FRANCIA DEL VINO IN CRISI: DISTILLAZIONE ED ESTIRPAZIONI
La distillazione di crisi torna al centro della politica vitivinicola europea. Il 25 febbraio scorso, a ridosso dell’apertura del Salone Internazionale dell’Agricoltura di Parigi, il commissario europeo per l’Agricoltura Christophe Hansen ha annunciato lo stanziamento straordinario di 40 milioni di euro dalla riserva agricola dell’Unione europea a sostegno dei produttori francesi, con l’obiettivo di distillare oltre 1,2 milioni di ettolitri di vino in surplus.
L’intervento comunitario si inserisce in un più ampio tessuto di risposte politiche che l’UE sta predisponendo per il comparto vino. Il 26 febbraio il Consiglio Ue ha formalmente adottato il pacchetto vino che introduce strumenti di gestione delle crisi, maggiore flessibilità nell’autorizzazione dei reimpianti, e potenziamenti negli strumenti di promozione internazionale, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza strutturale del settore. Queste misure intendono rispondere alle sfide non solo economiche, ma anche legate al cambiamento climatico e alla necessità di adattare le produzioni a nuove condizioni di mercato. La scelta del luogo per annunciare l’intervento non è secondaria. Il Salone dell’Agricoltura rappresenta il principale appuntamento politico del settore primario francese, e l’annuncio davanti a produttori e istituzioni ha assunto il valore di un segnale diretto al comparto vitivinicolo in crisi.
La misura consente di ritirare dal mercato partite in giacenza nelle cantine francesi trasformandole in alcol per usi industriali, riducendo la pressione ribassista sui prezzi. Il provvedimento europeo si inserisce in un quadro nazionale già delineato dal governo francese. Con la ministra dell’Agricoltura Annie Genevard Parigi ha annunciato un piano di uscita dalla crisi che combina interventi di riduzione del potenziale produttivo e sostegno finanziario alle imprese. Sono stati stanziati 130 milioni di euro per l’estirpazione definitiva dei vigneti, con una stima iniziale di 35 mila ettari. La misura si aggiunge ai 120 milioni già autorizzati da Bruxelles nell’ottobre 2024, con l’obiettivo dichiarato di riequilibrare l’offerta e ripristinare la redditività nelle aree più esposte, in particolare nel segmento dei vini rossi.
Accanto alla riduzione strutturale dell’offerta, il piano prevede la proroga e la riapertura dei prestiti garantiti al 70% da Bpifrance, oltre a sgravi contributivi per 10 milioni di euro a favore delle imprese vitivinicole. Il segnale politico è rilevante. Se il primo Paese esportatore mondiale per valore ricorre alla distillazione di crisi e finanzia estirpazioni permanenti, significa che la tensione di mercato non è episodica ma strutturale.