DIECI ANNI DI “COLTIVIAMO AGRICOLTURA SOCIALE”: PREMIATI I PROGETTI VINCITORI

Dieci anni di progetti, persone e territori. Dieci anni in cui l’agricoltura si è confermata non solo attività produttiva, ma anche strumento di inclusione, coesione sociale e sviluppo locale. È questo il bilancio che emerge dalla cerimonia di premiazione della decima edizione del bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale” che si è svolta ieri a Roma, a Palazzo della Valle, sede nazionale di Confagricoltura, alla presenza del sottosegretario di Stato Patrizio La Pietra.

 

Promosso da Confagricoltura, Senior L’età della Saggezza Onlus e Reale Foundation, in collaborazione con la Rete delle Fattorie Sociali, il bando ha celebrato un percorso avviato all’indomani della legge 141 del 18 agosto 2015, che ha definito per la prima volta il quadro normativo dell’agricoltura sociale in Italia. In dieci anni sono stati erogati 1,2 milioni di euro a fondo perduto, finanziati 33 progetti, tutti monitorati e pienamente operativi, a fronte di 728 candidature complessive e 29 borse di studio. Numeri che raccontano un modello ormai consolidato, capace di sostenere iniziative rivolte a persone con disabilità fisiche e mentali, soggetti con disturbi dello spettro autistico, giovani in difficoltà educativa, immigrati e rifugiati, donne fragili e vittime di violenza. Un’agricoltura che produce valore economico e, allo stesso tempo, genera impatto sociale.

 

I tre progetti vincitori della sezione ordinaria hanno ricevuto un contributo di 40.000 euro ciascuno, accompagnato da borse di studio per il Master in Agricoltura Sociale dell’Università di Roma Tor Vergata. Tra questi, il progetto piemontese “8pari = Vino Sociale e Pari Opportunità”, presentato dalla cooperativa sociale Progetto Emmaus in collaborazione con l’azienda agricola Cascina Piccaluga di Roberto Abellonio di Alba, nelle Langhe patrimonio Unesco.

 

“8pari” è un progetto di inclusione socio-lavorativa nel settore vitivinicolo che affronta una delle principali cause di marginalità: l’esclusione dal lavoro. Attraverso l’inserimento di persone fragili e con disabilità nelle attività di vigna e di cantina, il progetto crea occupazione, reti sociali e valore umano, trasformando il vino in un vero e proprio bene relazionale. Ogni giorno squadre di lavoratori, affiancati da tutor ed educatori professionali, operano nelle aziende vitivinicole di Langhe e Roero, favorendo autonomia, competenze e dignità professionale.


Insieme al progetto piemontese sono stati premiati “Vivaio sociale: coltiviamo inclusione” dell’azienda vivaistica Tammaro (Campania) e “L’Orto dell’Inclusione” della Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra (Emilia-Romagna). Il premio celebrativo del decennale, del valore di 20.000 euro e riservato a un’impresa guidata da under 35, è andato alla siciliana Tirollallà srls con il progetto “Everyone is an alien somewhere – Coltiviamo speranza”. Il premio della sezione speciale sulla gestione e riqualificazione del verde pubblico è stato assegnato alla cooperativa Ventotenemia APS, attiva sull’isola di Ventotene.