CARO CONCIMI, ECCO CHI NE HA DIRITTO E QUANTO SPETTA. LA SCADENZA È FISSATA AL 19 OTTOBRE

AGEA ha definito gli importi dell’aiuto straordinario contro il rincaro dei fertilizzanti. Il contributo va da 22,40 euro per ettaro per l’olivo a 56,36 euro per ettaro per il mais da granella. La misura dispone di 136,8 milioni di euro e riguarda gli agricoltori che avevano presentato entro il 25 luglio 2026 la domanda per gli interventi a superficie. AGEA rende disponibile nel SIAN una domanda precompilata sulla base dei dati già presenti, con le superfici ammesse per coltura e il relativo importo. Le aziende dovranno verificarla e presentarla entro il 19 ottobre 2026, secondo le modalità definite dalla circolare AGEA n. 79215 del 1° ottobre.

 

Chi può ricevere l’aiuto

 

Il sostegno è destinato alle colture per le quali l’aumento dei costi delle concimazioni azotate, fosfatiche e potassiche supera l’1,5 per cento del valore della produzione per ettaro. Rientrano nell’aiuto cereali, mais da granella, mais da insilato ceroso, foraggere non leguminose, barbabietola da zucchero, girasole, colza, ravizzone, olivo e nocciolo. Gli importi effettivi sono inferiori ai massimali inizialmente fissati dal decreto. Le superfici potenzialmente ammissibili raggiungono 4.225.636,16 ettari e, applicando integralmente i valori massimi, il fabbisogno sarebbe salito a 156.063.494,70 euro, oltre la dotazione di 136.797.600 euro. AGEA ha quindi applicato una riduzione proporzionale.

 

Gli importi per coltura

 

Cereali, esclusi mais da granella e mais da insilato ceroso, 30,90 euro/ha; mais da granella, 56,36 euro/ha; mais da insilato ceroso, 36,42 euro/ha; altri seminativi a foraggere non leguminose, 28,75 euro/ha; barbabietola da zucchero, 30,94 euro/ha; girasole, 31,56 euro/ha; colza e ravizzone, 25,95 euro/ha; olivo, 22,40 euro/ha; nocciolo, 26,52 euro/ha. Per il mais da granella, per esempio, l’importo massimo previsto dal decreto, pari a 64,30 euro per ettaro, viene ridotto a 56,36 euro.

 

Quanto può ricevere un’azienda

 

Un’azienda con 50 ettari di frumento ammissibili può ricevere 1.545 euro; con 100 ettari il contributo raggiunge 3.090 euro. Per il mais da granella, il pagamento è pari a 2.818 euro su 50 ettari, 5.636 euro su 100 ettari e 11.272 euro su 200 ettari. Un’impresa con 50 ettari di girasole può ottenere 1.578 euro, mentre per 50 ettari di noccioleto l’importo ammonta a 1.326 euro. I valori restano subordinati ai controlli amministrativi e al riconoscimento definitivo delle superfici.

 

Quali superfici vengono considerate

 

Le superfici devono risultare nel fascicolo aziendale e nella domanda PAC 2026. Devono inoltre essere nella disponibilità dell’agricoltore al 15 maggio 2026, sulla base di un valido titolo di conduzione. L’aiuto non rimborsa le fatture dei fertilizzanti né dipende dai quantitativi acquistati. È un contributo unitario per ettaro, differenziato in base alla coltura e applicato alle superfici che supereranno l’istruttoria.

 

Che cosa deve fare l’agricoltore entro il 19 ottobre

 

Le aziende interessate devono verificare nel SIAN la domanda precompilata, controllando in particolare colture, superfici e titoli di conduzione, e presentarla entro il 19 ottobre 2026, anche con l’assistenza del CAA mandatario o dell’Organismo pagatore competente. La quota finanziata dall’Unione europea dovrà essere pagata entro il 28 febbraio 2027. Il cofinanziamento nazionale dovrà essere erogato entro il 31 maggio 2027.

 

Vite, frutta e pomodoro: possibile intervento delle Regioni

 

Vite, colture frutticole, pomodoro da industria e altri ortaggi restano fuori dall’intervento nazionale, perché l’incidenza stimata dell’aumento dei costi di concimazione non supera la soglia dell’1,5 per cento prevista dalla misura. Il decreto consente però a Regioni e Province autonome di attivare interventi nei Complementi di sviluppo rurale finanziati dal Feasr. L’aiuto può coprire fino al 50 per cento dei maggiori costi e arrivare all’80 per cento per gli agricoltori soggetti a impegni o obblighi di riduzione dell’impiego di fertilizzanti. L’attivazione concreta dipenderà dalle decisioni regionali.