intervento e opera sulla piattaforma ISMEA per conto dell’impresa beneficiaria.

L’officina deve essere iscritta alla Camera di commercio con uno dei codici ATECO ammessi dal bando, tra cui 33.12.30, 33.12.59, 33.12.60, 33.12.70 e 33.12.99, ed essere formalmente autorizzata dall’impresa.

 

Centrale dei Rischi tra i documenti richiesti


Tra i documenti richiesti figura anche la visura della Centrale dei Rischi della Banca d’Italia, con data contabile riferita ai due mesi precedenti quello di presentazione della domanda. Dalla visura deve emergere l’assenza, nell’ultimo mese disponibile, di esposizioni scadute, sconfinamenti o sofferenze. È un requisito che introduce una verifica della posizione finanziaria anche per un contributo di importo relativamente contenuto.

 

La preconvalida non assegna priorità

 

La procedura si articola in accreditamento, compilazione, preconvalida e convalida finale. La preconvalida genera il codice univoco necessario per proseguire, ma non attribuisce alcuna priorità. L’ordine cronologico viene determinato esclusivamente dalla data e dall’ora della presentazione definitiva, certificate dalla comunicazione inviata via PEC.

 

Conta l’ordine cronologico, ma la pratica deve essere completa

 

Questo aspetto è decisivo. Il bando non costruisce una graduatoria sulla base di punteggi o qualità comparativa del progetto: le domande ammissibili vengono finanziate in ordine temporale fino a esaurimento delle risorse. Allo stesso tempo, un documento mancante o irregolare può determinare l’irricevibilità della domanda e la perdita della priorità acquisita.

 

Una dotazione teorica per almeno 5.000 contributi

 

Con 10 milioni di euro disponibili e un contributo massimo di 2.000 euro, la dotazione corrisponde teoricamente ad almeno 5.000 contributi di importo pieno, al netto delle spese di gestione e considerando che molti interventi potranno avere un valore inferiore al massimale.Per le imprese interessate, quindi, la vera variabile  competitiva è organizzativa: preparare con anticipo documenti, autorizzazioni, visura della Centrale dei Rischi e preventivo tecnico, così da arrivare alla convalida finale con una pratica completa e formalmente corretta.