ASPARAGI, È L’ORA DELLE SAGRE STORICHE NEL TORINESE

 


E’ tempo di asparagi e la provincia di Torino è uno dei regni di questo ortaggio con quasi 100 ettari coltivati, sul totale di 225 in Piemonte con una produzione di circa 12.400 quintali, secondo i dati 2025 della Regione.

 

L’asparago di Santena e delle Terre del Pianalto di Poirino è stato riconosciuto dal 1999 quale PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale). Cambiano è stata il primo paese ad aprire la serie di eventi dedicati all’asparago, le sagre storiche sono la Fiera della Tinca e dell'Asparago di Poirino – 69^ edizione dall’8 al 13 maggio - e la Sagra di Santena – dal 15 al 24 maggio – arrivata nel 2026 alla 93^edizione.

 

La rassegna di Poirino si è aperta con uno show cooking, sfida culinaria tra i titolari di tre locali poirinesi, organizzata in partenariato con Confagricoltura Torino, protagonisti Federico Piscedda del Ristretto Specialty Coffee Bistrot, Paolo Furini della Pizzeria Ostu e Luca Gioda de La Locanda del Borgo. Protagonisti i prodotti tipici locali, la Tinca Gobba Dorata del Pianalto, allevata dal XIII secolo, e l’asparago, con un ricco programma di degustazioni, mercati e appuntamenti culturali nel centro storico.

 

Ora, dopo Poirino, l’attenzione si sposta a Santena per la 93^ edizione che da quest’anno si fregia del riconoscimento di ‘Sagra di Qualità’, assegnato dall’UNPLI, l’unione nazionale delle Pro loco. La rassegna, allargata e diffusa in buona parte della città, nasce sotto gli auspici di una produzione eccellente sia per la quantità sia per la qualità. “Le piogge dell’autunno-inverno hanno riempito le falde, garantendo un’ottima riserva idrica. Un fattore determinante, insieme alle nuove asparagiaie impiantate negli ultimi anni e alla maggiore superficie coltivata: stimiamo una produzione, fino a giugno, quando terminerà la raccolta, superiore del 10% rispetto al 2025. Con una qualità degli asparagi molto alta, con ottime caratteristiche organolettiche e un sapore delicato”, spiega Agostina Genero, presidente dell’Associazione dei produttori dell’asparago di Santena e delle Terre del Pianalto che rappresenta circa il 50% di tutte le aziende che coltivano l’asparago santenese nell’area.

 

I produttori associati sono 27, le loro asparagiaie si estendono su quasi 30 ettari, con una media produttiva di 60 quintali a ettaro. Tra le novità di quest’anno c’è il battesimo della prima birra all’asparago , la “Bela Sparsera”, prodotta in Piemonte (in un birrificio di Calamandrana, in provincia di Asti), e ottenuta con la parte bianca, di solito considerata uno scarto. Dell’asparago di Santena, insomma, non si butta via niente. Lo si potrà gustare tutte le sere delle Sagra e nei weekend anche a pranzo, nei tanti piatti serviti al PalAsparago, dove a dare una mano ci saranno anche i ragazzi delle scuole reclutati dalla Pro Loco giovani. Nel 2025, nei 10 giorni della Sagra, sono stati serviti circa 100mila pasti.

 

La ricaduta economica della rassegna è stimata in circa 1 milione di euro; a organizzarla sono Pro Loco e Comune di Santena, in collaborazione con Associazione dei Produttori dell’Asparago di Santena e delle Terre del Pianalto, UNPLI Piemonte e Pescatore & Pacini Management. Ha il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e Camera di commercio di Torino, e il contributo economico del Consiglio Regionale del Piemonte, dove la 93^edizione è stata ufficialmente presentata.