ALIMENTI INNOVATIVI, PER IL 68% DEGLI EUROPEI OFFRONO STRUMENTI CONTRO CLIMA E PARASSITI MA IL 72% SI DICE POCO INFORMATO

Secondo l'Eurobarometro speciale della Commissione europea, il 68% degli intervistati ritiene che l'innovazione alimentare offra a produttori e agricoltori strumenti per affrontare clima, parassiti e scarsità di risorse. Il giudizio positivo sale al 72% tra chi si sente informato e scende al 27% tra gli altri.

 

Gli europei vedono nell’innovazione alimentare un aiuto per chi produce, ma ne sanno poco e restano prudenti. Lo mostra l’Eurobarometro speciale pubblicato ieri, 26 ottobre, dalla Commissione europea, condotto nei 27 Stati membri tra il 22 maggio e il 24 giugno 2026 su 26.456 persone di età pari o superiore a 15 anni.

Il 68% degli intervistati ritiene che alimenti, ingredienti e colture innovativi possano dare ad agricoltori e produttori alimentari nuovi strumenti contro cambiamenti climatici, parassiti, scarsità di risorse e interruzioni degli approvvigionamenti.

 

Più accettate le colture adattate al clima

 

Tra i prodotti sottoposti agli intervistati, il gradimento più alto va a frutta e verdura da colture adattate a siccità, parassiti o condizioni meteorologiche estreme: il 50% si dichiara a proprio agio. Il giudizio complessivo sui prodotti alimentari innovativi resta però più negativo che positivo: il 51% ne ha una visione negativa, il 39% positiva.

 

L'informazione orienta il giudizio

 

Il 72% degli europei afferma di non sentirsi ben informato su alimenti, ingredienti e colture innovativi. Tra chi si ritiene informato, il 72% ha una visione positiva; tra chi non lo è, la quota si ferma al 27%. Il livello di comfort con i cibi ottenuti con tecniche moderne segue la stessa linea: 72% tra gli informati contro 36% tra i non informati, 59% tra chi ne aveva già sentito parlare contro 32% tra chi non li conosceva.

Contano anche età, istruzione e residenza. Sotto i 39 anni oltre il 50% si sente a proprio agio, contro il 34% di chi ha almeno 55 anni. Il comfort è più basso tra chi ha lasciato la scuola a 15 anni rispetto a chi ha studiato fino a 20 anni o più. Nelle grandi città supera la metà degli intervistati; nei villaggi e nelle aree rurali oscilla tra il 42% e il 46%.

 

Nomi chiari e informazioni comprensibili

 

L'85% degli intervistati concorda sul fatto che i prodotti alimentari innovativi debbano avere nomi chiari e fornire informazioni comprensibili su come sono prodotti, che cosa contengono e da dove provengono. Per la Commissione l'adozione di queste soluzioni dipende da informazioni chiare, trasparenza, sicurezza e fiducia del pubblico. Per chi propone nuove varietà o nuovi prodotti, il dato indica che l'accoglienza passa dalla comprensibilità di origine e metodo di produzione.

 

Il collegamento con Food 2040

 

Secondo Bruxelles, le conclusioni dell'indagine sono particolarmente pertinenti per Food 2040, il quadro strategico di ricerca e innovazione per i sistemi alimentari, parte dell'approccio strategico recentemente adottato per un'agricoltura, una silvicoltura, aree rurali e sistemi alimentari competitivi, resilienti e sostenibili. Food 2040 prevede il coinvolgimento di consumatori e portatori di interesse attraverso co-creazione e sperimentazione in contesti reali.