NOCCIOLE, LA CAMPAGNA 2026 PARTE CON PREZZI IN CALO: PESA LA RIPRESA DELL’OFFERTA
Le prime quotazioni della campagna 2026 indicano un ridimensionamento dei prezzi delle nocciole italiane rispetto ai livelli elevati dello scorso anno. I dati Ismea della seconda settimana di settembre mostrano un prezzo medio all’origine di 3,23 euro/kg, in diminuzione dell’8,1% su base annua, con flessioni più accentuate per alcune delle principali varietà.
In Piemonte il primo riferimento della stagione è arrivato dalla Fiera della Nocciola di Castagnole delle Lanze, dove la commissione di filiera ha indicato 10 euro per punto resa per le partite di prima fascia. Con una resa di 44 punti il valore corrisponde, ad esempio, a 440 euro al quintale.
Le rilevazioni Ismea consentono di leggere più chiaramente la tendenza. Nella seconda settimana di settembre la Tonda Gentile Trilobata quota 4,10 euro/kg all'origine, il 18% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. La Tonda di Giffoni si attesta a 3,30 euro/kg, con una flessione annua del 13,8%, mentre la Tonda avellinese, a 3 euro/kg, perde il 9,1%. La situazione è diversa per la Tonda Romana, rilevata a Viterbo a 3,25 euro/kg: il prezzo è sceso del 18,8% nell'ultima rilevazione settimanale, ma resta superiore del 47,7% rispetto a un anno prima.
Il confronto richiede attenzione perché i prezzi Ismea all’origine, espressi in euro/kg e IVA esclusa, non sono direttamente sovrapponibili ai listini commerciali espressi a punto resa, nei quali il valore finale dipende dalla resa alla sgusciatura e dalle caratteristiche qualitative della partita.
Sul mercato pesa soprattutto il ritorno di una maggiore disponibilità internazionale dopo una campagna 2025 particolarmente difficile. L’INC (’International Nut and Dried Fruit Council, organizzazione internazionale di riferimento per il comparto della frutta a guscio e della frutta essiccata). indicava già nei primi mesi del 2026 una disponibilità più favorevole, sostenuta dalle scorte, dall'aumento dell'offerta in altri Paesi produttori e da una domanda meno dinamica. Per il Cile, in particolare, veniva stimata una produzione 2026 di circa 120 mila tonnellate di nocciole in guscio.
Anche l'Italia arriva da un'annata fortemente deficitaria. Secondo i dati Istat appena pubblicati, nel 2025 la produzione nazionale di nocciole era diminuita del 30,3%, mentre le importazioni avevano raggiunto 935 mila quintali, un volume vicino ai 990 mila quintali prodotti nel Paese.
La campagna 2026 si apre quindi con un mercato meno teso rispetto allo scorso anno. Per i produttori italiani diventa ancora più importante la qualità commerciale: resa alla sgusciatura, calibro e soprattutto incidenza dei difetti, compresi cimiciato e avariato, possono determinare differenze significative sul prezzo effettivamente liquidato.