INFLAZIONE E CONTI PUBBLICI, L'ITALIA CHIEDE PIÙ FLESSIBILITÀ ALL'UE
Palazzo Chigi porta il tema al prossimo Ecofin. Confagricoltura chiede di prorogare e ampliare il quadro temporaneo degli aiuti di Stato, in scadenza il 31 dicembre
L'Italia chiede all'Unione europea di tenere conto dell'inflazione nel calcolo dei parametri di bilancio. Il 30 settembre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato una lettera alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen perché la questione sia affrontata all'Ecofin della settimana successiva e poi in sede di Consiglio europeo. Per l'agricoltura, esposta ai rincari di carburanti, energia e fertilizzanti, il confronto riguarda anche un secondo terreno: quello degli aiuti di Stato.
La richiesta italiana
Meloni ha indicato la necessità di «riconoscere agli Stati membri una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese», a fronte della crescita dell'inflazione determinata dal caro energia a livello globale. La richiesta avanzata dal Governo è di tenere conto della maggiore inflazione nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito. Una questione che l'Italia ha già posto in sede Ecofin e sulla quale, secondo la presidente del Consiglio, si stanno muovendo anche altri Stati membri.
Per il settore agricolo il tema assume un rilievo particolare perché l'aumento dei prezzi dell'energia si trasferisce direttamente sui costi di produzione, dai carburanti ai fertilizzanti. Un eventuale maggiore margine di bilancio per gli Stati membri potrebbe quindi ampliare la capacità dei governi di sostenere famiglie e imprese. Su un piano distinto ma strettamente collegato opera la disciplina europea degli aiuti di Stato, che stabilisce le condizioni entro le quali le risorse pubbliche possono essere destinate alle aziende. È proprio su questo secondo versante che entra in gioco il METSAF, il quadro temporaneo adottato dalla Commissione europea per fronteggiare le conseguenze economiche della crisi in Medio Oriente.
La crisi in Medio Oriente e il quadro europeo
Alla base dell'emergenza c'è la crisi in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha colpito i flussi di petrolio, gas e fertilizzanti. Secondo la Commissione europea, a maggio i prezzi medi dei fertilizzanti azotati nell'UE risultavano indicativamente superiori del 30% rispetto a febbraio e di circa il 70% rispetto alla media del 2024. Per l'agricoltura l'impatto passa soprattutto dai carburanti e dai concimi, in particolare quelli azotati, la cui produzione è fortemente legata alla disponibilità e al prezzo del gas.
L'Unione europea ha risposto il 29 aprile 2026 con il Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato in risposta alla crisi in Medio Oriente, il METSAF, applicabile fino al 31 dicembre 2026. Per agricoltura, pesca e alcuni comparti dei trasporti consente agli Stati membri di compensare fino al 70% dei maggiori costi di carburanti e fertilizzanti direttamente verificati a livello del singolo beneficiario.
Per i maggiori costi del carburante è prevista inoltre un'opzione semplificata, fino a 50.000 euro per beneficiario, che può essere calcolata anche sulla base di parametri di riferimento pertinenti. I regimi nazionali devono essere notificati alla Commissione e autorizzati prima della concessione degli aiuti.
Il regime italiano da 285 milioni
Il 28 agosto la Commissione europea ha approvato un regime italiano da 285 milioni di euro destinato alle imprese dei settori agricolo, della pesca e dell'acquacoltura, sotto forma di sovvenzioni dirette e agevolazioni fiscali. Per le aziende agricole gli importi sono determinati sulla base di stime dei consumi di carburante e fertilizzanti. Il regime è stato autorizzato nell'ambito del METSAF e gli aiuti possono essere concessi entro il 31 dicembre 2026. La concreta applicazione alle imprese dipende dalle modalità operative nazionali.
Confagricoltura chiede di ampliare il quadro
Sull'iniziativa di Palazzo Chigi è intervenuta Confagricoltura, che la giudica un passo nella direzione auspicata e rilancia la richiesta di un nuovo Temporary Framework. Il presidente Massimiliano Giansanti parla di «un brusco deterioramento della ragione di scambio», cioè del rapporto tra i prezzi che l'agricoltore incassa per le proprie produzioni e quelli che paga per acquistare mezzi tecnici, energia e servizi. «L'agricoltura è strategica», afferma Giansanti, «al pari della difesa dei confini e dell'approvvigionamento energetico».
Il presidente di Confagricoltura richiama anche alcuni dossier destinati a incidere sugli equilibri dell'Unione, a partire dal possibile allargamento all'Ucraina, che a suo giudizio trovano ancora poco spazio nel dibattito pubblico italiano ma avranno conseguenze sulle politiche europee e sulle risorse disponibili.
L'organizzazione agricola chiede di prorogare e ampliare il quadro temporaneo, prendendo in considerazione non soltanto i danni diretti e indiretti provocati dalla crisi, ma anche l'inflazione e l'aumento dei costi produttivi, in particolare quelli energetici. Tra le proposte figurano sgravi fiscali, previdenziali e creditizi e la possibilità di arrivare a una copertura dei maggiori costi fino al 100%, superando quindi l'attuale limite del 70% previsto dal METSAF. Confagricoltura chiede inoltre la proroga o la sospensione temporanea di alcuni adempimenti previsti dalla normativa comunitaria in materia ambientale.
Tempi stretti e risorse nazionali
Il METSAF offre agli Stati uno strumento rapido, con procedure di autorizzazione accelerate e, per il carburante, una modalità semplificata che può ridurre gli oneri di documentazione per le imprese. Il principale limite è temporale: il quadro scade il 31 dicembre, a pochi mesi dalla sua introduzione.
C'è poi una questione finanziaria. Il METSAF autorizza gli Stati a intervenire, ma gli aiuti dipendono dalle risorse che ciascun governo è in grado di mettere a disposizione. È su questo terreno che la richiesta italiana di maggiore flessibilità sui conti pubblici può incrociare il tema agricolo: un maggiore spazio fiscale potrebbe aumentare la capacità nazionale di finanziare misure di sostegno, fermo restando il rispetto delle regole europee sugli aiuti di Stato.
La richiesta di arrivare a una copertura del 100% dei maggiori costi e quella di sospendere temporaneamente alcuni adempimenti ambientali richiederebbero invece ulteriori decisioni a livello europeo. Entrano infatti in gioco non soltanto il sostegno al reddito delle imprese, ma anche la parità delle condizioni concorrenziali tra gli agricoltori dei diversi Stati membri e gli obiettivi ambientali dell'Unione.
Le prossime decisioni
Per le imprese agricole i passaggi da seguire sono quindi due. Il primo riguarda l'attuazione concreta del regime italiano da 285 milioni di euro già autorizzato da Bruxelles. Il secondo è politico e riguarda l'esito del confronto sulla flessibilità di bilancio che l'Italia intende portare all'Ecofin e successivamente in sede europea.
Solo dopo questi passaggi sarà possibile capire se la maggiore flessibilità richiesta da Roma potrà tradursi anche in nuove risorse per sostenere le imprese agricole e se Bruxelles aprirà alla proroga o alla revisione del METSAF oltre il 31 dicembre. Per ora l'ampliamento del quadro temporaneo, la copertura fino al 100% dei maggiori costi e la sua estensione oltre il 2026 restano richieste avanzate dal mondo agricolo, non decisioni già assunte.