OROPA, POLENTA CONCIA DI RIGORE
Pellegrino e gastronomo sono due termini che difficilmente si abbinano, quasi che coloro che si impegnano in una gita spirituale vogliano distaccarsi da quanto può sembrare profano agli occhi dei più. Eppure, per via del gran numero di visitatori, laddove sorgono luoghi di culto, la proposta gastronomica è numerosa. Sin da bambino, ogni anno, il rituale di famiglia vuole che si faccia almeno una capatina nella conca di Oropa, dove si tramanda una bella leggenda che vuole che la Madonna Nera arrivi dal Medio Oriente.
Oropa è una frazione di Biella, distante, quando non c’è traffico, circa venti minuti dal centro cittadino: il santuario mariano attira per bellezza, silenzio, pace, natura anche coloro che non ne colgono l’aspetto religioso. Siamo in montagna, a circa 1300 slm e fiotti di turisti, sportivi, alpinisti, camminatori, si accalcano in estate, anche solo alla ricerca del refrigerio – pure qui, non più quello di una volta – di una boccata d’aria fresca e di un panino o di un piatto di polenta. Tanti sono i ristori, le baite disseminati intorno alla chiesa vecchia e alla Basilica eretta nel 1960, poca la diversificazione. Il menu è praticamente un copia incolla e la cantina, solitamente, una desolazione. Negli ultimi anni, bisogna segnalare una bella sorpresa. Nella parte più alta, a destra guardando la cupola del Santuario, la vecchia trattoria Valfrè, uno dei locali più conosciuti, sempre affollato, ha fatto un notevole salto di qualità.
Rimane lo spazio esterno con grandi tavolate, sorta di rustica veranda di legno con tovagliette di carta e atmosfera da bocciofila d’antan; si sono aggiunti alcuni posti sullo spiazzo antistante l’ingresso con vista sulla vallata e, all’interno della casa d’epoca, la mise en place diventa elegantemente sobria, con alcuni azzeccati calici della Bormioli a sostituire i classici bicchieri da osteria. E ben vengano, perché le banali referenze enologiche, che trovavamo fino a pochi anni fa, hanno lasciato spazio a poche ma serie cantine tra cui la decorosissima Freisa di Chieri frizzante della Terra dei Santi. Ideale per accompagnare i piatti, sempre quelli, semplici ma fatti bene e a prezzi che non si trovano più. Imperdibile la polenta concia, quella locale è untuosa, cremosa, filante e con abbondanza di burro fuso a completare l’amalgama della farina di mais con Maccagno e altri formaggi, da assaporare col cucchiaio. Validissimi i taglieri di salumi locali, anche di selvaggina e di prodotti dei margari, e qui la garanzia di bontà è assoluta. Il padre della titolare era il mitico Maffeo Celso, allevatore conosciuto in tutto il Biellese. Tome vaccine di diverse stagionature e di capra meritano l’assaggio.
Cervo, spezzatino, salsiccia, sempre con polenta - non condita questa volta -, trote e il piacere di mangiare come una volta, quella che si definiva cucina casalinga. E con 20 euro il menu completo non è un’illusione.
Aperto tutto l’anno ma bisogna sempre ricordarsi di telefonare per verificare orari e giorni di chiusura che variano a seconda della stagione.
Valfrè
Strada alla Galleria di Rosazza 2 - Oropa Biella
Tel: +39 015 245 5942
valfreoropa@tiscali.it