PATATE, PRODUZIONE EUROPEA STIMATA IN CALO DEL 15-20%

La campagna 2026/27 delle patate entra nella piena fase commerciale con disponibilità più contenute e prospettive di rialzo dei prezzi. La Commissione Paritetica della Borsa Patate di Bologna, che si è riunita il 28 agosto, stima una contrazione delle produzioni medie europee compresa tra il 15% e il 20%, dopo un’estate caratterizzata da ripetute ondate di calore e prolungati deficit idrici nei principali bacini produttivi. Le temperature, con picchi superiori ai 35-40 °C, e la siccità hanno interessato l’Italia e importanti aree pataticole di Francia, Belgio, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito. Secondo la Commissione, le condizioni climatiche hanno ridotto le disponibilità di prodotto e determinato pezzature mediamente inferiori.

 

Superfici in calo dell’11% nell’area NEPG

 

Alla riduzione delle rese si aggiunge la contrazione degli investimenti. Secondo NEPG (North-Western European Potato Growers), nel 2026 le superfici destinate alle patate da consumo nei quattro Paesi aderenti - Francia, Germania, Belgio e Paesi Bassi - sono diminuite in via provvisoria di circa l’11%, passando da 604.100 a 536.900 ettari, circa 67.000 ettari in meno.

Le riduzioni raggiungono il 16,6% in Belgio, il 15,1% nei Paesi Bassi e il 9,7% in Francia, mentre per la Germania il dato utilizzato da NEPG è ancora una stima.

 

Particolarmente marcato il quadro francese. L’UNPT (Union Nationale des Producteurs de Pommes de Terre) stima per il 2026 una resa media delle patate da consumo di circa 37,4 t/ha, contro 43,5 t/ha nel 2025 e una media quinquennale di 43,1 t/ha. Sarebbe il livello più basso da oltre trent’anni. Considerando anche la riduzione delle superfici, l’organizzazione francese prevede una contrazione della produzione del 23% rispetto al 2025, equivalente a quasi 2 milioni di tonnellate in meno.

 

Il quadro climatico trova riscontro nel JRC-MARS Bulletin di agosto della Commissione europea, che segnala gli effetti del caldo persistente e dell’eccezionale deficit idrico sulle colture nell’Europa occidentale e in gran parte di quella centrale.

 

Costi e quotazioni sotto osservazione

 

Alla minore disponibilità di prodotto si aggiunge, secondo la Commissione Paritetica della Borsa Patate, l’aumento di alcune componenti dei costi sostenuti dalle aziende agricole, dai carburanti ai fertilizzanti. Nella fase post-raccolta incidono inoltre refrigerazione, selezione, confezionamento e trasporto. Le tensioni stanno già interessando gli scambi tra i diversi Paesi produttori. In questo scenario, la Commissione di Bologna ritiene probabile un adeguamento dei prezzi delle patate premium e delle produzioni di filiera confezionate già dalle prossime sedute.

 

Un primo riferimento per la campagna era stato fissato il 3 luglio, quando la Borsa Patate di Bologna aveva stabilito in 0,46 euro/kg il prezzo minimo per le patate di prima qualità certificate GlobalGAP GRASP, calibro 45-75 mm, conferite in conto deposito per la campagna 2026/27.

 

L’evoluzione delle prossime settimane dipenderà soprattutto dai quantitativi effettivamente raccolti e dalla quota di prodotto che rispetterà i requisiti commerciali di calibro e qualità. La combinazione tra minori superfici e rese penalizzate dalle condizioni climatiche crea comunque le condizioni per un mercato 2026/27 sensibilmente diverso da quello della precedente campagna, caratterizzata da un’offerta europea abbondante.