GASOLIO AGRICOLO, ARRIVA IL CREDITO D’IMPOSTA: SOLLIEVO IMMEDIATO, MA È ANCORA EMERGENZA COSTI
Il Consiglio dei Ministri di ieri è intervenuto sul caro energia accogliendo le richieste delle organizzazioni agricole e introducendo un credito d’imposta del 20% sul gasolio per il mese di marzo. Una misura mirata, pensata per evitare il blocco delle semine primaverili in una fase critica per l’annata agraria, segnata da un’escalation senza precedenti dei costi produttivi.
Il provvedimento estende al comparto agricolo il meccanismo già adottato per la pesca e si inserisce nel più ampio decreto energia, che proroga anche il taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio. Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente nel 2025 i consumi di gasolio agricolo in Italia hanno raggiunto 2,2 miliardi di litri, a conferma della centralità di questo input nei sistemi produttivi nazionali. Il quadro dei prezzi è fortemente critico. Il gasolio agricolo ha superato 1,4 euro al litro, con un incremento superiore al 44% rispetto a inizio anno, mentre nelle rilevazioni più recenti il diesel stradale ha oltrepassato stabilmente i 2,1 euro/litro in molte regioni. L’impennata è legata alle tensioni geopolitiche e alle dinamiche speculative lungo la filiera energetica.
La misura arriva in un momento particolarmente delicato: le lavorazioni primaverili richiedono un impiego intensivo di macchine agricole e il costo del carburante incide fino al 15–20% sui costi totali in diversi comparti, come evidenziato da Confagricoltura. A questo si aggiunge il rincaro dei fertilizzanti, con l’urea salita fino a 835 euro/tonnellata rispetto ai 585 euro pre-crisi, secondo elaborazioni su dati di mercato.
Le organizzazioni agricole accolgono positivamente l’intervento, pur evidenziandone i limiti. Coldiretti sottolinea che il credito d’imposta “è determinante per salvare le semine primaverili”, ricordando come l’aumento del gasolio – da 0,85 a oltre 1,45 euro/litro – abbia già messo sotto pressione le imprese, al punto da spingere l’organizzazione a segnalare possibili speculazioni alle autorità competenti. Confagricoltura evidenzia l’efficacia della misura nel contenere la perdita di competitività e nel ridurre il rischio di trasmissione dei rincari lungo la filiera agroalimentare, con effetti diretti sui prezzi al consumo. Più prudente la posizione di Cia-Agricoltori Italiani, che definisce il provvedimento “un primo passo”, chiedendo una proroga almeno fino a maggio e interventi strutturali su energia e fertilizzanti per sostenere le filiere più esposte, in particolare cerealicola e zootecnica.
Dal lato istituzionale il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti parla di misura “cautelativa” per tamponare una fase di forte instabilità, mentre il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida sottolinea l’impatto diretto sulla tenuta produttiva e sul contenimento dei prezzi alimentari. Con l’estensione del conflitto in Medio Oriente il quadro è complesso. L’intervento governativo offre liquidità immediata e consente di evitare uno stop operativo nei campi, ma non modifica le dinamiche strutturali dei costi energetici. Senza un riequilibrio dei mercati delle materie prime e politiche europee coordinate su energia e input agricoli, il rischio è quello di una compressione dei margini aziendali e di un progressivo indebolimento della capacità produttiva nazionale.