“BAROLO EN PRIMEUR”, ALL’ASTA BENEFICA LE BARRIQUE 2025 DELLA VIGNA GUSTAVA
Il Barolo dell’annata 2025 potrà essere immesso al consumo solo all’inizio del 2029, come impone il disciplinare di produzione (“1° gennaio del quarto anno successivo alla vendemmia”), ma molto prima - già il 23 ottobre 2026 - ci sarà la possibilità di aggiudicarsene alcuni preziosi lotti. L’occasione è data dall’asta internazionale benefica “Barolo en primeur”, il progetto di responsabilità sociale promosso da Fondazione CRC e Fondazione CRC Donare ETS, con il Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.
Un’iniziativa giunta il 6° anno sullo slancio di in quinquennio che ha visto crescere il ricavato dai 666mila euro della prima asta al record di 1.130.300 dell’anno scorso, per una raccolta totale di oltre 4,5 milioni di euro. Come sempre l’asta, battuta dal direttore di Christie’s Italia, Cristiano De Lorenzo, sarà ospitata dal Castello di Grinzane Cavour, nel cuore delle Langhe, in collegamento live con Londra e New York. Saranno battute 14 barrique di Barolo della Vigna Gustava, sulla collina adiacente al maniero, già vitata ai tempi di Cavour.
Una quindicesima barrique sarà tenuta come lotto speciale dell’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, in programma domenica 8 novembre, sempre al Castello di Grinzane, in videocollegamento con Hong Kong. All’asta del 23 ottobre saranno aggiudicati anche 7 lotti comunali, 6 di Barolo e uno di Barbaresco, donati da 39 cantine del Consorzio: in tutto 681 bottiglie, per oltre 660 litri di vino, tra bordolesi, magnum (112), doppi magnum (28) e un esemplare da 5 litri. Di questi lotti comunali fanno parte - ed è la novità dell’edizione 2026 di “Barolo en primeur” - anche bottiglie storiche, a partire dal 1996.
Il grande protagonista, però, è il Barolo 2025. “Un’annata che è andata molto molto bene, grazie alle riserve idriche che si erano ricostituite con le piogge spalmate in autunno-inverno e mai troppo forti e al calo delle temperature che si era avuto all’inizio di settembre”, ha spiegato Sergio Germano, presidente del Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, alla presentazione ufficiale dell’asta benefica, che ha avuto luogo al WiMu, il museo del vino, al Castello di Barolo.
Le barrique portano la firma del celebre enologo Donato Lanati, che ha parcellizzato la Vigna Gustava in base a esposizione, altitudine ed età delle viti, vinificando ogni porzione separatamente. L’ etichetta di “Barolo en primeur” 2026 è disegnata dall’artista venezuelana Sol Calero con l’opera “Paisaje de vino”, una veduta notturna delle Langhe, colline e filari con una luna luminosa al centro