AGRICOLTURA100: SOSTENIBILITÀ E INNOVAZIONE RAFFORZANO LA COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE AGRICOLE

In uno scenario segnato da tensioni geopolitiche, inflazione, aumento dei costi energetici e difficoltà nei mercati internazionali, la sostenibilità si conferma una leva strategica per la competitività dell’agricoltura italiana. È quanto emerge dal 6° Rapporto AGRIcoltura100, presentato ieri a Palazzo Della Valle, sede nazionale di Confagricoltura, nell’ambito dell’iniziativa promossa da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura.

 

Il Rapporto 2026, realizzato da MBS Consulting del Gruppo Cerved, ha coinvolto oltre 3.800 aziende agricole italiane. Alla presentazione sono intervenuti il presidente e il direttore generale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti e Roberto Caponi, il direttore generale di Reale Mutua Luca Filippone con il consigliere d’amministrazione Vittorio Viora,  Sergio Marchi, direttore generale di Ismea ed Enea Dallaglio di MBS Consulting.

 

I dati confermano un rafforzamento strutturale della sostenibilità nel settore primario. La quota di imprese che raggiunge un livello elevato sale infatti al 57,9%, contro il 49,3% registrato nel 2020, primo anno dell’indagine. Nello stesso periodo si riduce quasi della metà la percentuale di aziende ferme a un livello iniziale, passata dal 21,6% all’11,9%. La sostenibilità mostra anche una correlazione diretta con le performance economiche. Nell’ultimo anno il 30,6% delle imprese con un alto livello di sostenibilità ha registrato una crescita del fatturato, contro il 14,6% delle aziende con livello base.

 

L’indagine fotografa un contesto economico ancora molto complesso. Il 42% degli agricoltori intervistati si dichiara preoccupato per gli effetti dei conflitti commerciali e dei dazi internazionali, in particolare verso il mercato statunitense. Le aziende segnalano aumenti dei costi delle materie prime, difficoltà di mercato e riduzione delle esportazioni. Più del 70% delle imprese attive sui mercati esteri ha reagito adottando nuove strategie commerciali: il 45% ha cercato nuovi mercati di destinazione, il 20% ha rivisto contratti e condizioni commerciali con l’estero e un ulteriore 20% si è orientato maggiormente verso il mercato interno. Anche sul fronte degli approvvigionamenti emergono criticità: il 20% delle aziende agricole ha cercato fornitori alternativi a causa dell’aumento dei costi e delle difficoltà nelle forniture.

 

Il rapporto evidenzia inoltre come il nuovo ciclo di crisi energetica e inflazione stia comprimendo la redditività delle imprese agricole. Già lo scorso anno il 42% delle aziende aveva registrato un aumento dei costi, mentre solo il 26,4% dichiarava di avere capacità di intervento sui prezzi di vendita. Oggi il 47,5% delle imprese intervistate realizza un utile inferiore al 5% del fatturato.

 

La crescita più marcata riguarda la sostenibilità ambientale: le aziende con livello elevato in quest’area sono passate dal 49% del 2020 al 63,8% del 2025. Migliora anche la qualità dello sviluppo aziendale, che comprende competitività, innovazione e qualità dell’occupazione, salita dal 49% al 58,9%.

 

Forte anche la propensione agli investimenti: il 70,3% delle imprese agricole ha investito negli ultimi due anni. Tra le aziende con alto livello di sostenibilità, l’82,2% presenta anche un elevato livello di innovazione.

 

Nel corso della manifestazione sono state premiate le aziende considerate più virtuose dell’edizione 2026 di AGRIcoltura100. Il primo posto è andato a Tenute Ruffino di Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze. Seconda classificata la Società agricola Basso di Venezia. Terzo posto per Vittoria Tomatoes di Vittoria, nel Ragusano.


Fonte: Confagricoltura – Reale Mutua, 6° Rapporto AGRIcoltura100, 11 maggio 2026.