CONTROLLI AGROALIMENTARI, LA CABINA DI REGIA SI CONSOLIDA: 315MILA INTERVENTI IN UN ANNO RECORD
La tutela della qualità e della legalità nell’agroalimentare italiano rafforza il proprio sistema di vigilanza. Il 12 giugno, al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, si è riunita la Cabina di Regia dei controlli agroalimentari alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida e dei rappresentanti delle amministrazioni coinvolte nelle attività ispettive. Si tratta della prima riunione dopo l’entrata in vigore della legge sulla tutela agroalimentare, che ha consolidato il ruolo dell’organismo nel coordinamento delle attività di controllo lungo le filiere produttive.
I dati presentati nel corso dell’incontro evidenziano una crescita significativa dell’attività ispettiva. Nel quinquennio 2021-2025 il numero complessivo dei controlli è aumentato del 25,7%, passando da 251.659 a 315.308 interventi. Un incremento che non deriva soltanto da una maggiore quantità di verifiche, ma soprattutto da una diversa organizzazione del sistema, orientata alla condivisione delle informazioni, alla riduzione delle sovrapposizioni e alla selezione preventiva delle situazioni a maggiore rischio.
Più coordinamento tra gli enti di controllo
Le attività sono state svolte da ICQRF, Carabinieri del CUFAA e dei NAS, Capitanerie di Porto, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, AGEA attraverso Agecontrol e Polizia di Stato. Il dato più significativo riguarda proprio il livello di integrazione raggiunto tra queste amministrazioni.
I controlli congiunti, che prevedono la partecipazione di almeno due enti nella stessa operazione, sono quasi raddoppiati in due anni, passando da 1.127 nel 2023 a 2.174 nel 2025 (+93%). Il risultato conferma l’efficacia del modello organizzativo introdotto dalla Cabina di Regia, che punta a concentrare le risorse nei comparti e nei territori maggiormente esposti al rischio di frodi.
Controlli più mirati, aumentano le irregolarità accertate
Secondo il Masaf, l’aumento delle irregolarità accertate è riconducibile alla maggiore capacità di indirizzare le verifiche verso gli obiettivi più sensibili. I dati mostrano infatti una crescita delle contestazioni, dei sequestri e delle segnalazioni all’autorità giudiziaria.
Emblematico il caso del CUFAA: se nel 2021 risultava irregolare circa un’attività controllata su tre, nel 2025 le irregolarità hanno interessato oltre la metà delle attività ispezionate. Nel settore della ristorazione etnica le Capitanerie di Porto hanno accertato 415 illeciti su 594 controlli effettuati nel corso dell’ultimo anno. Particolarmente rilevanti anche i risultati ottenuti dall’ICQRF nei comparti vitivinicolo, oleario e lattiero-caseario. Su 137 controlli effettuati presso 101 strutture sono state rilevate 66 irregolarità, con 78 denunce e circa mille tonnellate di prodotti alimentari sequestrati.
Il ruolo delle banche dati e dell’analisi del rischio
Una parte crescente dell’efficacia dei controlli deriva dall’utilizzo di strumenti digitali condivisi. Il Registro Unico dei Controlli Ispettivi (RUCI) consente alle amministrazioni di coordinare le verifiche, evitare duplicazioni e concentrare le attività nei contesti a maggiore rischio. Nel 2025 gli inserimenti nel sistema hanno superato le 30 mila unità, con una crescita superiore al 300% rispetto a cinque anni fa. L’utilizzo delle banche dati rappresenta uno degli strumenti chiave per migliorare l’efficienza dell’azione pubblica e ridurre gli oneri amministrativi per le imprese che operano nel rispetto delle regole.
Piano Operativo dei Controlli 2026: focus su importazioni e conserve di pomodoro
Nel corso della riunione è stato approvato anche il Piano Operativo dei Controlli 2026, che introduce ulteriori strumenti di coordinamento tra le amministrazioni. Tra le novità figura il rafforzamento dei controlli congiunti e l’avvio di controlli “rafforzati”, con il coinvolgimento di almeno tre enti ispettivi nella stessa operazione. Tra i comparti oggetto di particolare attenzione entra anche il settore delle conserve di pomodoro, che si affianca alle filiere già considerate prioritarie come olio d’oliva, ortofrutta, cereali e lattiero-caseario.
Una parte importante delle attività sarà inoltre dedicata ai prodotti provenienti dall’estero. Le verifiche interesseranno porti, valichi e punti di ingresso delle merci, con particolare attenzione agli aspetti legati alla tracciabilità, alla sicurezza alimentare e al rispetto delle norme sul benessere animale.
Controlli e competitività delle filiere
La riunione della Cabina di Regia conferma come il tema dei controlli sia ormai strettamente collegato alla competitività dell’agroalimentare italiano. In un contesto caratterizzato dall’aumento degli scambi internazionali e dal confronto con produzioni provenienti da Paesi terzi, la capacità di garantire autenticità, qualità e trasparenza diventa un fattore economico oltre che normativo.
Non a caso il ministro Lollobrigida ha richiamato il tema della reciprocità negli accordi commerciali internazionali, sottolineando la necessità che le importazioni rispettino gli stessi standard richiesti alle imprese europee. L’obiettivo indicato dal Masaf è rendere i controlli sempre più coordinati, selettivi e basati sull’analisi del rischio, rafforzando la tutela delle filiere produttive e la competitività dell’agroalimentare italiano in un mercato globale sempre più aperto e complesso.