A CALOSSO L’AZIENDA BIO CHE COLTIVA IL GAMBA DI PERNICE
A Calosso, sulla strada per Agliano, sullo spartiacque tra Monferrato e Langhe, si trova una piccola azienda di vini biologici dove si respira a pieni polmoni rispetto per la natura e la biodiversità. E’ condotta da Adriano Grasso, diplomato alla Scuola Enologica di Alba poi laureato in Viticoltura ed Enologia: alla fine del 2013 ha lasciato il suo posto di enologo in un’azienda vinicola e ha creato, partendo dai vigneti degli avi, la sua azienda. Oggi produce circa 12mila bottiglie, l’obiettivo è di arrivare a 20mila, ma non sono tanto i numeri a contare, quanto la filosofia del lavoro.
Adriano Grasso e suo padre Giorgio, 84 anni e 70 vendemmie sulle spalle, “il primo ad alzarsi e l’ultimo a uscire di cantina” – dice il figlio - conoscono ogni zolla della collina, curano i filari con un’attenzione non solo rivolta alle piante e ai tralci ma a tutto l’ambiente dove la vite vive e prospera, come alla rara e delicata Orchis purpurea, un’orchidea spontanea che ogni primavera fiorisce nella vigna, o agli animali selvatici. Per questo “utilizzo il sovescio e pratico il taglio manuale dell’erba sotto i filari. – spiega Adriano Grasso – E’ un lavoro lungo e faticoso, ma mi permette di osservare ciò che vive tra le viti.
Spesso trovo animali appena nati nascosti nell’erba alta: è per questo che lascio sempre alcune zone non tagliate: così i cuccioli possono crescere tranquilli”.
L’azienda è biologica per ferma convinzione: “seguo le fasi lunari nella potatura, nei lavori in vigna nell’imbottigliamento: – prosegue Adriano Grasso – luna calante per i vini fermi, luna crescente per gli spumanti, quando nasce la vita e prende forma la rifermentazione in bottiglia”. I vigneti sono divisi in due cru: il primo è a Rodotiglia, 250 metri di altitudine, dove Adriano Grasso possiede tre ettari e mezzo in terreni argillosi, molto compatti; il secondo a Sant’Anna di Calosso, dove ci sono i vigneti del suocero, “tre ettari su un terreno completamente diverso, più sabbioso e tufaceo. Qui il mare antico si è ritirato prima che altrove”. Da sempre la famiglia è conosciuta come “ cuilà d’Roc” (quelli là di Rocco), dal nome di Rocco Grasso (fu Battista) che firmò l’atto d’acquisto nel 1862; oltre cent’anni dopo il primo vino imbottigliato da Dante Grasso, il nonno di Adriano. E subito, nel 1967, le prime medaglie al concorso della Douja d’Or.
L’azienda di Adriano Grasso produce Barbera d’Asti, Moscato, Nebbiolo e Gamba di Pernice, Calosso Doc: “Qui era l’uva delle famiglie – ricorda il vignaiolo – quella che non si sbandierava, ma che si custodiva. Per anni è rimasto un vino quasi nascosto e forse è anche per questo che oggi lo sento così mio: perché non mai è stato un vitigno di moda”.
La prima vigna di Gamba di Pernice è stata piantata nel 2021 per un’occasione importante: la nascita di Ludovico Lorenzo, figlio di Adriano Grasso: “In passato avevamo già qualche filare ma è un vitigno complesso, che non perdona. Per qualche anno ne sono rimasto senza, questa volta ho voluto fare le cose per bene: dopo l’estirpo del vecchio vigneto, il terreno è stato seminato a erba medica e lasciato risposare per due anni. Un vigneto è un investimento sulla qualità futura del vino: se si sbaglia all’inizio si parte male. Qui si è partiti con pazienza, rispetto e visione”.