GRANDINE, IL MALTEMPO CONTINUA A COLPIRE I CAMPI: DOPO IL TRENTINO NUOVI DANNI ANCHE NEL PIACENTINO

 

Non si arresta l’ondata di maltempo che sta interessando l’agricoltura italiana. Dopo le violente grandinate che nei giorni scorsi hanno colpito il Trentino e numerose aree del Centro-Nord, nella mattinata di oggi, 20 luglio, un nuovo violento nubifragio accompagnato da grandine si è abbattuto sulla Bassa Pianura Piacentina.

Ne da notizia Confagricoltura Piacenza, che segnala chicchi “grandi come albicocche” caduti soprattutto nella zona di Monticelli d’Ongina, dove sono stati colpiti campi di pomodoro, mais e altre colture estensive. L’organizzazione sta effettuando in queste ore la ricognizione dei danni, mentre gli agricoltori fanno i conti con il terzo evento estremo registrato sul territorio dall’inizio di giugno.

 

“Non c’è pace nei campi”, sottolinea Confagricoltura Piacenza, ricordando che solo pochi giorni fa la provincia era stata sfiorata dal violento maltempo che aveva provocato ingenti danni soprattutto tra Modenese e Reggiano.

L’episodio segue di pochi giorni la violenta grandinata che il 13 luglio ha colpito il Trentino. Secondo le prime ricognizioni effettuate dal Consorzio Difesa Produttori Agricoli (Co.Di.Pr.A.) di Trento, sono stati interessati oltre 250 ettari di vigneto, con un valore assicurato superiore ai 5 milioni di euro. Le aree più colpite sono quelle di Isera, Nogaredo, Mossano e Borgo Sacco, dove in alcuni appezzamenti la produzione risulta completamente compromessa. Sono ancora in corso le verifiche in Val di Gresta, dove la grandine ha provocato danni rilevanti anche alle colture orticole.

 

Gli episodi delle ultime settimane confermano una crescente frequenza di eventi meteorologici estremi. Secondo il monitoraggio diffuso da Coldiretti in una sola settimana si sono registrati oltre 200 eventi estremi sul territorio nazionale, con danni segnalati anche in Emilia-Romagna, Lombardia e Marche.

Il quadro meteo è coerente con quanto evidenziato dalla Fondazione Edmund Mach per il Trentino, dove il 2026 finora è stato caratterizzato da temperature eccezionalmente elevate e precipitazioni inferiori alla media, condizioni che favoriscono la formazione di temporali violenti e grandinate di forte intensità.

Per il presidente di Co.Di.Pr.A. Trento Giovanni Menapace la resilienza delle aziende agricole passa sempre più attraverso strumenti di gestione del rischio, come assicurazioni agevolate, fondi mutualistici e innovazione tecnologica. Sulla stessa linea la direttrice Marica Sartori, secondo la quale gli eventi estremi rappresentano ormai una componente strutturale con cui l’agricoltura deve imparare a convivere.

 

La successione di episodi registrati nel giro di pochi giorni, dal Trentino all’Emilia-Romagna fino al Piacentino, riporta inoltre l’attenzione sugli strumenti di gestione del rischio introdotti negli ultimi anni. Tra questi il Fondo IST Uva, il primo fondo mutualistico nazionale dedicato alla stabilizzazione del reddito delle imprese vitivinicole, nato proprio per rafforzare la capacità delle aziende di affrontare una crescente volatilità climatica ed economica.