BISTROT DEL CASTELLO A RIVOLI, IL GUSTO DELLA CUCINA E L’ARTE DELL’OSPITALITÀ



Negli ultimi anni Rivoli è diventata terra fertile per la proliferazione di locali di sicuro interesse. La zona ai piedi del Castello, fascinosa di per sé, diventa scrigno di proposte interessanti che scopro sempre con grande interesse. Da quasi tre anni, la romantica dimora, all’angolo tra via Grandi e viale Marconi, è nelle mani di Marco Carbone e Franca Scalise, solida coppia nella vita e nella professione, da più di due decenni.

 

Appena varcata la soglia, il sorriso di Martina accoglie e ti senti subito a tuo agio. Sensazione di benessere subito confermata dalle due rustiche salette, intime, alle sfumature che sanno di Provenza e di vissuto. Un luogo per ricevere con raffinatezza, discrezione e professionalità, non ostentata ma di sostanza. Valentina, sorella della prima ragazza, ci conferma che cortesia e competenza sono un marchio di famiglia.

 

Consigliatomi più volte, il ristorante così poco locale pubblico e tanto casa di amici che ti ospitano, è creato a misura del commensale che si sente coccolato e al centro dell’attenzione. La carta propone molto pesce, a ricordo delle importanti esperienze liguri dei titolari, ma la mia prima visita è stata una declinazione del porcino, dal bello e saporito funghetto sottolio con base di bagnetto verde fino alla dadolata di base alla guancetta senza scordare i classici funghi fritti, croccanti come si deve, senza l’ombra della sensazione di unto, le goduriose lamelle di boleto crudo sulla battuta di Fassone e gli gnocchi - esclusivamente di patata - fatti in casa, più grossi di quelli cui siamo abituati con una base sempre di porcini, il cui condimento appena accennato mette in risalto la freschezza di questa ricchezza del sottobosco. Maniacale selezione - frutta e verdura provengono dalla vicina Boutique del gusto Autigna -, valorizzazione del prodotto e cotture non invasive sono alla base di una cucina di sostanza che lascia inalterati i sapori originali.

 

Ottimo l’abbinamento con un delicatamente profumato Alto Adige Doc Sauvignon Terlano di Winkl, i cui aromi primari seppur ben presenti non sono assolutamente invadenti e un calice di Nebbiolo di Marengo di La Morra, che estrinseca la forza del vitigno nel comune langarolo. Tornerò, sicuramente molto presto, per gustare il pesce della coppia di cuochi Carbone Scalise che ha esternato tutto il suo bagaglio di esperienze, non solo nella solida tecnica ma nella scelta ineccepibile delle materie prime e nel ricevere i commensali che nell’arco di una cena diventeranno presto habitués e anche amici.

 

Non ho volutamente preso il dessert, lo farò certamente la prossima volta, ma non nascondo di avere provato una certa emozione quanto Valentina ha proposto ad un altro tavolo le crêpes Suzette, alla lampada, con tanto di fiammata d’ordinanza: esecuzione in sala di una ricetta delle più classiche, non attribuita alla cucina bensì proprio al personale di sala, di competenza dei maîtres nelle brigate. E Suzette, era il nome d’arte di Suzanne Reichenberg, cui Auguste Escoffier aveva dedicato il piatto, dopo la pesca Melba, nata in onore della ballerina australiana Nellie Melba per l’appunto.

 

Ottimi olii del pugliese Muraglia; quelli aromatizzati al limone, al basilico e all’aglio, sono serviti per intingere i morbidi pani di produzione propria a mo’ di amuse-bouche. Delicato, mai invasivo, senza fastidiosa nota piccante, l’extra vergine. I grissini, sempre della casa, rischiano di creare dipendenza.

 

Sempre apprezzata quanto ormai poco diffusa, la raccolta delle briciole dopo il secondo e il cambio di bicchiere al secondo calice degustato, anche se era lo stesso vino. Piccoli dettagli? Forse. Sicuramente grande attenzione e rispetto per l’ospite e profonda conoscenza della storia gastronomica; di questi tempi, un plus valore non da poco.

 

Come riassumere la cena del Bistrot del Castello? La cucina è proposta nella sua dimensione di forma d’arte, racchiudente storia, gesti, tradizioni e quelle tante piccole cose che combinate con l’eleganza della sala ne determinano la raffinatezza: quell’impalpabile sensazione che si vive, respira e ricorda.

 

BISTROT DEL CASTELLO

Via G. Grandi, 30 B/G - Rivoli (To)

Tel.: +39  333 916 5803

https://bistrotdelcastello.it/-info@bistrotdelcastello.it