Programmazione irrigua nel Nord Sardegna: 23 milioni di euro per sicurezza idrica e competitività agricola
Il Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna e la Regione Sardegna hanno firmato cinque convenzioni per avviare un pacchetto di interventi infrastrutturali del valore complessivo di oltre 23 milioni di euro. Le risorse provengono in larga parte dal Fondo Sviluppo e Coesione e dalla programmazione regionale della bonifica. Gli interventi si inseriscono nel contesto della crisi idrica che tra il 2022 e il 2024 ha colpito i distretti irrigui del Nord-Ovest dell’isola, imponendo turnazioni e limitazioni dovute ai livelli critici degli invasi Coghinas, Temo e Lerno.
Il programma infrastrutturale
La nuova programmazione concentra gli investimenti in quattro comprensori considerati strategici: Piana di Chilivani, Perfugas, Bassa Valle del Coghinas e Sugliana. L’obiettivo è aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento, ridurre le perdite di rete e rafforzare la resilienza dei sistemi irrigui in uno scenario climatico caratterizzato da maggiore variabilità e periodi di siccità più lunghi. Il progetto di maggiore dimensione economica riguarda la Piana di Chilivani, dove è previsto un intervento da 13,4 milioni di euro per realizzare una nuova derivazione dal Rio Mannu di Ozieri. L’opera, inserita nella pianificazione regionale delle infrastrutture irrigue, fornirà una fonte di approvvigionamento più flessibile e meno dipendente dalle oscillazioni degli invasi artificiali, con un effetto diretto sulla stabilità della dotazione stagionale. A Perfugas viene destinato un investimento di circa 4,5 milioni di euro per l’impermeabilizzazione del canale irriguo. Le dispersioni registrate negli ultimi anni hanno ridotto la disponibilità per gli agricoltori a valle e aumentato i costi energetici legati ai volumi da movimentare. L’intervento mira a ripristinare la tenuta idraulica del tracciato e ad aumentare l’efficienza complessiva del sistema distributivo.
La rete Chilivani–San Nicola sarà oggetto di una razionalizzazione dal valore di 3,1 milioni di euro, finalizzata a eliminare alcune interferenze infrastrutturali che negli anni hanno generato criticità gestionali e rischio di disservizi nei periodi di maggiore richiesta. Nella Bassa Valle del Coghinas, con un investimento di 1,76 milioni di euro, verranno adeguate le vasche di accumulo e i tratti di rete considerati più vulnerabili, in particolare nell’area di La Muddizza, dove si sono manifestate dispersioni e difficoltà operative ricorrenti. Un ulteriore intervento, per circa 250 mila euro, riguarda gli impianti di sollevamento di Sugliana, nel territorio di Valledoria. La manutenzione straordinaria dei nodi di pompaggio risponde alla necessità di preservare l’affidabilità di un’infrastruttura decisiva per la distribuzione in condizioni di scarsità idrica, come confermato dagli incontri avvenuti in loco tra consorzio e imprese agricole.
L’importanza della disponibilità idrica per le filiere agricole del Sassarese
I comprensori coinvolti rappresentano uno dei poli zootecnici e foraggeri più rilevanti della Sardegna. La produzione bovina da latte, le colture foraggere e la funzione di alimentazione del comparto lattiero-caseario dipendono in modo diretto dalla disponibilità irrigua. Le campagne caratterizzate da riduzioni di dotazione e turnazioni hanno evidenziato la vulnerabilità economica delle aziende a più alta intensità zootecnica, che hanno dovuto fronteggiare cali produttivi e maggiori costi per l’acquisto di mangimi. La modernizzazione delle reti irrigue costituisce quindi una leva di competitività, oltre che una misura di stabilizzazione delle rese agricole. Le valutazioni tecniche dell'ANBI, del CREA e dell’Autorità di Bacino indicano che la capacità delle aziende di far fronte a stagioni siccitose dipende sempre di più dalla qualità delle infrastrutture idriche e dalla loro efficienza di esercizio.
La Sardegna, secondo le analisi dell’Autorità di Bacino, si colloca tra le aree mediterranee più esposte alla riduzione delle precipitazioni, all’aumento delle temperature e alla maggiore frequenza di eventi siccitosi prolungati. Nel Nord-Ovest questi elementi hanno determinato una pressione crescente sugli invasi Coghinas e Temo e un ricorso più frequente a misure di risparmio forzato. Gli interventi programmati dal Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna vanno oltre la soluzione di singole criticità locali e si inseriscono nella traiettoria indicata dalla politica europea: reti più efficienti, riduzione delle perdite, digitalizzazione dei sistemi di controllo e integrazione tra infrastrutture e monitoraggio dei consumi irrigui. La prospettiva è la realizzazione di un sistema capace di ottimizzare i rilasci e utilizzare in modo più sostenibile la risorsa disponibile, in coerenza con gli orientamenti della PAC 2023-2027.
Tempistiche operative
Le convenzioni firmate fissano l’avvio della progettazione esecutiva e delle procedure di gara ai primi mesi del 2026. La calendarizzazione dei cantieri dovrà garantire la continuità del servizio durante la stagione irrigua e rispettare i vincoli ambientali applicabili. La fase realizzativa rappresenta un passaggio decisivo per trasformare le risorse stanziate in infrastrutture operative, superando i rallentamenti che in passato hanno ritardato l’entrata in funzione di interventi analoghi.
Per l’agricoltura del Sassarese, la programmazione irrigua presentata definisce un passaggio strutturale verso reti più affidabili e resilienti. La riduzione delle perdite, la diminuzione dei fermi irrigui e una maggiore prevedibilità delle dotazioni costituiscono i parametri attraverso cui misurare l’impatto degli investimenti. In un territorio dove l’acqua rappresenta la principale variabile per stabilizzare rese e redditi, i 23 milioni di euro destinati alla modernizzazione della rete irrigua configurano una infrastruttura di sviluppo, essenziale per sostenere la competitività delle filiere zootecniche e ortofrutticole del Nord Sardegna.