AVICOLTURA EUROPEA, I CONSUMI CRESCONO PIÙ DELLA PRODUZIONE: AVEC CHIEDE INVESTIMENTI E RECIPROCITÀ
La domanda di carni avicole aumenta nell’Unione europea più rapidamente della produzione. Alla 68ª assemblea generale di AVEC, l’associazione che rappresenta le imprese della produzione e della trasformazione delle carni avicole nei Paesi dell’Unione europea, ospitata da Unaitalia a Sorrento dal 24 al 27 settembre, il settore ha chiesto condizioni che consentano alle imprese europee di investire e soddisfare una quota maggiore della domanda interna. Oltre 300 delegati hanno partecipato ai lavori, dedicati all’innovazione lungo la filiera.
Secondo i dati AVEC presentati all’assemblea il consumo pro capite di carni avicole nell’UE ha raggiunto 29,3 chilogrammi, con un aumento del 9,3% rispetto al 2020. Nello stesso periodo i consumi complessivi sono cresciuti del 10,4%, mentre la produzione è salita del 5,6%. La differenza fra i due ritmi di crescita è al centro della posizione dell’associazione: se l’offerta europea non terrà il passo, una parte maggiore del mercato sarà coperta dalle importazioni.
Nan-Dirk Mulder di Rabobank ha presentato una previsione di crescita annua della produzione avicola europea del 2% fino al 2032 e un aumento di quella mondiale del 25% entro il 2035. Per AVEC, la prospettiva rende necessari nuovi investimenti, ma anche regole commerciali che assicurino condizioni di concorrenza eque. L’associazione chiede in particolare reciprocità negli standard richiesti ai prodotti importati dai Paesi terzi.
Il programma di Sorrento ha affrontato le applicazioni dell’intelligenza artificiale negli allevamenti e nella trasformazione, la salute animale, la sostenibilità e l’evoluzione delle preferenze dei consumatori. Sono temi legati alla capacità delle imprese di migliorare l’efficienza e programmare gli investimenti. Il presidente di AVEC, Gert-Jan Oplaat, ha richiamato la necessità di certezza normativa e di decisioni fondate sulle evidenze scientifiche. Ai lavori hanno partecipato anche il ministro Francesco Lollobrigida e il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen.
La filiera italiana arriva a questo confronto dopo un 2025 di crescita. Secondo Unaitalia, la produzione nazionale di carni avicole è aumentata dell’1,73% e il consumo in Italia ha raggiunto 22,47 chilogrammi pro capite. L’associazione stima un grado di autoapprovvigionamento del 105,1%. La filiera delle carni avicole e delle uova conta circa 64 mila addetti e un fatturato complessivo di 9,7 miliardi di euro.
Per il comparto europeo la questione è tradurre la crescita dei consumi in produzione e valore per le imprese. L’esito dipenderà dalla possibilità di investire in tecnologia e prevenzione sanitaria e dalle condizioni applicate alle carni importate: sono le richieste che AVEC ha portato al confronto con le istituzioni a Sorrento.