RISO: COLDIRETTI, CONFAGRICOLTURA E CIA HANNO DISERTATO LA RIUNIONE SUL CONTRATTO-TIPO. IL CROLLO DEI PREZZI BLOCCA IL CONFRONTO
La decisione di Coldiretti, Confagricoltura e Cia di non partecipare alla riunione dell'11 giugno dedicata alla revisione del Contratto-tipo per la vendita del risone ha trasformato una questione tecnica in un caso politico che coinvolge l'intera filiera risicola nazionale. Le tre organizzazioni hanno abbandonato il confronto promosso dalla Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte sostenendo che, in una fase caratterizzata da quotazioni giudicate insostenibili, discutere delle clausole contrattuali rischi di apparire un esercizio formale mentre il comparto affronta una crisi economica sempre più evidente.
La scelta è stata formalizzata in modo autonomo ma con motivazioni convergenti. Le Unioni provinciali di Confagricoltura di Pavia, Vercelli-Biella e Novara, impegnate da mesi nel Tavolo di lavoro istituito presso la sede vercellese della Camera di Commercio per la revisione del Contratto-tipo destinato all'intero areale risicolo nord-occidentale, hanno comunicato di ritenere superfluo e non opportuno, nelle attuali condizioni di mercato, discutere di revisione del contratto di vendita. La stessa posizione è stata assunta dalle sedi territoriali della Cia di Novara Vercelli VCO, Biella e Pavia. Coldiretti ha fatto altrettanto attraverso un accordo tra le proprie sedi provinciali dell'areale risicolo: Roberto Guerrini, presidente di Coldiretti Vercelli-Biella, lo ha confermato esplicitamente dichiarando che ritiene inutile affrontare la revisione del Contratto-tipo quando il risone viene pagato abbondantemente al di sotto di qualsiasi soglia di sostenibilità.
Al centro della contestazione ci sono i prezzi riconosciuti ai produttori. Le varietà da risotto simbolo del Made in Italy (Arborio, Carnaroli e similari) hanno registrato riduzioni comprese tra il quaranta e il cinquanta per cento rispetto allo stesso periodo della campagna precedente. I trasferimenti di risone della campagna 2025-2026 rilevati dall'Ente Risi sono in calo rispetto all'anno precedente, con flessioni particolarmente marcate per i risoni del gruppo lungo B. Una situazione che interessa in particolare le province di Vercelli, Novara e Pavia, cuore della risicoltura italiana.
Guerrini ha anche minacciato il ritiro del rappresentante di Coldiretti dalla Commissione prezzi della Borsa Merci di Vercelli, definendo vergognosa la situazione attuale. Coldiretti Novara-VCO è andata oltre: oltre al ritiro dal tavolo del Contratto-tipo, ha chiesto formalmente che il nuovo testo applichi gli articolati previsti dal decreto legislativo 198 del 2021 in materia di pratiche commerciali sleali, stabilendo in particolare il divieto di imporre al venditore condizioni contrattuali che comportino la cessione di prodotti agricoli a prezzi inferiori ai costi di produzione. Le difficoltà del comparto derivano da una combinazione di fattori. I costi di produzione restano elevati per energia, irrigazione, mezzi tecnici e manodopera, mentre la domanda non ha mostrato la vivacità attesa e l'industria risiera ha proceduto con acquisti discontinui.
Sul fronte europeo, le organizzazioni agricole hanno più volte sollecitato strumenti di tutela più efficaci: la nuova clausola di salvaguardia sulle importazioni asiatiche approvata dal Parlamento europeo è stata giudicata insufficiente, con soglie di attivazione ritenute troppo elevate e un'entrata in vigore prevista non prima del 2027.
La crisi dei prezzi colpisce il comparto in un momento già delicato, nel quale le aziende risicole devono far fronte a investimenti crescenti per adeguarsi agli obiettivi ambientali europei, migliorare l'efficienza nell'uso dell'acqua e adottare tecnologie innovative. Senza un adeguato livello di redditività gli investimenti rischiano di rallentare proprio nelle aree che rappresentano un punto di riferimento per la risicoltura europea.