LOMBARDIA, 4,8 MILIONI DI EURO PER RAFFORZARE LA BIOSICUREZZA NEGLI ALLEVAMENTI SUINICOLI

La Regione Lombardia rafforza la strategia di contrasto alla Peste suina africana con un nuovo bando da 4,78 milioni di euro destinato agli investimenti per la biosicurezza degli allevamenti.

Il provvedimento, approvato con decreto regionale, è rivolto alle micro, piccole e medie imprese del comparto suinicolo e finanzia fino all’80% delle spese ammissibili per investimenti compresi tra 3.000 e 300.000 euro. Tra gli interventi finanziabili figurano recinzioni anti-cinghiale, zone filtro tra aree pulite e sporche, sistemi automatici di disinfezione dei mezzi, punti di sanificazione del personale, attrezzature per la gestione degli effluenti e opere di adeguamento delle strutture aziendali. Priorità sarà attribuita agli allevamenti situati nelle aree soggette a restrizioni sanitarie.

 

Le domande potranno essere presentate attraverso la piattaforma “Bandi e Servizi” della Regione Lombardia da oggi fino all’8 ottobre 2026. Il bando si inserisce in un quadro epidemiologico che continua a richiedere particolare attenzione. Secondo il bollettino nazionale aggiornato al 16 luglio, dall’inizio dell’emergenza sono stati registrati quasi quattromila casi di Peste suina africana nei cinghiali e oltre trentamila casi negli allevamenti.

 

Nel frattempo il Commissario straordinario alla PSA Giovanni Filippini ha emanato la nuova ordinanza nazionale che disciplina fino al marzo 2027 le misure di controllo della fauna selvatica, prevedendo un rafforzamento delle attività di depopolamento dei cinghiali nelle aree interessate dall’emergenza.

 

Anche altre realtà stanno investendo nella prevenzione. La Regione Emilia-Romagna ha annunciato un nuovo stanziamento per la biosicurezza aziendale e ulteriori risorse per il contenimento della fauna selvatica, mentre la Regione Piemonte aveva già attivato analoghi interventi nell’ambito della precedente programmazione dello sviluppo rurale. Il contrasto alla Psa continua quindi a poggiare su due pilastri complementari: il rafforzamento delle difese negli allevamenti e il controllo della popolazione dei cinghiali, principale vettore della diffusione del virus.