IL BIOLOGICO ITALIANO CONSOLIDA LA CRESCITA
L’Osservatorio SANA 2026, realizzato da Nomisma e presentato a Bologna in occasione di Rivoluzione Bio e SANA, conferma la fase di consolidamento del settore biologico italiano, sia sul versante produttivo, sia su quello dei consumi. Il quadro aggiornato al 2025 evidenzia un mercato interno che raggiunge i 6,9 miliardi di euro, con una dinamica positiva in tutti i principali canali di vendita. I dati dell’Osservatorio SANA 2026 evidenziano un settore ormai maturo, economicamente rilevante e strategico per la competitività del sistema agroalimentare nazionale, esempio di un modello produttivo orientato a valore aggiunto, sostenibilità e riconoscibilità internazionale.
Consumi: rafforzamento della domanda domestica
Nel 2025 i consumi domestici di prodotti biologici si attestano a 5,5 miliardi di euro, con una crescita del 6,2% rispetto al 2024. A questi si aggiungono 1,35 miliardi di euro legati ai consumi fuori casa, che comprendono ristorazione commerciale e collettiva. Il dato complessivo indica un rafforzamento strutturale della domanda interna, che consolida il biologico come componente stabile della spesa alimentare delle famiglie italiane. La distribuzione moderna si conferma il principale canale di vendita, con il 64% degli acquisti domestici per un valore di 3,5 miliardi di euro e una crescita annua del 6,1%. I negozi specializzati coprono il 20% del mercato, con un incremento del 7,5%, segnale di una domanda qualificata e fidelizzata. La pluralità dei canali contribuisce a stabilizzare il mercato e a ridurre la volatilità tipica delle fasi di transizione.
Superfici: Italia oltre il 20% della superficie agricola utilizzata
Sul piano produttivo le superfici coltivate con metodo biologico superano i 2,5 milioni di ettari, pari al 20,2% della superficie agricola utilizzata nazionale. L’Italia si colloca nettamente al di sopra della media dell’Unione europea, che si attesta all’11,2%, e si avvicina all’obiettivo del 25% fissato dalla strategia europea per il 2030 e recepito nel Piano Strategico Nazionale della Politica Agricola Comune con traguardo al 2027. L’espansione delle superfici si inserisce in una traiettoria pluriennale di crescita. I dati più recenti indicano un incremento costante, sostenuto dalle misure agroambientali della Pac, dall’interesse delle imprese agricole verso sistemi produttivi a minore impatto e dalla domanda di mercato.
Export e posizionamento competitivo
Il biologico italiano mantiene una forte vocazione internazionale. L’export 2024 ha raggiunto i 3,9 miliardi di euro, con una crescita del 7%, confermando il ruolo strategico del comparto nei mercati europei e nordamericani. Il posizionamento del Made in Italy biologico si fonda su qualità certificata, ampiezza dell’offerta e integrazione con le filiere a denominazione di origine. La combinazione tra crescita dei consumi interni ed espansione dell’export rafforza la stabilità economica del settore, riducendo la dipendenza da singoli mercati e ampliando le opportunità di pianificazione produttiva.
Implicazioni per le imprese agricole
Per le aziende agricole il superamento della soglia del 20% della superficie agricola nazionale in regime biologico rappresenta un passaggio strutturale. Il biologico non è più un segmento marginale, ma una componente centrale dell’agricoltura italiana. Le opportunità riguardano la valorizzazione dei prezzi, l’accesso a misure di sostegno dedicate e il miglioramento del posizionamento commerciale. Allo stesso tempo la crescita richiede maggiore efficienza tecnica nella gestione della fertilità del suolo, nel controllo delle avversità e nell’organizzazione di filiera. L’incremento delle superfici impone una programmazione attenta per evitare squilibri tra offerta e domanda e garantire stabilità dei margini.
Sostenibilità e politiche pubbliche
Il rafforzamento del biologico contribuisce agli obiettivi ambientali europei in materia di riduzione degli input chimici, tutela della biodiversità e mitigazione climatica. L’estensione delle superfici favorisce la diversificazione colturale e la conservazione della fertilità dei suoli, elementi coerenti con la nuova architettura verde della Pac. La prossimità al target del 25% della superficie agricola utilizzata in biologico conferma la posizione dell’Italia tra i Paesi leader in Europa. Il mantenimento di questo trend dipenderà dalla stabilità delle politiche di sostegno, dalla semplificazione amministrativa e dalla capacità delle filiere di integrare innovazione, certificazione e comunicazione efficace al consumatore.