RASSEGNA STAMPA – GIOVEDÌ 5 MARZO 2026
L'attualità riporta delle pesanti ripercussioni del conflitto in Medio Oriente e della paralisi logistica nello Stretto di Hormuz, che sta trasformando la crisi energetica in una minaccia sistemica per l'intero comparto produttivo. Il blocco dei transiti colpisce non solo gas e petrolio, ma mette in ginocchio le filiere globali di alluminio, fertilizzanti e polimeri, con quotazioni ai massimi storici e produzioni ferme in Qatar e Bahrein. Per l'Italia l'emergenza si traduce in un brusco stop all'export agricolo, con navi cariche di mele e prodotti freschi bloccate nei porti e una pioggia di cancellazioni nel settore turistico asiatico. Sul fronte interno un segnale di resilienza e innovazione dal censimento agricolo, che evidenzia come un'azienda su tre in Italia sia ormai a guida femminile, con una spiccata propensione alla multifunzionalità e alla sostenibilità.
Il Sole 24 Ore - Golfo Persico, la paralisi logistica colpisce alluminio e fertilizzanti - Il blocco dello Stretto di Hormuz sta causando il collasso dell'offerta di materie prime fondamentali. Dopo lo stop alla produzione di QatarEnergy, le quotazioni dell'alluminio sono balzate ai massimi dal 2022, raggiungendo i 3.418 dollari per tonnellata. La crisi investe pesantemente i fertilizzanti: dal Golfo transita un terzo della produzione mondiale di nutrienti e il 45% dell'urea globale. Il riavvio degli impianti a pieno regime potrebbe richiedere dai 6 ai 12 mesi, aggravando un mercato già sotto pressione per le sanzioni alla Russia.
Gusto - Agricoltura un'azienda su 3 è al femminile (Jacopo Fontaneto) - Il 7° censimento agricolo rivela che il 31,5% delle imprese agricole italiane è guidato da donne. Questa leadership "rosa" non è solo una questione numerica, ma rappresenta un motore di innovazione: le imprenditrici si distinguono per la capacità di fare sistema e diversificare l'attività attraverso l'ospitalità agrituristica, la didattica, l'agricoltura sociale e le filiere corte. Casi esemplari vanno dalle torri aeroponiche in Lombardia agli chalet autosufficienti in Friuli, fino alla valorizzazione della biodiversità per la cosmetica in Toscana.
La Repubblica - Export e turismo in difficoltà agricoltura prima a pagare gli albergatori: asiatici in fuga (Rosaria Amato e Aldo Fontanarosa) - Il conflitto in Medio Oriente colpisce duramente l'economia italiana su più fronti. L'export di mele, di cui l'Italia è leader, è paralizzato: solo il mercato dell'Arabia Saudita vale 70 milioni di euro. Parallelamente, il turismo registra 3.500 cancellazioni di visitatori cinesi e giapponesi solo a Roma, mentre i pacchetti per gli italiani verso il Medio Oriente sono fermi, con perdite stimate in 6 miliardi per il 2026. Gli autotrasportatori denunciano rincari dei carburanti che potrebbero pesare fino a 13.000 euro per mezzo nell'anno.
Il manifesto - Il blocco di Hormuz, un rischio alimentare - Hormuz non è più solo un "rubinetto energetico", ma un canale vitale per la sicurezza alimentare europea. La dipendenza esterna per fertilizzanti e mangimi espone l'agricoltura a shock che riducono le rese e alimentano l'inflazione al consumo. Al Global Food Forum si discute della necessità di accumulare riserve strategiche, sul modello di Cina e USA, per garantire la stabilità sociale di fronte a catene di approvvigionamento lunghe che si confermano estremamente fragili e non più garantite.
Corriere Torino - La Cina a caccia di esperti anti Co2 negli atenei universitari (Mattia Aimola) - Pechino sceglie Torino come partner strategico per la sostenibilità. Unito e il Politecnico hanno siglato accordi per la ricerca sulla riduzione degli inquinanti in agricoltura e l'attivazione di corsi in ingegneria automotive e nanotecnologie destinati a studenti cinesi. La Cina punta al know-how torinese per modernizzare la propria industria e i sistemi agrari, offrendo in cambio opportunità di internazionalizzazione. Il progetto coinvolge tecnologie alternative ai fertilizzanti minerali e modelli di biodigestione.
ItalyPost - Il comparto ortofrutta accusa il colpo - Il comparto ortofrutticolo italiano è in stato di allerta massima. Confagricoltura segnala navi cariche di mele bloccate e disdette massive di ordini per le prossime settimane. Particolarmente critica è la situazione della "quarta gamma" (prodotti pronti al consumo), che dipende dai voli aerei ora annullati verso Dubai. Anche il settore vitivinicolo inizia a registrare blocchi parziali dei contratti commerciali, mentre si teme il deperimento delle merci ferme nei container nei porti romagnoli.
MF - Masi difende i margini ma perde 1,4 mln (Marco Fusi) - Masi Agricola chiude il 2025 con ricavi per 64,4 milioni di euro, in calo del 3,7%. Nonostante la tenuta operativa, l'azienda registra una perdita netta di 1,4 milioni di euro, influenzata da fattori geopolitici e dal cambiamento climatico. Il presidente Sandro Boscaini sottolinea come l'atteggiamento dei consumatori verso il vino sia mutato rapidamente, rendendo necessaria una valorizzazione del prodotto in forme nuove che vadano oltre la mera vendita tradizionale per contrastare le incertezze del mercato globale.