ARANCIA ROSSA DI SICILIA IGP, IL CONSORZIO CHIEDE CONTROLLI SULLE IMPORTAZIONI CONTROSTAGIONALI
Il Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP richiama l’attenzione sulla presenza nei supermercati italiani di arance pigmentate provenienti dall’emisfero australe, soprattutto dal Sudafrica e, secondo segnalazioni dei mercati all’ingrosso, anche dall’Australia. Il prodotto è già disponibile sugli scaffali, mentre mancano circa due mesi all’avvio della campagna siciliana dell’IGP.
Secondo il Consorzio, la commercializzazione controstagionale di arance visivamente simili alle produzioni siciliane pone problemi di trasparenza sull’origine, sui trattamenti e sulle condizioni di concorrenza.
Le differenze nei trattamenti post-raccolta
«Non contestiamo il commercio internazionale, anzi siamo convinti che la concorrenza sia un valore aggiunto nei confronti della crescita della qualità, ma rivendichiamo regole chiare, controlli rigorosi e condizioni eque», dichiara Gerardo Diana, presidente del Consorzio.
La segnalazione riguarda in particolare arance della varietà Tarocco commercializzate in confezioni da un chilogrammo. Sull’etichetta compare l’indicazione che la buccia non è edibile, accompagnata dalla dichiarazione di trattamenti fungicidi post-raccolta. Il Consorzio cita tre principi attivi, fludioxonil, azoxystrobin e pyrimethanil, richiamando le differenze tra gli impieghi autorizzati sulle produzioni italiane e quelli praticati nei Paesi esportatori. La dichiarazione dei trattamenti in etichetta non costituisce, di per sé, una violazione delle norme europee. La questione riguarda piuttosto le differenti condizioni produttive e la necessità di garantire ai consumatori informazioni chiare e verificabili.
Reciprocità delle regole e tutela del mercato
La vicenda si inserisce nel confronto europeo sulla reciprocità delle regole fitosanitarie applicate ai prodotti agricoli importati.
«La reciprocità deve significare equivalenza effettiva delle condizioni produttive, dei controlli e delle garanzie offerte ai consumatori», sottolinea Diana, chiedendo che l'accesso al mercato europeo avvenga nel rispetto di condizioni competitive equilibrate. Il Consorzio sollecita quindi maggiori controlli su origine, etichettatura e conformità degli agrumi importati. Alla distribuzione chiede di rendere immediatamente riconoscibile la provenienza dei prodotti, evitando possibili confusioni con l'Arancia Rossa di Sicilia IGP.
Una filiera da oltre 24.000 tonnellate
La denominazione interessa una componente significativa dell'agrumicoltura siciliana. Secondo i dati del Consorzio, la filiera comprende oltre 500 aziende agricole associate e più di 6.500 ettari certificati IGP, dei quali circa 800 biologici, oltre a una settantina di centri di confezionamento. Nella campagna 2025-2026 sono stati commercializzati oltre 24.000 tonnellate di prodotto certificato.
L'Arancia Rossa di Sicilia IGP comprende le varietà Tarocco, Moro e Sanguinello, coltivate nell'areale delimitato delle province di Catania, Enna e Siracusa. Le caratteristiche climatiche della Sicilia orientale, in particolare le escursioni termiche, favoriscono la pigmentazione dei frutti. La nuova campagna prenderà avvio a dicembre, quando le produzioni siciliane torneranno sui mercati con le caratteristiche qualitative e di origine garantite dal disciplinare IGP.