PESTE SUINA AFRICANA, VERTICE A CEVA CON FILIPPINI
Ieri al Teatro Carlo Marenco di Ceva il commissario straordinario alla Peste Suina Africana Giovanni Filippini, il cui mandato è stato rinnovato dal Governo fino al 28 marzo 2027, ha fatto il punto sulle nuove strategie di contrasto alla PSA nella Granda con le rappresentanze del territorio cuneese. All'incontro hanno partecipato l'assessore regionale all'Agricoltura e Caccia Paolo Bongioanni, il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo, il commissario regionale ad acta Giorgio Sapino, le autorità sanitarie locali e regionali, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale, il sindaco di Ceva Fabio Mottinelli e i primi cittadini dei comuni in zona di restrizione, oltre ai vertici provinciali di Coldiretti, Confagricoltura e CIA, ai rappresentanti del mondo venatorio e ai dirigenti di ATC e Comprensori alpini.
Nuovi comuni in zona di restrizione I: il virus avanza verso il Fossanese
La riunione si è svolta in un contesto di crescente allarme. Nelle mappe del sito ministeriale www.vetinfo.it è comparso il comune di Bene Vagienna tra le aree in zona di restrizione I, a seguito del rinvenimento di cinghiali positivi al virus nei comuni di Cerretto Langhe, Arguello e Pezzolo Valle Uzzone. Con Bene Vagienna sono entrati nella stessa fascia anche Cherasco, Cervere e Salmour, territori dove sono presenti complessivamente circa 30 aziende suinicole. L'inserimento in zona di restrizione comporta fin da subito pesanti conseguenze economiche, a partire dal deprezzamento delle produzioni e dalle restrizioni alla movimentazione degli animali. L'avanzata del virus preoccupa soprattutto perché punta verso il cuore del più grande distretto suinicolo d'Italia: la Granda conta 900mila capi suini, un patrimonio zootecnico di valore straordinario che l'intero sistema istituzionale e agricolo è determinato a difendere.
Il piano di Filippini: ordinanze modulari, Zona CEV e autunno decisivo
Confermate le quattro linee strategiche già in campo - barriere fisiche lungo le autostrade, depopolamento del cinghiale, sorveglianza attiva delle carcasse, biosicurezza negli allevamenti - Filippini ha illustrato le novità operative che entreranno in vigore nei prossimi giorni. Le nuove ordinanze commissariali abbandoneranno l'impostazione erga omnes, finora valida sull'intero territorio nazionale, per diventare modulate sui singoli subcluster locali: misure più flessibili, più aderenti alle specificità di ciascun territorio e con procedure chiare per l'eventuale passaggio di un Comune da una zona all'altra, classificato dall'Unione Europea sulla base dell'evoluzione pandemica rilevata sul campo.
Sul confine tra la Zona 1 e la Zona 2 verrà istituita la Zona CEV (Controllo Espansione Virale), una fascia tampone per rafforzare il contenimento. All'interno delle unità di gestione dove sia certificata l'assenza del virus, sarà autorizzato l'impiego dei cani da braccata, e da settembre-ottobre, con la riapertura della stagione venatoria, l'azione riceverà un ulteriore impulso.
L'obiettivo più ambizioso riguarda l'area a ridosso del distretto suinicolo fossanese: Filippini ha chiesto di renderla a "cinghiali zero", attraverso un deciso aumento della pressione venatoria e delle azioni di contenimento. Infine, il commissario ha annunciato che grazie ai risultati della sorveglianza attiva sarà possibile richiedere alla Commissione Europea la revoca della Zona 3 nell'Alessandrino già entro l'autunno, con beneficio anche per i comuni cuneesi di Cortemilia e Perletto, attualmente inclusi in quella classificazione.
Bongioanni: "Tra due settimane il Piano Regionale degli Interventi Urgenti in Giunta"
L'assessore regionale Paolo Bongioanni ha espresso apprezzamento per l'impostazione del commissario e ha annunciato le prossime mosse della Regione Piemonte. "Eccellente la proposta di nuove ordinanze declinate sulle specifiche esigenze locali, possibile contrasto anche al problema del corridoio ecologico fra Liguria e Piemonte da cui è arrivata l'infezione e che già avevo segnalato come fattore di vulnerabilità. Tra due settimane- ha dichiarato Bongioanni - porterò in Giunta il PRIU, il Piano Regionale degli Interventi Urgenti aggiornato alla situazione attuale. In parallelo dobbiamo rafforzare l'opera di controllo del cinghiale nei nostri parchi: i risultati nel Parco del Ticino e in quello del Po Piemontese sono ottimi, non buoni quelli dei parchi del Cuneese più prossimi alla zona toccata da questa fase pandemica. Voglio fare in modo che alle azioni di controllo possa partecipare anche personale non interno ai Parchi. E auspico, insieme alle associazioni agricole, che le future revisioni delle zone di restrizione non si spingano troppo a ridosso del distretto suinicolo fossanese, che è il più grande e prezioso per valore di tutto il Piemonte".
