L’ASTI SPUMANTE È ANCHE ROSÉ: NUOVA SFIDA PER LA DENOMINAZIONE

Il comparto vitivinicolo sta affrontando una trasformazione profonda. La riduzione dei consumi di bevande alcoliche, sempre meno congiunturale e sempre più strutturale, le politiche di estirpazione attivate in diversi Paesi e un cambiamento culturale nei modelli di consumo stanno ridisegnando gli equilibri del mercato globale del vino. In questo scenario complesso, non uniforme tra territori e segmenti, alcune filiere mostrano maggiore capacità di adattamento, soprattutto nei comparti più dinamici, quale quello delle bollicine.

 

È in questo contesto che si colloca l’Asti docg, una denominazione che coinvolge oltre 4.000 aziende agricole, interessa circa 10.000 ettari di vigneto a Moscato bianco e abbraccia 51 comuni tra le province di Asti, Cuneo e Alessandria. Una filiera che rappresenta, per dimensioni e valore, uno degli assi portanti della vitivinicoltura piemontese.

 

“L’Asti DOCG è oggi la denominazione più rilevante del Piemonte non solo dal punto di vista produttivo, ma anche economico e sociale”, sottolinea Stefano Ricagno, presidente del Consorzio dell’Asti DOCG. “Parliamo di una filiera che dà reddito e continuità a migliaia di aziende e che da anni porta il nome del Piemonte nel mondo”.

 

Negli ultimi anni la denominazione ha raggiunto volumi prossimi ai 100 milioni di bottiglie annue, con una forte vocazione all’export. Il 2025, tuttavia, riflette le difficoltà del quadro internazionale, con un calo delle vendite di circa il 4% rispetto al 2024.

 

Asti Rosé: una risposta concreta ai nuovi consumi

 

La capacità di reagire passa anche dalla diversificazione dell’offerta. In questo senso, l’Asti Spumante Rosé rappresenta una delle principali novità strategiche della denominazione. “Siamo ormai in dirittura di arrivo”, afferma Ricagno. “Tra poche settimane il disciplinare del nuovo Asti Rosé sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e le aziende stanno già preparando le diverse cuvée”. Il debutto commerciale sarà accompagnato da un percorso di presentazione internazionale: “Partiremo da Wine Paris e poi arriveremo al Vinitaly, con i prodotti pronti per il mercato nelle diverse tipologie di residuo zuccherino”.

 

Dal punto di vista tecnico, il presidente del consorzio rimarca l’identità del nuovo prodotto: “Parliamo di uno spumante aromatico ottenuto al 100% da uve autoctone piemontesi, Moscato e Brachetto. È un elemento distintivo molto forte”. Anche l’ampiezza della gamma è una scelta consapevole: «Ovviamente ci sarà la versione dolce, che è quella che più ci identifica, ma non solo. Avremo anche proposte demi-sec, extra dry e alcuni produttori stanno lavorando su versioni brut”.

 

Valore per la filiera e prospettive

 

Secondo Ricagno l’Asti Rosé non è solo un’estensione di gamma, ma uno strumento di politica di denominazione: “Come Consorzio stiamo accompagnando le aziende nella presentazione di questo prodotto sui mercati. È un’opportunità concreta per creare valore lungo tutta la filiera. Questa novità può dare non solo valore economico, ma anche nuove soddisfazioni commerciali agli operatori. In una fase di mercato complessa, innovare restando fedeli alla nostra identità è la strada giusta”.