BRUXELLES CHIEDE AGLI USA NUOVE RIDUZIONI DEI DAZI
La Commissione europea ha condiviso con l’amministrazione statunitense un elenco di prodotti esportati dall’Unione europea per i quali chiede riduzioni tariffarie rispetto al dazio del 15% in vigore dal 1° luglio nell’ambito dell’accordo commerciale UE-USA. Lo ha reso noto ieri il portavoce della Commissione per il Commercio, Olof Gill: “Abbiamo condiviso con gli Stati Uniti un ampio elenco di prodotti esportati dall’Unione europea per i quali riteniamo possibili riduzioni tariffarie”. Interpellato sulla possibilità di estendere la trattativa ad altri settori, per ottenere riduzioni più ampie o vere e proprie esenzioni, Gill ha risposto in modo netto: “La risposta è sì. Siamo fortemente impegnati nel dialogo con gli Stati Uniti per raggiungere questo risultato”, precisando che l’elenco è tuttora oggetto di discussione con la controparte americana e che seguiranno aggiornamenti con l’evoluzione del confronto.
Il quadro normativo già in vigore
Il quadro normativo è quello definito dai regolamenti europei che danno attuazione alla dichiarazione congiunta UE-USA dell’agosto 2025 (il cosiddetto accordo di Turnberry), approvati in via definitiva dal Parlamento europeo il 16 giugno, successivamente adottati dal Consiglio ed entrati in vigore il 1° luglio. Il regolamento principale, approvato con 440 voti favorevoli, elimina i dazi dell’Unione europea sui prodotti industriali statunitensi e apre contingenti tariffari per alcuni prodotti agroalimentari e ittici americani, mentre gli Stati Uniti continuano ad applicare un dazio del 15% sulla gran parte delle esportazioni europee. Il testo prevede una clausola di scadenza al 31 dicembre 2029, un meccanismo di salvaguardia a tutela dell’industria e dell’agricoltura europee in caso di aumenti anomali delle importazioni e la possibilità per la Commissione di sospendere le preferenze concesse agli Stati Uniti qualora, entro il 31 dicembre 2026, Washington continuasse ad applicare dazi superiori al 15% sui prodotti derivati dell’acciaio e dell’alluminio.
L’incognita per il Made in Italy
Tra i comparti che continuano a destare maggiore attenzione c’è il vino, uno dei prodotti simbolo del Made in Italy e il cui principale mercato di sbocco resta quello statunitense. Le esportazioni europee di vino verso gli Stati Uniti sono oggi soggette al dazio del 15%, poiché il comparto non ha ottenuto alcuna esenzione nell’accordo commerciale dell’agosto 2025. Neppure le successive riduzioni tariffarie decise da Washington hanno riguardato il vino, essendosi limitate ad alcune categorie di prodotti agroalimentari non coltivabili sul territorio statunitense. Tra i prodotti che il settore auspica possano rientrare nella nuova fase negoziale figurano anche olio extravergine d’oliva, pasta, pecorino e riso. Al momento, tuttavia, la Commissione europea non ha reso pubblico l’elenco dei prodotti trasmesso all’amministrazione americana né i relativi codici doganali, per cui resta da verificare quali comparti saranno effettivamente oggetto dell’eventuale riduzione tariffaria.
Le ricadute sull’agroalimentare
Per il sistema agroalimentare italiano, che nel 2024 ha esportato negli Stati Uniti prodotti per circa 4,2 miliardi di euro, un’eventuale riduzione dei dazi rappresenterebbe un alleggerimento significativo in una fase caratterizzata da un cambio meno favorevole, giacenze ancora elevate in alcuni comparti e un mercato statunitense rallentato dall’aumento dei prezzi al consumo. La Commissione non ha indicato un calendario per la conclusione del negoziato. Molto dipenderà ora dalla disponibilità di Washington ad ampliare l’elenco dei prodotti destinatari di riduzioni tariffarie, mentre il confronto tecnico e politico tra le due sponde dell’Atlantico prosegue.