GIANSANTI CONFERMATO ALLA GUIDA DEL COPA: PAC E BILANCIO UE AL CENTRO DEL NUOVO MANDATO
Massimiliano Giansanti è stato confermato alla guida degli agricoltori europei. Il presidente di Confagricoltura è stato rieletto il 2 ottobre a Bruxelles alla presidenza del Copa per il mandato 2026-2028. Al centro della nuova fase ci sono il futuro della Politica agricola comune, le risorse del bilancio UE, la competitività delle imprese e il peso dell’agricoltura nelle politiche commerciali europee.
Giansanti era arrivato per la prima volta presidente del Copa il 27 settembre 2024, dopo averne ricoperto la vicepresidenza. Il primo mandato ha quindi coperto il biennio 2024-2026. Tra le priorità indicate allora figuravano revisione della PAC, tutela del reddito agricolo e reciprocità negli scambi con i Paesi terzi.
Il Copa, Comitato delle organizzazioni professionali agricole, è nato nel 1958 e costituisce la rappresentanza delle organizzazioni agricole presso le istituzioni dell’Unione europea. Oggi riunisce 60 organizzazioni dei Paesi UE e rappresenta oltre 22 milioni di agricoltori e loro familiari. Opera con la Cogeca, che rappresenta circa 22.000 cooperative agricole europee.
Nel programma della nuova presidenza Giansanti pone in primo piano un bilancio europeo adeguato e una PAC capace di sostenere reddito e competitività. «Il cibo è soft power», afferma nel comunicato, chiedendo che la sicurezza alimentare sia collocata tra le priorità strategiche dell’Unione insieme a difesa ed energia.
Il confronto entra ora in una fase istituzionale intensa. Il 12 ottobre è previsto il Consiglio Ambiente e il 15-16 ottobre il Consiglio europeo; il 26-27 ottobre, a Lussemburgo, si riunirà il Consiglio Agricoltura e Pesca. Seguiranno altri due Consigli Agrifish il 23 novembre e il 14-15 dicembre.
Sono appuntamenti destinati a incrociare dossier decisivi per le imprese agricole: risorse finanziarie dell’Unione e futura PAC, competitività, commercio internazionale e politiche ambientali. Temi sui quali il Copa guidato da Giansanti punta a rafforzare il peso negoziale degli agricoltori europei.