Benefici contributivi: cosa cambia per le imprese agricole
La Circolare INPS n. 150 del 16 dicembre 2025 ridefinisce in modo organico le condizioni per l’accesso ai benefici normativi e contributivi in materia di lavoro, con effetti rilevanti anche per il settore agricolo. Le istruzioni applicano le modifiche introdotte dall’articolo 29 del decreto-legge n. 19/2024, convertito dalla legge n. 56/2024, e superano definitivamente la frammentazione normativa che per anni ha caratterizzato le agevolazioni agricole.
La nuova disciplina si applica a tutti i datori di lavoro agricoli, comprese imprese individuali e familiari, cooperative di produzione e lavoro, consorzi e strutture associative, senza distinzioni legate alla forma giuridica. L’elemento centrale è l’unificazione delle regole: ogni beneficio contributivo o normativo è subordinato al rispetto delle stesse condizioni generali, valide per l’intero sistema produttivo.
Il primo requisito resta la regolarità contributiva, attestata da un DURC valido. In agricoltura questo significa essere in regola con i versamenti dovuti a INPS e INAIL, secondo la normativa vigente. La circolare chiarisce che la regolarità non è più verificata solo al momento della domanda, ma deve permanere nel tempo. In caso contrario, i benefici possono essere revocati anche retroattivamente, con recupero delle somme già fruite.
Accanto al DURC, assume un peso decisivo il rispetto della legislazione sociale e dei contratti collettivi di lavoro. In termini concreti il datore di lavoro deve applicare correttamente il contratto agricolo, garantire la sicurezza sul lavoro, assicurare la formazione obbligatoria e rispettare tutte le norme che regolano il rapporto di lavoro. Una singola violazione grave, come il lavoro irregolare o gravi carenze in materia di sicurezza, è sufficiente a bloccare l’accesso alle agevolazioni.
In questo scenario, assume una rilevanza specifica il ruolo degli enti bilaterali agricoli. È fondamentale chiarire, per evitare dubbi interpretativi, che la contribuzione a tali enti non interferisce con il rilascio del DURC, il quale rimane esclusivamente legato alla regolarità verso INPS e INAIL. Di conseguenza, l'operatività immediata dell'azienda (partecipazione a bandi o rapporti con la PA) non viene pregiudicata. Tuttavia, poiché il versamento agli enti bilaterali è parte integrante degli obblighi previsti dai contratti collettivi, la loro regolarità è necessaria per il mantenimento dei benefici contributivi (quali quelli per le zone montane).
Per le cooperative agricole il perimetro dei controlli si estende anche ai rapporti associativi. Eventuali irregolarità nei confronti dei soci lavoratori possono compromettere l’intero sistema di agevolazioni, indipendentemente dalla dimensione o dalla localizzazione dell’impresa. Per le imprese singole e familiari, il rischio maggiore riguarda la perdita degli sgravi contributivi, inclusi quelli per le zone montane e svantaggiate, che restano confermati ma diventano pienamente condizionati al rispetto delle regole generali.
La circolare rafforza infine il ruolo del Portale delle Agevolazioni INPS, che diventa lo strumento centrale per le verifiche preventive e il monitoraggio continuo.