CEREALI, LUGLIO RIPORTA IL SEGNO POSITIVO: MAIS, SOIA E ORZO RECUPERANO TERRENO SUI MERCATI
Dopo una fase di stabilizzazione, il mercato internazionale dei cereali e delle oleaginose torna a mostrare una tendenza rialzista. Nel mese di luglio le quotazioni di mais, soia e, in parte, orzo hanno registrato aumenti sia in Italia sia sui principali mercati esteri, sostenuti dalle incertezze sull'evoluzione dei raccolti nell'emisfero Nord e da una domanda dell'industria di trasformazione che continua a mantenersi dinamica. In questo contesto il mercato italiano segue l'andamento internazionale, pur con differenze tra le diverse commodity e con prezzi che, nel caso del mais nazionale, rimangono inferiori ai livelli dello scorso anno.
Il quadro emerge dalla Newsletter del settore cerealicolo di agosto 2026 pubblicata dal Crefis – Centro Ricerche Economiche sulle Filiere Sostenibili dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, elaborata sui dati delle Camere di commercio, FAO, USDA, Cepea e FranceAgriMer.
Mais: recupero congiunturale, ma il confronto annuale resta negativo in Italia
Nel mese di luglio il prezzo del mais nazionale contratto 103 quotato alla Borsa Merci di Milano è salito a 243,7 euro/t, con un incremento dello 0,9% rispetto a giugno. Il mais nazionale "con caratteristiche" ha raggiunto 252,2 euro/t (+1,4%), mentre il mais comunitario è aumentato del 2,2%, attestandosi a 264,1 euro/t. Anche i principali mercati esteri hanno evidenziato una dinamica positiva. Il mais francese FOB Atlantique è salito a 248,9 euro/t (+9,3%), mentre il mais rilevato sul mercato dell'Iowa ha raggiunto 140,4 euro/t (+6,1%).
Il recupero mensile non modifica però il confronto con luglio 2025. Le quotazioni del mais nazionale rimangono inferiori del 5,9% per il contratto 103, del 4,3% per il prodotto con caratteristiche e del 2,8% per il mais comunitario. Al contrario, i prezzi internazionali risultano superiori ai livelli di un anno fa: +19% per il mais francese e +7% per quello statunitense. Sul piano internazionale il mercato continua a seguire con attenzione l'evoluzione delle colture negli Stati Uniti e in Europa, dove le condizioni meteorologiche delle settimane estive sono determinanti per la definizione delle rese. Secondo l'ultimo AMIS Market Monitor della FAO, la domanda del settore mangimistico rimane sostenuta e contribuisce a mantenere elevata l'attenzione degli operatori sull'equilibrio tra disponibilità e consumi.
Soia: domanda industriale ancora sostenuta
La soia è la commodity che ha registrato gli incrementi più consistenti. Alla Borsa Merci di Milano la soia nazionale ha raggiunto 457,5 euro/t, in aumento del 9,1% rispetto a giugno, mentre la soia estera si è attestata a 479,6 euro/t (+8,8%). Sui mercati internazionali la soia statunitense, rilevata sul mercato dell'Iowa, è salita a 369,5 euro/t (+7,5%), mentre quella dello Stato brasiliano del Paraná ha raggiunto 382 euro/t (+8,2%). Pressoché stabile, invece, il prezzo CIF Rotterdam, pari a 402 euro/t (-0,2%). Tutte le principali piazze considerate mostrano comunque incrementi tendenziali compresi tra il 13% e il 21%.
Il rafforzamento delle quotazioni riflette una domanda dell'industria di trasformazione ancora elevata. Secondo l'USDA, la buona redditività della lavorazione della soia continua a sostenere l'attività degli impianti di trasformazione, mantenendo vivace la domanda di materia prima destinata alla produzione di olio e farine proteiche. Il mercato continua a monitorare l'evoluzione delle stime produttive dei principali Paesi esportatori e il livello delle scorte mondiali.
Orzo: andamenti differenziati tra Europa e Mar Nero
Nel comparto dell'orzo il mercato presenta una situazione più articolata. Alla Borsa Merci di Milano il prodotto nazionale è salito a 209,4 euro/t (+3,2%), mentre quello comunitario è sceso a 229 euro/t (-1,8%). Sul mercato francese l'orzo FOB Rouen è aumentato dell'1,5%, raggiungendo 207 euro/t, mentre l'orzo da esportazione dell'area del Mar Nero è diminuito del 4%, attestandosi a 181,6 euro/t. Nel confronto con luglio 2025 rimangono positive le variazioni per l'orzo comunitario (+2,6%), per quello francese (+8,9%) e per il prodotto del Mar Nero (+2%), mentre l'orzo nazionale registra ancora una flessione del 2,7%.
Mercati ancora sensibili all'evoluzione dei raccolti
L'attuale fase di mercato conferma come le aspettative degli operatori siano strettamente legate all'andamento della campagna produttiva nell'emisfero Nord. Le condizioni meteorologiche negli Stati Uniti, in Europa e nell'area del Mar Nero continueranno a influenzare le stime di produzione e, di conseguenza, l'evoluzione delle quotazioni nelle prossime settimane. Per la filiera italiana il recupero dei prezzi rappresenta un elemento positivo per i produttori cerealicoli, ma implica anche un possibile aumento dei costi di approvvigionamento per l'industria mangimistica e per gli allevamenti. L'equilibrio del mercato dipenderà dall'evoluzione della produzione mondiale, dall'andamento della domanda e dal livello delle scorte che emergeranno nei prossimi aggiornamenti dei bilanci internazionali.