Coldiretti Cuneo: "Serve eradicazione del cinghiale fino all'A6. Basta zone di riserva"
Il presidente di Coldiretti Cuneo Enrico Nada, il direttore Francesco Goffredo e i componenti della Giunta provinciale hanno portato al tavolo con Filippini le richieste del comparto agricolo cuneese. Priorità assoluta: l'eradicazione del cinghiale dal territorio compreso tra la Zona di restrizione I e l'autostrada A6 Torino-Savona, con il coinvolgimento di tutti gli enti competenti, comprese le forze armate. Coldiretti ha chiesto inoltre un monitoraggio chirurgico del depopolamento nelle UdG (Unità di Gestione) in zona di restrizione PSA, per evitare la formazione di "zone di riserva" dove il cinghiale si concentra indisturbato; la velocizzazione delle procedure post-abbattimento, oggi ritenute troppo macchinose e rischio di disincentivare l'attività di contenimento; una rete più capillare di celle di stoccaggio per gli animali abbattuti; la riprogrammazione dei controlli differibili negli allevamenti, con eccezione di quelli sulla biosicurezza; sanzioni per chi ostacola il depopolamento o intimidisce gli operatori; e maggiore discrezionalità alle autorità locali nel vietare attività a rischio nei territori indenni vicini alle zone di restrizione.
"Abbiamo ribadito al Commissario che il contenimento della fauna selvatica deve essere affrontato con azioni coordinate, incisive e realmente efficaci. È indispensabile accelerare il depopolamento dei cinghiali per tutelare gli allevamenti e scongiurare ulteriori conseguenze per un comparto fondamentale della nostra economia. La PSA non rappresenta soltanto un'emergenza sanitaria, ma una seria minaccia per l'intera filiera suinicola e per il territorio", ha dichiarato Enrico Nada.
"In questa fase è fondamentale che il confronto si traduca in interventi tempestivi, grazie al coordinamento di tutti i soggetti coinvolti. Alle imprese servono risposte certe, sia sul fronte della prevenzione sia su quello della tutela economica", ha aggiunto il direttore Francesco Goffredo.
Confagricoltura Cuneo: "I suini sono sani ma il rischio è concreto. Ristori attesi dal 2024"
La voce più allarmata è quella di Confagricoltura Cuneo, che punta il dito sull'ingresso di Bene Vagienna in zona di restrizione I come segnale di un virus che sta inesorabilmente avvicinandosi al cuore del distretto suinicolo.
"La situazione è sempre più delicata. Il virus continua ad avanzare e non possiamo permetterci ulteriori ritardi. Occorre mettere in campo con la massima rapidità tutte le azioni possibili per ridurre drasticamente la popolazione dei cinghiali. I nostri allevatori sono anche disposti a contribuire economicamente, se necessario, pur di incrementare gli interventi di abbattimento", ha affermato il direttore Roberto Abellonio, che ha chiesto alla Regione l'attivazione immediata di un piano straordinario con il pieno coinvolgimento dei selecontrollori, anche organizzati in squadre operative, con interventi calendarizzati in coordinamento con Polizia provinciale e Carabinieri Forestali, sia in orario diurno che notturno.
Ancora più netto il presidente Enrico Allasia, che guida Confagricoltura sia a livello provinciale, sia regionale: "Occorre comprendere che il virus ormai minaccia anche l'area del Fossanese. Se anche un solo suino risultasse positivo in uno degli allevamenti presenti nei territori ora interessati dalle restrizioni, in tempi rapidissimi una parte consistente del patrimonio suinicolo provinciale potrebbe finire sotto vincoli sanitari, con conseguenze pesantissime per l'intera filiera. L'obiettivo oggi deve essere uno solo: abbattere il maggior numero possibile di cinghiali prima che le zone di restrizione si allarghino ulteriormente. Se ciò dovesse accadere, le conseguenze economiche, produttive e occupazionali per il comparto sarebbero gravissime".
Allasia ha concluso con un richiamo esplicito al tema dei ristori: "Dobbiamo essere certi della presenza degli indennizzi, sia per le aziende già interessate dalle zone di restrizione, sia qualora fosse richiesto agli allevatori cuneesi di adottare misure drastiche. Ad oggi gli ultimi indennizzi arrivati nelle casse delle aziende sono datati ottobre 2024".