Legge Montagna, il nodo della classificazione dei Comuni. Bussone (Uncem): “Un criterio unico crea storture”

di Renato Botto

 

Nell’attuazione della nuova legge nazionale sulla Montagna c’è da sciogliere il nodo della classificazione dei Comuni montani. La questione, fondamentale per l’assegnazione delle risorse, è rimasta in stallo anche dopo l’incontro – lunedì 22 dicembre – tra il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, e le Regioni italiane. Il governo è rimasto sulla sua posizione di un criterio unico nazionale, dalle Regioni la proposta è di adottare criteri su scala regionale. Posizione che è condivisa da Uncem, l’unione nazionale dei comuni montani. Il ministro Calderoli ha invitato le Regioni a formulare un’altra proposta da presentare il 29 dicembre, la data del nuovo incontro convocato. “Un criterio unico nazionale valido per tutti è difficile che non produca delle storture – sostiene Marco Bussone, appena riconfermato presidente nazionale di Uncem – Siamo di fronte a una tempesta perfetta e c’è da considerare che quando ci sarà da assegnare i benefici previsti dalla legge parametri socio-economici costruiti su scala nazionale finirebbero per escludere gran parte del centro-nord”.


“Per evitare contrapposizioni – dice Bussone - si deve procedere a una correzione intelligente dell’elenco dei Comuni montani. Le possibilità sono due: un allargamento, cambiando le percentuali di territorio e le soglie minime di altitudine; oppure, ed è quello che proponiamo, concedere 30 giorni di tempo a ogni Regione per rivedere gli elenchi iniziali e aggiornare, su base regionale, i parametri di altitudine e pendenza. Non bisogna dimenticare che la materia Montagna e, dunque anche la classificazione dei Comuni, è in capo alle Regioni, come hanno stabilito numerose sentenze della Corte Costituzionale di una quindicina di anni fa”.

Quanto al riparto delle risorse che spettano alla Regioni, “si può benissimo fare – prosegue Bussone – con i parametri usati nel 2023 e 2024, senza per forza dovere aspettare che venga definita la nuova classificazione del Comuni”.


Nell’incontro con il ministro Calderoli, il Piemonte, rappresentato dall'assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo, ha avanzato una proposta di modifica dei criteri, “costruita nel pieno rispetto dell’impianto della legge nazionale”, che consentirebbe di ricomprendere circa 40 Comuni sul territorio piemontese rispetto all’attuale bozza di classificazione, e riducendo in modo significativo l’impatto sui territori più esposti al rischio di spopolamento”.