APICOLTURA: LE REGIONI IN CAMPO PER SOSTENERE IL COMPARTO

In queste settimane le Regioni stanno pubblicando gli avvisi finanziati per l’apicoltura nell’ambito del Piano Strategico della PAC 2023-2027, dando attuazione al Programma nazionale previsto dall’articolo 55 del Regolamento (UE) 2021/2115. Dalla Calabria al Piemonte, passando per Emilia-Romagna e Abruzzo, i primi bandi sono già disponibili, mentre le altre amministrazioni regionali stanno completando le procedure di approvazione in vista della scadenza fissata dal Ministero per l’emanazione degli avvisi.


L’obiettivo è sostenere un comparto che continua a subire gli effetti dei cambiamenti climatici, della crescente pressione della varroa, della riduzione delle produzioni mellifere e dell’aumento dei costi di gestione degli apiari. Per questo motivo il nuovo programma amplia gli investimenti finanziabili, affiancando agli interventi tradizionali per la sanità degli alveari misure dedicate all’innovazione tecnologica, alla digitalizzazione, al miglioramento della qualità del miele e alla valorizzazione commerciale delle produzioni.



Tra i provvedimenti più recenti figura quello della Regione Calabria, che con il Decreto dirigenziale n. 12884 del 22 luglio 2026 ha approvato l’Avviso pubblico “Interventi a favore del settore Apicoltura – annualità 2027”.  Alla Calabria il decreto ministeriale di riparto assegna 1.431.174,99 euro di risorse FEAGA, destinate al finanziamento delle diverse azioni previste dal Programma apistico regionale.  Il bando calabrese mantiene l’impostazione prevista dal Piano Strategico della PAC e finanzia attività di formazione e assistenza tecnica, interventi per il controllo della varroa e delle altre patologie dell’alveare, investimenti per la prevenzione degli effetti dei cambiamenti climatici, alimentazione di soccorso, acquisto di api regine appartenenti alla sottospecie Apis mellifera ligustica, attrezzature per il nomadismo, macchinari per la lavorazione e il confezionamento del miele, oltre a iniziative di informazione e promozione rivolte ai consumatori. 


Le risorse sono distribuite privilegiando soprattutto gli investimenti aziendali. La quota più consistente, pari a 300 mila euro, è destinata alla razionalizzazione della transumanza, seguita dagli interventi contro parassiti e malattie con oltre 214 mila euro, dal ripopolamento del patrimonio apistico con circa 208 mila euro e dal miglioramento qualitativo delle produzioni con 180 mila euro. Il contributo pubblico raggiunge generalmente il 60% della spesa ammissibile per gli investimenti aziendali, mentre le attività formative e promozionali possono essere finanziate integralmente.  La Regione introduce anche misure innovative dedicate alla gestione degli effetti del cambiamento climatico, finanziando sensori, centraline meteorologiche, sistemi di monitoraggio remoto, dispositivi GPS e strumenti digitali per il controllo degli alveari. È inoltre prevista la possibilità di sostenere l’alimentazione di soccorso attraverso candito e sciroppi zuccherini nei casi in cui ISMEA accerti formalmente una situazione di crisi climatica. Le domande dovranno essere presentate attraverso il portale SIAN entro il 25 settembre 2026



La Regione Piemonte ha già aperto i termini per la presentazione delle domande. Il bando regionale dispone di una dotazione pari a 1.850.602,72 euro, una delle più elevate a livello nazionale, e finanzia la formazione, l’assistenza tecnica, la lotta alle malattie, gli investimenti per fronteggiare gli effetti delle avversità climatiche, il miglioramento qualitativo delle produzioni e le attività di promozione. Le domande possono essere presentate entro il 25 settembre attraverso il sistema informativo agricolo regionale SIAP.


Anche l’Emilia-Romagna ha pubblicato il proprio avviso, mettendo a disposizione 1.203.143,51 euro. Il programma regionale conferma il sostegno agli investimenti aziendali, alla consulenza tecnica e alle attività delle associazioni di apicoltori, con contributi che raggiungono il 60% della spesa per gli apicoltori e percentuali più elevate per gli interventi collettivi. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 16 ottobre 2026.


L’Abruzzo ha pubblicato il proprio sottoprogramma apistico regionale, con apertura dei termini fino al 20 ottobre 2026. L’avviso finanzia interventi analoghi a quelli previsti dal Programma nazionale, con particolare attenzione alla sanità degli alveari, al rinnovo delle attrezzature e alla valorizzazione del miele regionale.


Il quadro nazionale è destinato ad ampliarsi nelle prossime settimane. Diverse Regioni, tra cui Veneto, Lombardia, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Puglia, Sicilia, Sardegna, Campania, Basilicata, Molise, Liguria e Friuli Venezia Giulia, stanno infatti completando gli iter amministrativi per la pubblicazione degli avvisi relativi alla medesima annualità, in attuazione del decreto del Ministero dell’Agricoltura che ha ripartito le risorse del Programma apistico 2027 tra le amministrazioni regionali.

Rispetto alle precedenti campagne emerge con sempre maggiore evidenza il ruolo attribuito all’innovazione. Oltre alle tradizionali attrezzature per la smielatura e la movimentazione degli alveari, diventano finanziabili sistemi di monitoraggio ambientale, bilance elettroniche, dispositivi di controllo remoto, strumenti di geolocalizzazione, software gestionali e tecnologie digitali che consentono agli apicoltori di seguire in tempo reale lo stato delle famiglie e le condizioni climatiche. 


Continua a essere centrale il sostegno alla sanità apistica, con contributi destinati all’acquisto di farmaci veterinari autorizzati, arnie a fondo antivarroa, attrezzature per il trattamento con acido ossalico e acido formico e materiale per il ripopolamento degli alveari mediante api regine certificate appartenenti alla sottospecie Apis mellifera ligustica


Il Programma apistico rappresenta oggi uno dei principali strumenti della PAC a sostegno di un comparto che produce valore economico ma soprattutto servizi ecosistemici fondamentali. Secondo i dati della Banca dati apistica nazionale in Italia sono censiti oltre due milioni di alveari distribuiti su tutto il territorio nazionale, patrimonio indispensabile per garantire l’impollinazione delle colture agrarie e la conservazione della biodiversità. In questo contesto, l’apertura dei bandi regionali rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare la competitività delle aziende apistiche e favorire investimenti sempre più orientati all’innovazione, alla sostenibilità e alla qualità delle produzioni.