CLIMA E VITE, UNA PIATTAFORMA PER LA GESTIONE DEI RISCHI CLIMATICI
È online Clima e Vite, la nuova piattaforma digitale gratuita e ad accesso libero sviluppata per supportare viticoltori, consulenti e tecnici agronomi nella gestione dei rischi climatici che interessano il vigneto nel territorio torinese. Il progetto, elaborato da un gruppo di lavoro coordinato da Elena Massarenti di Cia Agricoltori delle Alpi con la supervisione scientifica del Disafa – Dipartimento di scienze agrarie, forestali e alimentari dell’Università di Torino e della Fondazione Dalmasso, è stato presentato ieri nella sede della Camera di commercio del capoluogo subalpino. Alla presentazione della piattaforma sono intervenuti, inoltre, Stefano Rossotto, Presidente provinciale di Cia Agricoltori delle Alpi e Gian Luigi Orsolani, viticoltore e presidente di Confagricoltura Torino.
Promossa dalla Camera di commercio di Torino presieduta da Massimiliano Cipolletta, con il coordinamento del Laboratorio Chimico camerale guidato da Bruno Mecca Cici (è anche presidente di Coldiretti Torino), l’iniziativa ha coinvolto le organizzazioni professionali agricole provinciali di Coldiretti, Confagricoltura e Cia, l’Aiab - Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica del Piemonte e l’organizzazione dei produttori Vignaioli Piemontesi.
Un comparto particolarmente esposto al cambiamento climatico
La piattaforma nasce in un contesto produttivo segnato da una crescente instabilità climatica. L’analisi delle variazioni climatiche degli ultimi vent’anni, correlata alle anomalie osservate nella coltivazione della vite, evidenzia una anticipazione e un’intensificazione della maturazione delle uve, con effetti diretti sulla gestione della fase pre-vendemmiale e sull’equilibrio tecnologico e fenolico delle produzioni.
I dati climatici di riferimento, elaborati anche sulla base delle serie storiche di Arpa Piemonte, indicano che negli ultimi 60 anni in Piemonte le temperature massime sono aumentate di circa +2,1 °C e le minime di +1,5 °C, valori superiori alla media globale. Nelle aree montane, che rappresentano il 48% del territorio regionale, l’incremento raggiunge +2,8 °C nelle massime e +1,8 °C nelle minime. Particolarmente rilevante è l’aumento delle temperature medie nei mesi di settembre, ottobre e novembre, che in alcuni comuni tocca i +3 °C, con ricadute dirette sulla fenologia della vite. Nel Canavese, nell’ultimo ventennio, si registrano anomalie comprese tra +1 e +2 °C sulle medie annue.
Le proiezioni climatiche indicano un possibile ulteriore incremento medio annuo compreso tra 1,5 e 2,5 °C, con anticipi delle fasi fenologiche stimati tra 6 e 22 giorni, fino a ipotizzare in alcune aree vendemmie a fine luglio. L’applicazione di modelli matematici ai dati climatici evidenzia inoltre una modifica delle dinamiche fitosanitarie, con maggiore incidenza di peronospora e oidio nelle aree più anomale.
Struttura e funzionamento della piattaforma
Clima e Vite è concepita come un sistema di supporto decisionale che integra dati climatici, letteratura scientifica e competenze agronomiche in un ambiente digitale organizzato per facilitare consultazioni rapide e mirate. Il sistema incrocia 14 rischi climatici individuati sull’ambiente e sulla vite con 164 effetti specifici e propone 107 misure di adattamento articolate tra interventi di breve periodo, applicabili nell’annata produttiva, e strategie di lungo periodo, da pianificare in chiave strutturale. L’impianto metodologico è sostenuto da 49 indicatori di monitoraggio, 67 fattori di variabilità del danno, 84 riferimenti bibliografici in aggiornamento continuo, 159 parole chiave e 74 voci di glossario tecnico.
L’utente che utilizza la piattaforma visualizza una tabella organizzata per tre macro-periodi stagionali della vite. Selezionando la stagione emergono i rischi climatici correlati; scegliendo il rischio specifico si accede alla descrizione degli effetti sul vigneto e alle relative strategie di adattamento, distinte tra misure immediatamente attuabili e interventi strutturali. L’interfaccia grafica, sviluppata da uno spin-off dell’Università di Firenze, privilegia semplicità di navigazione e accessibilità, con percorsi intuitivi che accompagnano il tecnico dalla diagnosi del rischio alla pianificazione delle risposte agronomiche.
Adattamento strutturale e visione strategica
La piattaforma non sostituisce il consulente aziendale e non fornisce soluzioni di “ultimo miglio”, ma offre un quadro strutturato e scientificamente validato a supporto delle decisioni. Le strategie proposte mirano a un adattamento sistemico che comprende, tra le altre, l’adozione di sistemi irrigui moderni e stabili, la revisione delle esposizioni e delle scelte di impianto, il potenziamento delle protezioni antigrandine e la gestione degli insetti alieni emergenti, quali recentemente la Popillia japonica, favorita da condizioni climatiche più miti.
Nella foto dell'articolo, da sinistra: Massimiliano Cipolletta, Bruno Mecca Cici e Gianluigi Orsolani