ALTA LANGA, IL CALDO CAMBIA LA VENDEMMIA: L'ANTICIPO SI RIDUCE, UVE SANE E QUALITÀ PROMETTENTE
Il caldo estremo non ha accelerato la vendemmia, anzi, la sta rallentando. È questa la novità che emerge dai vigneti dell'Alta Langa, dove fino a poche settimane fa si dava quasi per scontato un avvio della raccolta tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto. Oggi lo scenario è cambiato. L'anticipo rispetto alla media resta, ma le temperature elevate hanno rallentato la fisiologia della vite e riportato il calendario su tempi più vicini alla normalità, almeno nelle aree collinari più alte.
Una situazione che conferma quanto il cambiamento climatico renda sempre più difficile formulare previsioni valide per un intero territorio. In Alta Langa bastano poche centinaia di metri di quota, un versante esposto a sud oppure una pioggia caduta in una valle e non in quella vicina per cambiare completamente il momento della raccolta.
“La situazione è molto variabile perché si parte da vigneti a 250 metri e si arriva oltre i 700”, osserva Giovanni Minetti, presidente del Consorzio Alta Langa e presidente di Tenuta Carretta. “A Cissone, siamo intorno ai 650 metri, prevediamo di raccogliere dopo Ferragosto. Chi coltiva a quote inferiori e con esposizioni più calde inizierà sicuramente prima”. Il motivo è proprio il comportamento della vite durante le settimane più torride. “La maturazione era partita con un forte anticipo, ma con questo caldo la vite ha rallentato e i tempi sono tornati più vicini alla normalità”.
Lo stesso fenomeno viene confermato da Giulio Bava, enologo alla guida della casa spumantiera di famiglia Cocchi, che nei prossimi giorni avvierà i primi campionamenti per definire il calendario della raccolta. “Eravamo partiti con previsioni molto anticipate, ma il caldo degli ultimi giorni ha fatto perdere parte di quell'anticipo. Rimarrà comunque una vendemmia anticipata, probabilmente di una decina di giorni rispetto alla media, ma oggi è impossibile indicare una data uguale per tutti”.
La primavera aveva infatti favorito un germogliamento già alla fine di marzo e una fioritura precoce, facendo immaginare una delle raccolte più anticipate degli ultimi decenni. L'Alta Langa continua così a confermare la propria grande eterogeneità. Tra un vigneto di media collina e uno posto sulle dorsali più elevate possono esserci anche due settimane di differenza. “Tra Cassinasco, Borgomale o Serravalle Langhe si possono registrare tranquillamente dieci o quindici giorni di scarto”, spiega ancora Bava. “L'altitudine conta, ma contano anche esposizione, ventilazione e caratteristiche del singolo vigneto”.
Se il calendario della raccolta rimane ancora in evoluzione, sullo stato sanitario delle uve il giudizio è invece unanime. “La cosa più importante è che le uve sono sane. Quest'anno sono stati necessari pochissimi trattamenti perché non c'è stata pressione delle principali malattie fungine”. Le condizioni meteorologiche hanno infatti limitato naturalmente lo sviluppo di peronospora e oidio, consentendo una gestione fitosanitaria più semplice rispetto ad altre annate.
Anche Minetti conferma questo quadro. “Con temperature così elevate si sono rallentati molti processi biologici e questo si è tradotto in un numero ridotto di interventi in vigneto”. Qualche effetto del caldo si osserva comunque nei filari maggiormente esposti. “In alcune situazioni si vedono grappoli leggermente ustionati e in qualche caso sporadico un certo disseccamento degli acini”, racconta Bava. “Ma non parlerei di una vera crisi idrica. La vite ha sofferto soprattutto il caldo. Ha rallentato la propria attività più che andare in stress per mancanza d'acqua”.
Una differenza non secondaria. L'autunno 2025 e la prima parte del 2026 avevano infatti garantito buone riserve idriche grazie alle precipitazioni e alla neve caduta già nel mese di novembre. L'acqua disponibile nel terreno ha consentito alle piante di affrontare meglio le alte temperature estive, limitando i fenomeni di stress idrico più severi. Il Consorzio Alta Langa nel monitoraggio stagionale evidenzia come la primavera mite abbia anticipato le principali fasi fenologiche, mentre l'estate asciutta abbia mantenuto elevata la qualità sanitaria delle uve. Le prospettive sono quelle di una produzione caratterizzata da un buon equilibrio acido e da una maturazione tecnologica adeguata, condizioni fondamentali per la produzione delle basi spumante.
Ed è proprio sulla raccolta delle uve destinate all'Alta Langa Docg che si concentra ora l'attenzione dei tecnici. “Il momento della vendemmia è decisivo”, ricorda Minetti. “L'obiettivo è raccogliere uve con acidità elevate e un potenziale alcolico intorno agli undici gradi. Bastano pochi giorni per modificare questo equilibrio e quindi ogni vigneto va seguito singolarmente”.
Al momento le indicazioni sono incoraggianti. Nessuno si spinge a parlare di annata eccezionale, ma il giudizio sulla qualità potenziale è condiviso. “Oggi possiamo dire che è una vendemmia promettente”, conclude Bava. “Abbiamo ancora davanti alcune settimane nelle quali può succedere di tutto, ma le condizioni di partenza sono sicuramente positive”.
Le prossime due o tre settimane saranno decisive per definire il calendario della raccolta, che quest'anno si annuncia più frammentato del previsto. La qualità delle uve convince produttori e tecnici, ma sarà l'andamento meteorologico di inizio agosto a stabilire quando entreranno inizierà la vendemmia dell'Alta Langa.