MELE, IN TRENTINO RACCOLTO VERSO 471 MILA TONNELLATE: -9%, MA LE PIOGGE AIUTANO GOLDEN E VARIETÀ TARDIVE
Secondo le stime di Assomela il raccolto trentino di mele 2026 è stimato intorno a 471 mila tonnellate, il 9% in meno rispetto alle 517 mila del 2025. È il dato economico da cui partire per leggere una campagna fortemente condizionata dal clima: caldo e carenza idrica hanno penalizzato soprattutto Gala e altre cultivar precoci, mentre le precipitazioni e il ritorno di temperature notturne più basse nella seconda metà di agosto stanno migliorando le prospettive per Golden Delicious e varietà medio-tardive.
Il calo trentino si inserisce in un mercato europeo caratterizzato da un'offerta decisamente più corta. Le previsioni presentate il 6 agosto a Prognosfruit indicano per i principali Paesi produttori dell'UE 9,496 milioni di tonnellate di mele, il 15,6% in meno rispetto al raccolto 2025 e il 14,3% sotto la media del precedente triennio. Golden Delicious è stimata a 1,81 milioni di tonnellate, -11,1%, mentre Gala dovrebbe fermarsi a 1,36 milioni, -8,9%. Per i produttori trentini, dunque, una minore resa territoriale si confronta con una disponibilità europea ridotta: condizione che può sostenere la valorizzazione commerciale, purché la quota di prodotto conforme agli standard del mercato fresco rimanga elevata.
Gala penalizzata da caldo, cascola e scottature
Il primo segmento della raccolta ha già mostrato le conseguenze dell'estate. Secondo Maurizio Bottura, dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach, sulle varietà precoci è aumentata la percentuale di scarto per scottature e cascola. Diego Coller, presidente di Confagricoltura Trentino, segnala inoltre problemi di pezzatura e peso. È un elemento economicamente importante perché la perdita non coincide necessariamente con il volume raccolto. Un frutto declassato dal mercato fresco alla trasformazione industriale conserva un valore commerciale, ma a condizioni sensibilmente differenti. La redditività finale dipenderà quindi anche dalla percentuale di prima categoria ottenuta dopo selezione e confezionamento. Le piogge arrivate successivamente hanno prodotto effetti diversi secondo lo stadio fisiologico. Sulle Gala prossime alla maturazione l'assorbimento rapido di acqua ha favorito in alcuni casi spaccature; sulle Golden ancora in fase di accrescimento l'apporto idrico è stato invece positivo. Il ritorno dell'escursione termica tra giorno e notte favorisce inoltre la colorazione delle cultivar per le quali questo parametro costituisce un requisito commerciale.
Due mesi di raccolta ancora decisivi
A fine agosto la campagna è tutt'altro che conclusa. Dopo le precoci e la Red Delicious, dall'inizio di settembre parte la raccolta della Golden nei fondovalle, seguita circa una settimana dopo dalle aree collinari. Successivamente entreranno Granny Smith, Fuji e le cultivar club più tardive. Il quadro produttivo va letto anche attraverso la specializzazione del sistema trentino. Assomela rappresenta attraverso le proprie organizzazioni associate circa il 75% della produzione melicola nazionale e nel territorio provinciale operano strutture organizzate come Melinda e La Trentina, capaci di concentrare conservazione, selezione e commercializzazione.
La variabile determinante della campagna 2026 sarà quindi il rapporto tra quantità e qualità commerciale. Il -9% previsto in Trentino riduce l'offerta, mentre il -15,6% europeo crea un contesto potenzialmente favorevole alla valorizzazione. Ma scottature, cascola e difetti delle varietà precoci aumentano la quota destinata a utilizzi meno remunerativi. Le piogge di fine agosto migliorano invece le prospettive della parte più consistente della raccolta ancora in campo. Per conoscere il risultato economico dell'annata serviranno i dati finali su rese, calibri, percentuali di scarto e prezzi riconosciuti ai produttori. È su questi parametri, più che sul solo volume complessivo, che si misurerà il bilancio della melicoltura trentina 2026.