CANALE CAVOUR, PICHETTO FRATIN: “L’ACQUA INFRASTRUTTURA STRATEGICA PER LA SICUREZZA DEL PAESE”
La gestione dell’acqua quale tema di sicurezza nazionale, al pari dell’energia e delle infrastrutture strategiche. È questo il messaggio centrale dell’intervento del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, alla cerimonia per i 160 anni del Canale Cavour, che si è tenuta ieri (domenica 12 aprile) a Chivasso, nell’edificio di presa della derivazione dal Po. Il ministro ha richiamato il valore sistemico dell’opera, inserendola in una riflessione più ampia sulla governance della risorsa idrica. “La gestione delle acque non può più essere solo una gestione settoriale, irrigua o energetica: è un tema complessivo di sicurezza nazionale”, ha affermato, evidenziando come il cambiamento climatico stia modificando profondamente la distribuzione delle precipitazioni, a parità di volumi complessivi.
Secondo Pichetto, infatti, il problema non è tanto “quanta acqua cade”, ma “come e quando cade”. Una variabilità crescente che rende le infrastrutture irrigue – come il Canale Cavour e l’intera rete del Vercellese e del Novarese – strumenti essenziali di adattamento climatico. “Le opere irrigue sono fondamentali per la sicurezza del territorio”, ha sottolineato, richiamando il ruolo storico di queste reti nel contenimento degli effetti estremi e nella regolazione idraulica diffusa. Da qui la necessità di aggiornare il modello ottocentesco alle condizioni attuali. “Dobbiamo attualizzare ciò che è stato fatto 160 anni fa”, ha spiegato il ministro, indicando come priorità la realizzazione di nuovi bacini, aree di laminazione e sistemi di gestione integrata, in particolare a servizio dell’agricoltura. Un approccio che si inserisce nella strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e nella pianificazione delle risorse idriche.
Nel suo intervento Pichetto ha anche richiamato il valore tecnico e ingegneristico dell’opera originaria, realizzata con strumenti oggi rudimentali ma con una precisione progettuale elevatissima. Dai teodoliti e tacheometri conservati a Vercelli, fino al lavoro manuale di migliaia di operai, il Canale Cavour rappresenta un esempio di capacità realizzativa che, secondo il ministro, deve essere recuperata anche nel contesto attuale. Il riferimento è andato in particolare al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che ha dimostrato – secondo Pichetto – come sia possibile rispettare tempi certi nella realizzazione delle opere pubbliche. “Si può fare anche in questo Paese”, ha affermato, indicando nella certezza delle tempistiche e nella programmazione elementi chiave per rilanciare gli investimenti infrastrutturali.
Un passaggio significativo ha riguardato il tema delle priorità: “I problemi finanziari non sono i primi”, ha dichiarato, sottolineando come la vera criticità risieda nella capacità decisionale e nella volontà politica di portare a compimento le opere. Una volta assunta una scelta, ha aggiunto, è necessario “avere il coraggio di andare fino in fondo” sul piano istituzionale.
Il ministro ha infine richiamato il valore della cooperazione territoriale nella gestione dell’acqua, facendo riferimento alle dinamiche tra i diversi bacini e territori del Nord-Ovest. La regolazione dei flussi, anche in sistemi complessi come quello del Canale Regina Elena e dei laghi prealpini, richiede equilibrio, coordinamento e visione condivisa.
In chiusura Pichetto Fratin ha sottolineato il proprio legame personale con il Canale Cavour e con il sistema irriguo piemontese, maturato in decenni di esperienza professionale. Un elemento che ha dato al suo intervento un tono diretto, coerente con una linea politica precisa: rafforzare il ruolo delle infrastrutture idriche quale pilastro della sicurezza ambientale, agricola ed economica del Paese.