DIRETTIVA NITRATI, LA COMMISSIONE UE CONFERMA L’ATTUALE IMPIANTO. CRITICHE DA COPA-COGECA
La Commissione europea conferma che la Direttiva Nitrati, in vigore dal 1991, rimane uno strumento efficace per la tutela delle acque dall’inquinamento di origine agricola. Dopo un percorso di valutazione durato quasi tre anni, Bruxelles conclude che la normativa è ancora “adeguata allo scopo” e che le principali criticità derivano soprattutto da un’attuazione disomogenea da parte degli Stati membri, più che da limiti della legislazione stessa.
La valutazione, pubblicata il 15 luglio dalla Commissione, non propone una revisione sostanziale della direttiva, ma punta piuttosto a migliorarne l’applicazione attraverso orientamenti destinati agli Stati membri. Tra le misure annunciate figurano chiarimenti sull’applicazione delle norme relative ai calendari di spandimento, agli adempimenti amministrativi e alla pianificazione della fertilizzazione, con l’obiettivo di renderne l’attuazione più proporzionata alle diverse condizioni climatiche e produttive. L’iniziativa si inserisce anche nel Piano d’azione europeo sui fertilizzanti e nella Strategia europea per la resilienza idrica.
La Commissione ribadisce che la Direttiva ha contribuito in modo significativo alla riduzione dell’inquinamento da nitrati e dell’eutrofizzazione delle acque, ma evidenzia come persistano ancora ampie aree in cui gli obiettivi di qualità non sono stati raggiunti. Per Bruxelles, la priorità resta quindi una piena e corretta applicazione delle disposizioni esistenti.
Su questa impostazione intervengono con toni critici Copa e Cogeca, le organizzazioni che rappresentano gli agricoltori e le cooperative agricole europee. Secondo le due organizzazioni, la valutazione della Commissione fotografa una normativa concepita oltre trent’anni fa senza considerare quanto il settore agricolo sia cambiato nel frattempo.
Nel comunicato diffuso ieri Copa e Cogeca ricordano che dal 1991 l’Unione europea si è ampliata, il cambiamento climatico ha modificato le condizioni agronomiche, la ricerca scientifica ha prodotto nuove conoscenze e sono disponibili tecnologie di agricoltura di precisione che consentono una gestione molto più efficiente dei nutrienti. A loro giudizio, questi elementi avrebbero dovuto aprire la strada a una modernizzazione della Direttiva, anziché confermarne sostanzialmente l’impianto originario.
Le organizzazioni agricole riconoscono che la Direttiva ha contribuito in passato al miglioramento della qualità delle acque, ma osservano che negli ultimi anni i progressi si sono rallentati in diversi Stati membri. Parallelamente, sostengono, gli obblighi amministrativi e gli investimenti richiesti alle aziende agricole sono aumentati in un contesto caratterizzato da forte volatilità dei prezzi, crisi dei fertilizzanti, instabilità geopolitica e crescente pressione climatica.
Uno dei principali rilievi riguarda l’analisi economica della Commissione. Secondo Copa e Cogeca, la valutazione non tiene adeguatamente conto dell’evoluzione delle strutture aziendali europee, della diversità dei sistemi produttivi e dell’impatto cumulativo delle numerose norme introdotte negli ultimi decenni. Di conseguenza, gli effetti delle prescrizioni sui costi aziendali e sulla competitività agricola risulterebbero sottostimati.
Le due organizzazioni criticano inoltre l’assenza di proposte concrete per semplificare il quadro normativo e renderlo più coerente con le nuove strategie europee. In particolare, evidenziano una scarsa integrazione con gli obiettivi contenuti nella Visione per il futuro dell’agricoltura, nella Strategia europea per l’allevamento e nel Piano d’azione sui fertilizzanti, che puntano a favorire una gestione più efficiente dei nutrienti, l’economia circolare e il recupero dei fertilizzanti organici.
Secondo Copa e Cogeca appare difficile sostenere che l’attuale Direttiva sia pienamente adeguata quando, da un lato, la qualità delle acque europee continua a presentare criticità e, dall’altro, strumenti innovativi come i sistemi avanzati di gestione del letame, il recupero dei nutrienti e le alternative ai fertilizzanti minerali non trovano ancora un’integrazione normativa sufficiente.
Per questo motivo le organizzazioni agricole considerano la valutazione pubblicata dalla Commissione soltanto un primo passaggio. Il successivo dialogo sull’attuazione della Direttiva dovrà, a loro avviso, tradursi in una reale semplificazione amministrativa, in maggiore spazio all’innovazione tecnologica e in un quadro regolatorio aggiornato sulle più recenti evidenze scientifiche, capace di coniugare la tutela ambientale con la competitività e la resilienza delle imprese agricole europee.