BILANCIO UE 2028-2034, IL PPE SI AVVICINA ALLE RICHIESTE DEGLI AGRICOLTORI E RITIRA IL SOSTEGNO AI NUOVI PIANI

I Popolari del PPE chiedono garanzie vincolanti sui finanziamenti della PAC e sulle risorse per lo sviluppo rurale, avvicinandosi alle posizioni di Copa-Cogeca. I Socialisti aprono a una proposta comune per modificare il regolamento.

 

Il Partito popolare europeo ritira il sostegno alla proposta sui Piani nazionali e regionali di partenariato, avvicinandosi alle richieste avanzate dalle organizzazioni agricole per il bilancio UE 2028-2034. La decisione, annunciata il 22 ottobre da Norbert Lins a nome del PPE nella Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, riguarda le garanzie finanziarie della futura Politica agricola comune. Il giorno successivo è arrivata un'apertura dei Socialisti e Democratici alla ricerca di una posizione condivisa.

Non si tratta di una bocciatura parlamentare, ma di una decisione politica che interviene nel negoziato sui nuovi Piani, destinati a riunire PAC, sviluppo rurale, coesione e altri finanziamenti europei. I popolari contestano l'assenza di impegni vincolanti sulla destinazione delle risorse agricole. La Commissione europea sostiene invece un sistema di programmazione integrata che consenta agli Stati membri maggiore flessibilità nell'utilizzo dei fondi.

 

Le garanzie richieste dal PPE

 

Lins, vicepresidente della Commissione Agricoltura e relatore ombra del PPE, chiede di tradurre in obblighi giuridici due impegni annunciati dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen: destinare almeno il 10% delle risorse alle aree rurali e assicurare alla PAC circa 45 miliardi di euro attraverso i meccanismi di flessibilità già previsti.

Secondo Lins, la possibilità di utilizzare queste somme non garantisce che raggiungano effettivamente l'agricoltura. I 45 miliardi non sono nuovi stanziamenti: derivano dalla facoltà concessa agli Stati membri di anticipare l'impiego di parte delle riserve finanziarie dei Piani. Il PPE chiede che la loro destinazione alla PAC diventi obbligatoria, anziché dipendere dalle successive decisioni nazionali.

La controversia riguarda quindi non soltanto l'entità dei finanziamenti, ma anche le regole che ne disciplinano l'utilizzo. Una riserva agricola vincolante limiterebbe la possibilità di trasferire risorse verso altre politiche, offrendo maggiore certezza alla programmazione degli interventi.

 

La convergenza con le organizzazioni agricole

 

Le richieste dei popolari riprendono alcune delle principali rivendicazioni di Copa-Cogeca, che riunisce le organizzazioni agricole e cooperative europee. La federazione chiede da mesi una PAC autonoma, con un bilancio dedicato, risorse almeno equivalenti a quelle attuali in termini reali e garanzie contro la concorrenza finanziaria tra agricoltura e altre priorità nazionali.

La posizione è stata ribadita anche in ottobre, nel confronto sulle proposte per il bilancio 2028-2034. Copa-Cogeca contesta l'inserimento della PAC nel fondo unico e la riduzione delle risorse agricole rispetto all'attuale programmazione, tenendo conto dell'inflazione.

La convergenza riguarda soprattutto la certezza dei finanziamenti e la tutela della politica agricola. Rimane una differenza sulla quota da riservare alle aree rurali: Copa-Cogeca chiede almeno il 20%, mentre Lins propone di rendere vincolante il 10% annunciato dalla Commissione.

 

I Socialisti aprono a un'intesa parlamentare

 

Il 23 ottobre gli eurodeputati socialisti Cristina Maestre e Dario Nardella hanno accolto la posizione di Lins, proponendo un lavoro comune per modificare il regolamento sui Piani nazionali e regionali.

Maestre sostiene l'introduzione di un piano specifico per la PAC all'interno della nuova programmazione, con risorse dedicate allo sviluppo rurale, autonomia della politica agricola e garanzie sulla gestione dei finanziamenti. La proposta mira anche a preservare il ruolo delle amministrazioni agricole nelle decisioni sulla destinazione dei fondi.

L'apertura tra PPE e Socialisti non costituisce ancora un accordo legislativo. Le due delegazioni dovranno definire emendamenti condivisi e raccogliere i consensi nelle commissioni parlamentari competenti. Restano inoltre differenze tra i gruppi su altri aspetti della riforma, tra cui la distribuzione degli aiuti diretti.

 

Il negoziato verso il vertice di novembre

 

Il confronto coinvolge le commissioni Agricoltura, Bilanci e Sviluppo regionale del Parlamento europeo. La posizione del PPE può rallentare la definizione del testo parlamentare sui Piani, dalla quale dipendono anche alcuni passaggi della trattativa sulla futura PAC.

La proposta finanziaria mantiene una dotazione di 293,7 miliardi di euro a prezzi correnti per il sostegno agricolo al reddito e le misure collegate, pari a circa 261 miliardi a prezzi costanti 2025. La cifra non comprende automaticamente i 45 miliardi delle riserve di flessibilità, il cui impiego resta al centro della controversia.

Il prossimo passaggio istituzionale sarà il Consiglio europeo straordinario del 26-27 novembre. Il presidente António Costa ha annunciato una nuova proposta negoziale sul bilancio pluriennale, con l'obiettivo di raggiungere un accordo politico tra gli Stati membri entro dicembre 2026.