PLENARIA UE: I DOSSIER CHIAVE PER AGRICOLTURA E AGROALIMENTARE
Questa settimana il Parlamento europeo si riunisce a Strasburgo in sessione plenaria per affrontare una serie di provvedimenti che incidono direttamente sull’assetto economico e regolatorio dell’agricoltura e dell’agroalimentare dell’Unione, in una fase particolarmente delicata, segnata da tensioni sui mercati agricoli, da una crescente esposizione alla concorrenza internazionale e da un’integrazione sempre più stringente tra politiche agricole, commerciali e climatiche.
Accanto ai temi sociali e istituzionali l’agenda parlamentare include alcuni dossier di primario interesse per il settore primario: l’attuazione della clausola di salvaguardia UE-Mercosur, il rafforzamento delle norme contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare, il pacchetto di misure per il settore vitivinicolo e la modifica della legge europea sul clima con l’introduzione dell’obiettivo intermedio al 2040.
Accordo UE-Mercosur e clausola di salvaguardia agricola
Il Parlamento è chiamato a votare il regolamento che dà attuazione alla clausola di salvaguardia bilaterale prevista dall’accordo di partenariato UE-Mercosur per i prodotti agricoli. Il tema resta altamente sensibile per il mondo agricolo europeo, che da anni segnala il rischio di una concorrenza basata su differenziali di costo e su standard produttivi non omogenei. Il regolamento introduce una disciplina più rigorosa rispetto al quadro orizzontale vigente, consentendo all’Unione di sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie e di ripristinare i dazi della nazione più favorita qualora le importazioni dal Mercosur causino o minaccino di causare un grave pregiudizio ai produttori europei. Il Parlamento ha ottenuto un abbassamento delle soglie di attivazione delle inchieste e l’estensione del periodo di riferimento per la valutazione degli effetti di mercato, rafforzando al contempo il monitoraggio delle importazioni agricole.
Dal punto di vista agricolo, la clausola di salvaguardia rappresenta uno strumento di mitigazione del rischio ma non risolve le criticità strutturali dell’accordo, in particolare quelle legate alla reciprocità delle norme ambientali, sanitarie e sociali. L’efficacia dello strumento dipenderà dalla tempestività delle decisioni della Commissione e dalla capacità di intercettare rapidamente gli squilibri di mercato.
Pratiche commerciali sleali e tutela degli agricoltori nella filiera
Un secondo dossier centrale per il comparto primario riguarda il rafforzamento dell’applicazione transfrontaliera della direttiva sulle pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare. L’esperienza maturata dopo il 2019 ha evidenziato come la tutela degli agricoltori risulti meno efficace quando gli acquirenti operano da un altro Stato membro o attraverso strutture societarie complesse.
L’accordo provvisorio che il Parlamento esaminerà in plenaria mira a superare questi limiti attraverso un maggiore coordinamento tra le autorità nazionali e l’obbligo di intervento anche in assenza di una denuncia formale. Le nuove disposizioni estendono inoltre l’ambito di applicazione delle norme agli operatori con sede al di fuori dell’UE che operano sul mercato interno, rafforzando la capacità di contrasto nei confronti dei grandi gruppi multinazionali.
Per gli agricoltori europei il rafforzamento del quadro UTP rappresenta un passo avanti nella riduzione delle asimmetrie di potere contrattuale lungo la filiera. La reale portata delle nuove regole dipenderà tuttavia dall’attuazione nazionale e dalle risorse destinate ai controlli.
Pacchetto vitivinicolo: gestione dell’offerta e adattamento ai mercati
Il comparto vitivinicolo europeo è al centro di una revisione normativa mirata a fronteggiare un eccesso strutturale di offerta e a rispondere ai cambiamenti nelle abitudini di consumo. Il pacchetto proposto dalla Commissione e oggetto di accordo provvisorio con il Consiglio introduce strumenti più flessibili per la gestione del potenziale produttivo. Le misure puntano a consentire agli Stati membri una maggiore capacità di prevenire la sovrapproduzione, anche attraverso l’estirpazione definitiva dei vigneti in eccesso e un aumento del cofinanziamento UE per la ristrutturazione. Un altro asse rilevante riguarda l’armonizzazione dell’etichettatura dei vini a basso o nullo contenuto alcolico e il rafforzamento del sostegno alla promozione dei vini europei di qualità nei mercati extra-UE.
Per i produttori il pacchetto rappresenta un tentativo di accompagnare il comparto verso un riequilibrio strutturale, favorendo una maggiore aderenza dell’offerta alla domanda e una valorizzazione delle produzioni a più alto valore aggiunto.
Legge europea sul clima e obiettivo 2040: ricadute sull’agricoltura
La plenaria affronterà anche la modifica della legge europea sul clima, con l’introduzione di un obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni nette del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. Il nuovo traguardo rafforza il ruolo dell’agricoltura nel percorso di decarbonizzazione dell’economia europea.
Il settore agricolo è direttamente coinvolto, sia come fonte di emissioni, in particolare di metano e protossido di azoto, sia come potenziale serbatoio di carbonio attraverso la gestione dei suoli e delle biomasse. L’obiettivo 2040 accentua la necessità di integrare le politiche climatiche con la PAC, garantendo strumenti di accompagnamento economico e tecnologico alle imprese agricole.