IL REGNO UNITO AUTORIZZA IL PRIMO GRANO
Rothamsted Research, il più antico istituto di ricerca agraria al mondo, ha annunciato che una nuova varietà di grano tenero a basso contenuto di asparagina libera ha ricevuto lo status di organismo "precision bred" ai sensi del Genetic Technology (Precision Breeding) Act 2023 e dei relativi regolamenti attuativi del 2025. Si tratta di un passaggio apparentemente tecnico, ma destinato ad assumere rilievo ben oltre il Regno Unito: per la prima volta un frumento ottiene formalmente lo status di organismo "precision bred" nell'ambito della nuova normativa britannica, entrando nel percorso regolatorio verso il mercato alimentare, in attesa ora della valutazione della Food Standards Agency per l'uso alimentare e zootecnico.
La varietà nasce all'interno del progetto PROBITY (Platform to Rate Organisms Bred for Improved Traits and Yield), finanziato dal Defra con 2,2 milioni di sterline nell'ambito del Farming Innovation Programme, e guidato dal British On-Farm Innovation Network insieme a Rothamsted. Si tratta del secondo cereale a ottenere il riconoscimento "precision bred" (ossia ottenuto mediante miglioramento genetico di precisione) nel Regno Unito, dopo un orzo ad alto contenuto lipidico sviluppato dallo stesso istituto.
La scienza: perché l'asparagina conta
L'acrilammide è una sostanza classificata dallo IARC come cancerogeno di gruppo 2A, che si forma naturalmente attraverso la reazione di Maillard quando alimenti amidacei vengono cotti, fritti o tostati ad alte temperature. Il suo precursore diretto negli sfarinati di frumento è l'asparagina libera, un amminoacido che reagisce con gli zuccheri riducenti durante la cottura di pane, biscotti, prodotti da forno e cereali per la colazione.
I ricercatori di Rothamsted hanno utilizzato la tecnica CRISPR/Cas9 per inattivare il gene TaASN2 (asparagine synthetase-2), responsabile di una parte significativa della sintesi di asparagina nella cariosside di grano. Nei campi sperimentali condotti su due annate, la modifica genetica ha ridotto i livelli di asparagina libera del 59%, senza penalizzare la resa produttiva: un risultato che, secondo il responsabile scientifico del progetto Nigel Halford, sarebbe stato difficile da ottenere attraverso il solo miglioramento genetico convenzionale, vista la complessità del carattere e i tempi lunghi della selezione tradizionale su una specie poliploide come il grano tenero.
Un tema che riguarda anche l'Europa
La notizia arriva in una fase di profonda evoluzione del quadro regolatorio europeo. Il riferimento sull'acrilammide resta il Regolamento (UE) 2017/2158, che ha introdotto misure di attenuazione e livelli di riferimento per gli alimenti a rischio. Intanto, la Commissione europea sta lavorando a un rafforzamento della disciplina sul contaminante, con la prospettiva di introdurre limiti massimi per alcune categorie alimentari oltre agli attuali livelli di riferimento, in un contesto di crescente attenzione lungo tutta la filiera cerealicola e con possibili ricadute anche sugli scambi commerciali con i partner extra-UE, Regno Unito incluso.
È qui che si inserisce la seconda notizia rilevante delle ultime settimane: il 17 giugno il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il nuovo regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), note in Italia anche come Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), dopo il via libera del Consiglio UE del 21 aprile e un percorso negoziale aperto dalla proposta della Commissione nel luglio 2023. Il regolamento entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. La piena applicazione scatterà tuttavia solo dopo un periodo transitorio di due anni, necessario per l'adozione delle norme attuative, delle procedure di riconoscimento dello status varietale e delle banche dati europee. L'orizzonte realistico per l'entrata a regime è quindi la metà del 2028.
Il testo introduce una distinzione tra due categorie di piante. Le piante NGT-1, con un numero limitato di modifiche genetiche (fino a un massimo di venti) considerate ottenibili in linea di principio anche con la selezione convenzionale, vengono equiparate alle varietà tradizionali ed esentate dalla gran parte degli obblighi previsti per gli OGM, incluse tracciabilità ed etichettatura del prodotto finito (resta l'obbligo di etichettatura per sementi e materiale di moltiplicazione, oltre all'iscrizione in una banca dati pubblica UE). Quelle NGT-2, con modifiche più estese o complesse, restano invece soggette all'attuale disciplina OGM, con valutazione del rischio, autorizzazione preventiva ed etichettatura obbligatoria. Secondo le stime della Commissione europea, la maggior parte delle future piante sviluppate mediante NGT potrebbe rientrare nella categoria 1, quella meno vincolata.
Un dibattito ancora aperto
Come abbiamo già raccontato a proposito delle posizioni politiche sull'accordo di dicembre, il fronte è tutt'altro che compatto. Le organizzazioni agricole e i principali istituti di ricerca - CREA in testa, che coordina il progetto TEA4IT su pomodoro, riso, vite e un orzo resistente alla siccità già classificato NGT-1 - vedono nel nuovo regolamento uno strumento per accelerare la disponibilità di varietà più resilienti a siccità, fitopatie e uso ridotto di input chimici. Le associazioni del biologico e diverse organizzazioni ambientaliste e di consumatori contestano invece l'assenza di etichettatura in filiera per le varietà NGT-1, ritenendola una rinuncia al diritto di scelta informata, e sollevano il tema, non ancora risolto, della concentrazione dei brevetti sulle sementi nelle mani di pochi grandi operatori globali, per il quale il regolamento prevede l'istituzione di un gruppo di esperti dedicato e uno studio della Commissione entro un anno dall'entrata in vigore.
Le prospettive per il grano europeo
Il caso britannico del grano a basso contenuto di asparagina offre un banco di prova concreto per capire cosa potrebbe succedere in Europa una volta che il regolamento NGT sarà pienamente operativo. Una modifica mirata di un gene endogeno, ritenuta assimilabile a cambiamenti ottenibili anche mediante miglioramento genetico convenzionale, rappresenta il tipo di intervento che il legislatore europeo ha inteso assimilare, sotto il profilo regolatorio, al miglioramento genetico convenzionale attraverso la categoria NGT-1. Se il percorso di riconoscimento dello status varietale funzionerà come previsto, varietà di grano a basso rischio acrilammide sviluppate con editing genomico potrebbero, in prospettiva, affiancare gli strumenti già disponibili per l'industria molitoria e della panificazione - selezione di cultivar a basso tenore di zuccheri riducenti, ottimizzazione dei processi di cottura, uso di asparaginasi enzimatica - senza richiedere investimenti aggiuntivi sulle linee produttive.
Il caso Rothamsted mostra inoltre come le nuove tecniche genomiche possano essere impiegate non soltanto per migliorare le prestazioni agronomiche delle colture, ma anche per intervenire direttamente sulla qualità e sulla sicurezza degli alimenti destinati al consumatore.
Resta da capire quanto rapidamente la ricerca pubblica italiana ed europea sarà in grado di tradurre la nuova cornice regolatoria in varietà effettivamente disponibili per gli agricoltori, e quanto la filiera saprà comunicare al consumatore il significato di questa innovazione, distinguendola con chiarezza dagli OGM transgenici ai quali per anni è stata impropriamente associata. La rapidità con cui ricerca, filiera e istituzioni sapranno affrontare queste sfide determinerà la diffusione concreta delle nuove varietà e il ruolo che le NGT potranno assumere nella competitività dell'agricoltura europea.