BURRO E GRASSI DEL LATTE, EXPORT UE A +38,4% CON PREZZI IN CALO. IN ITALIA PIÙ BURRO VENDUTO ALL'ESTERO

Nei primi otto mesi del 2026 le esportazioni europee hanno raggiunto 242.585 tonnellate, con prezzi medi in diminuzione del 24,1%. In Italia il solo burro cresce del 42,1% in quantità e del 5,6% in valore, ma il prezzo medio scende di circa un quarto.

 

L'Unione europea aumenta le esportazioni di burro e altri grassi del latte, mentre le quotazioni internazionali continuano a diminuire. Tra gennaio e agosto 2026 le vendite verso i Paesi terzi sono cresciute di circa 67.000 tonnellate rispetto allo stesso periodo del 2025. L'elaborazione di Clal.it su dati IHS registra un incremento del 38,4% dei volumi e una riduzione del 24,1% dei prezzi medi all'esportazione, dopo la flessione del 3,4% delle quantità nello stesso periodo dell'anno precedente. Le statistiche riguardano la voce doganale HS 0405, che comprende burro e altri grassi derivati dal latte.

 

Stati Uniti primo mercato, crescono le nuove destinazioni

 

Gli Stati Uniti si confermano il principale acquirente extra-Ue, con 51.809 tonnellate (+14,6%), seguiti dal Regno Unito con 37.267 (+8,8%). La Turchia ha acquistato 14.818 tonnellate, mentre aumentano le spedizioni verso Indonesia, Marocco ed Egitto.

La crescita coinvolge numerosi mercati di minori dimensioni. La categoria degli altri Paesi passa da 59.900 a 87.041 tonnellate, con un incremento di oltre 27.000 tonnellate, pari a circa il 40% dell'aumento complessivo delle esportazioni europee.

Secondo Clal, il ridimensionamento delle quotazioni ha favorito il recupero della competitività europea. Ad agosto, secondo le elaborazioni di Clal, il prezzo medio all'esportazione della categoria HS 0405 è sceso a 6,03 euro al chilogrammo, con una diminuzione del 31,8%.

 

Burro tedesco, quotazioni inferiori del 41%

 

La discesa dei prezzi emerge anche alla Borsa di Kempten, riferimento europeo per il burro tedesco. Nei primi dieci mesi del 2026 la quotazione media del Deutsche Markenbutter sfuso, in confezioni da 25 chilogrammi, si è attestata a 4.143 euro per tonnellata, contro 7.021 euro nello stesso periodo del 2025. La flessione raggiunge il 40,99%.

Il confronto con i massimi del 2024 è ancora più marcato. A settembre di quell'anno il burro tedesco aveva raggiunto 8.163 euro per tonnellata, contro i 4.190 euro di settembre 2026. La media provvisoria di ottobre si colloca a 4.150 euro, il 26,4% in meno rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

Sul mercato internazionale emerge inoltre una divergenza tra grassi e proteine. Clal segnala prezzi in diminuzione per la materia grassa e in aumento per le proteine del latte. Il 21 ottobre il latte scremato in polvere sfuso tedesco, destinato all'alimentazione zootecnica, quotava mediamente 3.495 euro per tonnellata, il 76,5% in più rispetto a un anno prima.

 

In Italia più burro esportato, a prezzi inferiori

 

Secondo le elaborazioni Clal su dati Istat provvisori, nei primi sette mesi del 2026 l'Italia ha venduto all'estero 12.685 tonnellate di burro e altri grassi del latte (HS 0405), il 30,1% in più dello stesso periodo del 2025. Il valore complessivo è sceso del 5,3%, a 70,7 milioni di euro, con un prezzo medio di 5,57 euro al chilogrammo (-27,2%).

Il calo del valore riguarda però le voci diverse dal burro. Il solo burro ha raggiunto 12.248 tonnellate esportate (+42,1%), per 67 milioni di euro (+5,6%). Le quantità crescono quindi molto più degli incassi, con un prezzo medio inferiore del 25,7%, secondo il calcolo sulle variazioni Clal.

Sul mercato interno le quotazioni del burro restano inferiori a quelle del 2025. A settembre, secondo la serie Ismea dei prezzi all'origine, il valore medio è sceso a 2,58 euro al chilogrammo (-49,8%). Sul mercato di Milano il Burro CEE quotava invece 3,90 euro al chilogrammo il 19 ottobre, con una flessione del 28,7% su base annua, secondo Clal.

Nei primi sette mesi del 2026, secondo le elaborazioni Clal su dati Agea, le consegne italiane di latte alle latterie hanno raggiunto 8,37 milioni di tonnellate, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025.