MERCATO UNICO, VON DER LEYEN AL PARLAMENTO EUROPEO: CHE COSA C'È PER L'AGRICOLTURA
Ieri la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha tenuto un ampio discorso alla plenaria del Parlamento europeo sul rilancio del mercato unico. Un intervento denso di annunci su digitale, energia, lavoro e sostenibilità. L'agricoltura non è stata citata esplicitamente, ma chi lavora nel settore può leggere tra le righe: molti dei temi toccati la riguardano da vicino.
Filiere e materie prime: il punto critico delle forniture
Il passaggio forse più rilevante per il mondo agricolo e agroalimentare riguarda la resilienza delle catene di approvvigionamento. Von der Leyen ha detto chiaramente: "Dalla pandemia, le nostre aziende hanno dovuto affrontare una lunga serie di interruzioni della catena di approvvigionamento."
Per affrontare il problema, la Commissione ha annunciato due strumenti concreti. Il primo è RESourceEU (Piano d'Azione per le Materie Prime Strategiche), un programma da 3 miliardi di euro varato a dicembre 2025 per ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di materie prime critiche - litio, cobalto, terre rare, manganese - su cui oggi l'UE dipende quasi interamente da fornitori esterni, Cina in testa. Il piano coordina gli acquisti tra Stati membri, rafforza il riciclo interno e punta a costruire scorte strategiche condivise.
Il secondo è il Critical Raw Materials Centre (Centro Europeo per le Materie Prime Critiche), il braccio operativo di RESourceEU, ispirato al modello giapponese JOGMEC. È un ente che raccoglie l'intelligence di mercato sulle filiere delle materie prime, indirizza i finanziamenti pubblici e privati verso i progetti prioritari e facilita gli acquisti congiunti tra imprese europee. In pratica, è la regia unica che l'Europa non ha mai avuto per garantirsi forniture strategiche stabili. Per l'agricoltura il collegamento è indiretto ma concreto: fertilizzanti, macchinari, sensori per l'agricoltura di precisione dipendono tutti da queste materie prime. Una maggiore sicurezza di fornitura si traduce, nel tempo, in minore volatilità dei costi di produzione. La visita della presidente in Messico, annunciata nel discorso, per finalizzare l'accordo commerciale bilaterale si inserisce in questo stesso quadro di diversificazione strategica. Il Messico è fornitore di materie prime critiche, ma è anche un mercato agricolo rilevante: un accordo potrebbe aprire nuove opportunità all'export agroalimentare italiano ed europeo, con effetti però da monitorare anche sul fronte della concorrenza sui mercati interni.
Sostenibilità: l'Industrial Accelerator Act (Legge Acceleratore Industriale)
Von der Leyen ha ribadito che la sostenibilità deve essere parte integrante delle regole del mercato, annunciando l'Industrial Accelerator Act, ovvero la Legge Acceleratore Industriale. Si tratta di un provvedimento legislativo in preparazione che punta a creare "mercati leader" per i prodotti a basse emissioni di carbonio in tutta l'Unione, favorendo con regole e incentivi chi produce e acquista beni e servizi "puliti". Per il mondo agricolo significa che chi ha già investito in pratiche sostenibili, quali biologico, filiere a ridotte emissioni, economia circolare, potrebbe trovarsi avvantaggiato da un quadro normativo che premia questi prodotti a livello continentale. Il rischio, come spesso accade, è che le imprese agricole si trovino a sostenere i costi della transizione senza adeguato supporto nella fase di avvio.
Burocrazia e gold-plating: un tema caro agli agricoltori
Von der Leyen è tornata a evocare la lotta alla cosiddetta "gold-plating", il recepimento nazionale delle norme europee con oneri aggiuntivi rispetto a quanto richiesto da Bruxelles. Un problema che il mondo agricolo italiano conosce bene: dai piani d'uso dei fitofarmaci alle norme sull'irrigazione, passando per i controlli sulle etichette, spesso le imprese italiane si trovano a competere con colleghi europei che applicano le stesse direttive con meno vincoli aggiuntivi. La "tabella di marcia One Europe, One Market" (Un'Europa, Un Mercato) citata nel discorso finale potrebbe portare a qualche semplificazione, ma resta da vedere con quali tempi e con quale impatto reale sul settore primario.
Un capitolo ancora aperto: la PAC e il ruolo di chi produce cibo
In un discorso così ampio e articolato è comprensibile che non tutti i temi trovino spazio. La Politica Agricola Comune e le questioni legate al reddito agricolo e alla competitività dei produttori primari non vengono citate esplicitamente, ma restano sullo sfondo come capitolo aperto del più grande progetto di rilancio del mercato unico. Un tema che il dibattito politico europeo degli ultimi anni, animato anche dalle mobilitazioni degli agricoltori, ha riportato prepotentemente all'attenzione delle istituzioni. La direzione di marcia è segnata, l'ambizione non manca. Resta da vedere quanto di tutto questo arriverà dove il mercato unico comincia davvero: nella terra che si lavora, negli animali che si allevano, nei prodotti che si trasformano e che portano l'Europa sulle tavole del mondo.