BIOGAS E BIOMASSE: I PRODUTTORI CHIEDONO REGOLE STABILI
Il convegno “DL Bollette: a rischio il comparto biogas e biomasse di origine agricola”, promosso da Confagricoltura Cuneo in collaborazione con il Consorzio Monviso Agroenergia, ha offerto un quadro articolato delle preoccupazioni e delle prospettive del settore del biogas agricolo elettrico, in una fase segnata dall’incertezza normativa legata alla revisione dei Prezzi Minimi Garantiti (PMG).
Dalla visita in azienda al confronto istituzionale
La giornata di venerdì 30 ottobre si è aperta con la visita all’azienda agricola “La Gaia”, della famiglia Camisassi, in località Trebbiè di Cavallermaggiore (Cuneo), realtà zootecnica con oltre 700 capi bovini e dotata di impianto a biogas operativo dal 2022. Una scelta non casuale, pensata per mostrare concretamente come la produzione energetica sia integrata con l’allevamento, il benessere animale e la gestione dei reflui.
Il trasferimento al centro “Le Cupole” di Cavallermaggiore ha dato avvio al convegno, introdotto dai saluti istituzionali di Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte e Cuneo, e di Luca Crosetto, presidente della Camera di Commercio di Cuneo. Allasia ha denunciato il rischio di una rottura del patto regolatorio tra Stato e imprese agricole: “Negli ultimi anni le aziende hanno investito seguendo indirizzi pubblici precisi. Cambiare le regole in corsa significa mettere in difficoltà l’intero settore”. Crosetto ha ampliato lo sguardo all’indotto, ricordando che “il biogas sostiene non solo l’agricoltura, ma anche meccanica, servizi tecnici e occupazione locale”.
Il contributo tecnico: biogas come infrastruttura agricola
L’intervento di Andrea Chiabrando, direttore tecnico del Consorzio Monviso Agroenergia, ha inquadrato il biogas elettrico quale infrastruttura agricola multifunzionale. “Il biogas non serve solo a produrre energia rinnovabile”, ha spiegato, “ma è uno strumento per proteggere l’ambiente, ridurre le emissioni e dare stabilità economica alle aziende”. Chiabrando ha ricordato che, grazie alla digestione anaerobica, gli scarti agricoli e i reflui zootecnici vengono recuperati, riducendo odori, emissioni e uso di fertilizzanti chimici.
Tavola rotonda: ambiente, scienza e impresa
La tavola rotonda ha messo a confronto istituzioni regionali, mondo accademico e rappresentanza agricola. Paolo Balocco, responsabile della Direzione Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, ha sottolineato che “nelle aree a forte concentrazione zootecnica il biogas è uno strumento indispensabile per la gestione dei reflui e per il rispetto delle norme ambientali”. Balocco ha avvertito che la dismissione degli impianti avrebbe effetti a cascata sulla sostenibilità delle aziende.
Elio Dinuccio, professore associato al DISAFA dell’Università di Torino, ha portato l’evidenza scientifica: “In sistemi ben gestiti, il biogas può arrivare a emissioni nette negative”, spiegando come la combinazione di reflui zootecnici, colture dedicate e valorizzazione del digestato consenta di ridurre drasticamente l’impatto climatico.
Alessandro Bettoni, presidente della Federazione Nazionale Produttori Bioeconomia di Confagricoltura, ha espresso una posizione netta: “La bozza del DL Bollette è paradossale. Un taglio dei PMG significherebbe, per molte imprese, la chiusura degli impianti”. Bettoni ha chiesto “certezza dei tempi” e una distinzione chiara tra il percorso del biometano e quello del biogas elettrico.
Sebastiano Villosio, presidente del Consorzio Monviso Agroenergia, ha ribadito che “per le aziende agricole il prezzo minimo garantito non è un incentivo, ma una componente strutturale dell’attività”, ricordando che senza questo strumento verrebbe meno la possibilità di sostenere i costi di gestione e gli investimenti ambientali già avviati.
Nei giorni precedenti al convegno il tema dei Prezzi Minimi Garantiti per il biogas agricolo è approdato anche in Parlamento. Il senatore Giorgio Maria Bergesio (Lega) ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e dell’Agricoltura contro l’ipotesi di “tagli indiscriminati” ai PMG. “Non sono sussidi, ma strumenti tecnici essenziali”, ha dichiarato, ricordando che entro il 2027 oltre 1.150 impianti usciranno dai regimi incentivanti. Secondo Bergesio, una riduzione dei PMG metterebbe a rischio la sostenibilità economica degli impianti e la gestione dei reflui zootecnici, con benefici limitati sul fronte degli oneri di sistema rispetto agli effetti su agricoltura e decarbonizzazione.
Le parole del ministro Pichetto: archiviare la bozza, aprire il confronto”
Il momento politicamente più significativo è stato l’intervento in videocollegamento del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. “Il testo che ha creato tutta questa discussione è uno dei tanti usciti da qualche ufficio” e non riflette la linea del Governo.
Pichetto ha riconosciuto che le bioenergie agricole sono “strategiche per la modernizzazione del sistema agricolo e per la sicurezza energetica nazionale” e ha promesso un confronto immediato: “Dalla prossima settimana avvieremo consultazioni con gli altri ministeri e con la Presidenza del Consiglio per trovare un meccanismo che funzioni”. Particolarmente attesa la rassicurazione sugli impianti non riconvertibili a biometano: “Quelli che non sono riconvertibili vanno accompagnati, anche oltre il 2030”.
Il ministro ha inoltre respinto l’idea di limiti rigidi di funzionamento degli impianti, osservando che “le aziende agricole e gli animali lavorano tutti i giorni”, richiamando la specificità del settore rispetto ad altre produzioni energetiche.
Le conclusioni: energia e sicurezza alimentare
A chiudere i lavori è stato Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura, che ha collocato il tema del biogas in una cornice più ampia. “Oggi le due grandi sicurezze per i cittadini sono quella energetica e quella alimentare”, ha affermato. “Gli agricoltori contribuiscono in modo decisivo a entrambe. Mettere in discussione il biogas agricolo significa indebolire un modello che ha dimostrato di funzionare”.
Il convegno di Cavallermaggiore lascia quindi un doppio messaggio. Da un lato una rassicurazione politica esplicita da parte del ministro sul superamento della bozza più contestata del DL Bollette; dall’altro la richiesta unanime di tradurre queste parole in un quadro normativo stabile, capace di garantire continuità produttiva e certezza degli investimenti al biogas agricolo elettrico.